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Viterbo - Fermato sabato per spaccio, un 37enne viterbese porta al giudice le prove della riscossione dei soldi della scommessa - Convalidato l'arresto, è stato rimesso in libertà

“Ho comprato la cocaina nascosta nelle scarpe con 500 euro di una vincita al gioco”

di Silvana Cortignani

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L'avvocato Remigio Sicilia

L’avvocato Remigio Sicilia

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini

Viterbo – “Ho comprato la cocaina nascosta nelle scarpe con 500 euro di una vincita al gioco”. Fermato sabato per spaccio, un 37enne viterbese porta al giudice le prove della riscossione dei soldi della scommessa. 

Lo fermano per un controllo e gli trovano una dose di cocaina addosso e altri 13 grammi in involucri nascosti nella suola delle scarpe, in manette un 37enne viterbese con precedenti per spaccio a causa dei quali è attualmente sottoposto all’obbligo di firma la mattina e la sera.

Il giovane, arrestato sabato pomeriggio e posto ai domiciliari, è comparso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini per l’interrogatorio di convalida del fermo.

Difeso dagli avvocati Remigio Sicilia e Franco Taurchini, il 37enne ha riposto a tutte le domande, spiegando, a suo dire, che la droga era per uso personale e che, anche se non ha un proprio reddito essendo senza lavoro, si è potuto permettere di acquistarla grazie a una vincita al gioco. 

“Sabato mattina, dopo avere firmato, sono andato a comprare la droga a Cesano da un senegalese. Da Viterbo ci vogliono una ventina di minuti. L’ho pagata 500 euro, con i miei soldi, visto che a gennaio ho vinto tremila euro alla sala scommesse, metà dati a mia madre e l’altra metà tenuti per me. La dose singola era per usarla subito, il resto invece, visto il costo, l’ho nascosta nelle scarpe per usarla successivamente”, ha spiegato. 

Gli agenti che hanno messo a segno l’operazione il 15 febbraio, fermando il giovane mentre era in auto per un controllo, nel corso delle successive perquisizioni, non avrebbero rinvenuto altro stupefacente o materiale per il confezionamento delle dosi, né in macchina, né a casa dell’arrestato. 

Il 37enne ha insistito sull’uso personale. “Assumo stupefacenti da quando avevo 14 anni. Non è un mistero. Cerco di resistere, ma non ce la faccio. Ora sono in contatto col Serd per iniziare un percorso. Mi hanno anche consigliato di entrare in una comunità di recupero, ma per ora sto valutando”, ha sottolineato. 

Gli avvocati Sicilia e Taurchini hanno prodotto al giudice Massini le prove documentali dell’accesso al Serd della Asl e della riscossione della vincita al gioco. L’accusa ha chiesto, oltre alla convalida, anche la conferma degli arresti domiciliari. Il giudice, pur convalidando il fermo, ha accolto la richiesta della difesa di rimettere il giovane in libertà in attesa del processo, che sarà celebrato per direttissima il prossimo 13 luglio con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Silvana Cortignani


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18 febbraio, 2020

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