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Chemical city del lago di Vico, ecco come era ridotta prima che l’Esercito iniziasse a sistemarla…

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Ronciglione – Chemical city lago di Vico. Ronciglione. Ecco i video di come era ridotto il magazzino materiali di difesa nucleare, batteriologica e chimica prima che qualche giorno fa iniziassero i lavori di sistemazione dell’area militare da parte dell’Esercito italiano. Un sito che sarebbe stato bonificato definitivamente nell’estate del 2015. Nel bel mezzo di una riserva naturale istituita nel 1982 con legge regionale e a pochi passi dal lago.

I video attestano quello che già le fotografie pubblicate nei servizi precedenti hanno abbondantemente testimoniato.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico [4]

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


Gli edifici, in alcuni casi letteralmente distrutti, sono per lo più pericolanti e pericolosi. Soprattutto perché le persone entrano ed escono dalla zona militare. E in tal caso, a dirlo, sono i graffiti, probabilmente recenti. La recinzione, in diversi parti, è infatti caduta. Ed entrare pare sia piuttosto facile. Rischiando anche di cadere in uno dei buchi che ti tanto in tanto si aprono nel terreno e all’interno di una delle strutture.


Ronciglione - La discarica davanti alla Chemical city [5]

Ronciglione – La discarica davanti alla Chemical city


Fuori dalla Chemical city, nella parte a monte della zona militare, dove probabilmente una volta c’era il comando, c’è anche una piccola discarica di armadi di legno, plastica e altro. Buttata lì a ridosso della recinzione con il cartello “Limite invalicabile”.


Chemical City - È iniziata la sistemazione dell'area [6]

Chemical City – È iniziata la sistemazione dell’area


Nel frattempo, dopo l’inchiesta di Tusciaweb, l’Esercito italiano ha avviato i lavori di sistema della Chemical city. Gli interventi riguardano il ripristino, la recinzione e la pulizia dei luoghi. Lavori che dovrebbero concludersi nel giro di un mese [7]. A seguirli da vicino e darne conferma l’ex deputato Giuseppe Fioroni, attualmente consigliere del ministro della difesa Lorenzo Guerini, e il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni.



Il soffitto dei magazzini è ridotto malissimo. In più punti è crollato. A terra, sul pavimento, diversi oggetti, vetri, detriti, macerie, un giornale che riporta la data del 2010, scatoloni buttati alla rinfusa, fascicoli e documenti militari. Insomma, un caso che non ha precedenti.


Ronciglione - Una delle tubature della Chemical city del lago di Vico [8]

Ronciglione – Una delle tubature della Chemical city del lago di Vico


Dalle immagini video si vedono il barile con della roba nera che esce fuori, così come le tubature che perdono liquido. [9] Anch’esso nero. Un liquido che sembrerebbe uscire pure dal pavimento di uno degli edifici della Chemical city. Una situazione, considerando che la bonifica è terminata nell’estate del 2015, che potrebbe aver caratterizzato l’intera zona militare per quasi 5 anni. Per ben cinque anni.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico [10]

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


In giro per il terreno, e dentro una delle costruzioni, ci sono inoltre diversi carotaggi. Pure questi all’aria aperta e, peggio ancora, a portata di mano.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico [11]

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


Non solo, ma sia dalle testimonianze fotografiche che dai video, è evidente la presenza di documenti militari sparpagliati come se nulla fosse in tutta la zona. Documenti che non dovrebbero stare lì. Alcuni sarebbero stati addirittura bruciati. E anche in tal caso foto e video parlerebbero chiaro. Peggio ancora, i documenti militari sembrerebbero essere stati distrutti con il fuoco all’interno dello stesso edificio dove si sarebbero verificate le perdite di liquido nero.

Infine, la zona sterrata messa in evidenza dalle fotografie. Anche i video pubblicati ne testimoniano abbondantemente la presenza.


Ronciglione - I documenti abbandonati della Chemical city [12]

Ronciglione – I documenti abbandonati della Chemical city


Nel frattempo il senatore Francesco Battistoni, oltre all’interrogazione parlamentare [13], ha scritto al ministro dell’ambiente Sergio Costa [14] chiedendogli di “farsi carico di questa problematica e di attivare un sopralluogo, attraverso il nucleo operativo ecologico dei carabinieri, il Noe, al fine di verificare esattamente lo stato dei suddetti luoghi”. Battistoni ha inoltre recentemente chiesto l’audizione del ministro Costa in commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico [15]

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


La Chemical city è un bunker realizzato negli anni trenta per la produzione di armi chimiche. Scoperto dall’intelligence inglese nel 1940. trentasei ettari di terreno. Dentro c’erano iprite, arsenico, fosgene, admsite. Il magazzino materiali di difesa Nbc smise di produrre veleni con la fine della seconda guerra mondiale, ma rimase nell’ombra per decenni, conservando i barili con le sostanze tossiche. Ci fu anche un’interrogazione parlamentare. Nel 1985. Del Partito comunista. A firma del deputato Famiano Crucianelli, rivolta all’allora ministro della difesa Giovanni Spadolini, in cui si chiedeva cosa stesse succedendo all’interno dell’area. Il ministro rispose che “in detto magazzino non vengono prodotti, né detenuti, né sperimentati aggressivi di qualsiasi natura”.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico [16]

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


La Chemical city venne alla luce nel 1996, durante la prima operazione di bonifica condotta nel più assoluto segreto. Quell’anno un ciclista venne investito da una nube tossica fuoriuscita dal centro chimico, svelando a tutta la popolazione, fino ad allora ignara, la dimensione del problema. Il ciclista colpito dalla nube tossica s’è salvato. E’ stato tuttavia l’ultima vittima delle armi chimiche in Europa. La bonifica è terminata pochi anni fa, nel luglio del 2015.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico [17]

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico


Nella seconda metà degli anni ’90, nel corso della prima bonifica della zona militare del lago di Vico, “vennero trovate – scrive Gianluca Di Feo nel libro Veleni di Stato – almeno 150 tonnellate di iprite del tipo più micidiale, mescolata con arsenico. In più c’erano oltre mille tonnellate di admsite, un gas potentissimo ma non letale usato contro le dimostrazioni di piazza. E oltre 40 mila proiettili di tutti i calibri”. Dal terreno sono poi sbucate 60 cisterne di fosgene assassino, ciascuna lunga quattro metri; tutte in pessime condizioni, con evidenti lesioni e tracce di ruggine”.


Ronciglione - I documenti bruciati della Chemical city [18]

Ronciglione – I documenti bruciati della Chemical city


A conclusione, si ribadiscono le domande già poste nei precedenti articoli dell’inchiesta condotta sulle pagine di questa testata.

La Chemical city conteneva ancora al suo interno materiali chimici nocivi per la salute e il territorio? Perché c’era un barile che buttava fuori materiale nero?

Perché dalle tubature esce ancora del liquido?

Perché è stato lasciato in giro del materiale come se nulla fosse?

Perché non c’erano sono controlli sulla sicurezza della zona con gente che, alla fine, ci finiva dentro senza neanche rendersene conto andando incontro a pericoli gravissimi per la propria incolumità?

Perché la recinzione dell’area è andata in parte distrutta e nessuno l’ha più riparata?

Perché sono stati lasciati a terra i carotaggi effettuati probabilmente nel corso della bonifica?

Che cos’è la zona sterrata e priva di vegetazione che si vede dalle fotografie?

Cosa c’è in fondo ai buchi nel terreno dove le persone che entrano possono anche cadere?

Perché diversi, tanti, documenti militari sono stati buttati e sparpagliati per tutta l’area, alcuni dei quali addirittura bruciati? E’ normale? Perché bruciarli? Non avrebbero dovuto invece essere acquisiti dal ministero della difesa oppure dall’archivio di Stato? Chi ha deciso di bruciarli? Chi li ha bruciati? Chi li ha lasciati in giro e a portata di mano?

La bonifica è stata fatta a dovere oppure no?

Chi è il responsabile di tutto questo?

Daniele Camilli


L’inchiesta di Tusciaweb

Multimedia – Fotogallery: Il comando e la discarica fuori dalla Chemical [19] – Documenti militari bruciati e altri abbandonati [9] – La condizione degli edifici della Chemical city [20]Le tubature che perdono liquido nero [21]I carotaggi abbandonati [22]Le scritte sui muri [23]La zona sterrata [24] – Video: La situazione disastrosa della Chemical city, parte I [25]La situazione disastrosa della Chemical city, parte II [26] – Una discarica fuori dalla Chemical city [27]

Articoli: “L’Esercito italiano sta sistemando l’area della chemical city…” [7] – “Chemical city, siamo di fronte a un vero e proprio giallo e la gente inizia a preoccuparsi” [28] – Chemical city, centinaia di documenti militari bruciati e altri buttati in giro per tutta l’area [29] – “Chemical city, subito un sopralluogo del nucleo operativo ecologico dei carabinieri” [14] – Chemical city, tubature da cui esce liquido nero e carotaggi lasciati sul terreno [9] – “Chemical city, la bonifica è stata completa ed efficace?” [13] – Chemical city: edifici fatiscenti, immondizia, recinzione colabrodo e… un barile da cui esce roba nera [30]


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