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Viterbo - Maria Immordino (Solidarietà Cittadina) dopo il consiglio comunale del 13 febbraio

“I debiti di Talete? Li pagheremo noi…”

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Maria Immordino

Maria Immordino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cari viterbesi, giovedì 13 febbraio ho seguito lo svolgimento del consiglio comunale straordinario sull’analisi del problema Talete. Dovreste partecipare in tanti per conoscere meglio le persone che abbiamo eletto, che ci governano e le cui decisioni influiscono sulla nostra vita.

Non farò il resoconto dei vari interventi: il compito di informare in modo completo e corretto spetta ai giornalisti presenti. Esprimerò alcune considerazioni di una cittadina qualsiasi, una cittadina che vuol capire. Dai vari interventi è emersa una sola certezza: Talete non deve morire e il problema non si risolverà, si andrà avanti così. E i debiti accumulati? E’ ovvio; li pagheremo noi, noi, noi.

Perché: uscire da Talete? Non si può, se scoppia una fogna non c’è nessuno che l’aggiusti. (L’ha detto il sindaco). Fallimento di Talete? Per carità, non se ne parla proprio, ci andrebbero di mezzo troppe persone. Cambiare i vertici? Non è il caso, i debiti non sono colpa loro.

Nelle nostre amministrazioni pubbliche i disastri non hanno mai colpevoli, non perché sono pubbliche, ma perché, in genere, vengono nominate persone in base alla loro appartenenza politica e non sempre in base a criteri di competenza e di qualità umane.

Qualcuno conclude che, anziché cambiare finalmente i criteri delle nomine, sia meglio il privato. Conclusione discutibile. Nella nostra provincia ci sono esempi di buona gestione pubblica dell’acqua ad opera di amministrazioni che non aderiscono a Talete e non vogliono farlo, nonostante subiscano continue pressioni politiche.

Questi esempi vengono ignorati. L’enorme debito che Talete continua ad accumulare da dove deriva? Da incompetenza? Da gestione clientelare? Da altro? Non sono riuscita a capirlo. I Sindaci fanno parte di diritto del consiglio di amministrazione della Talete, hanno il potere di cambiare le cose ma dovrebbero essere tutti d’accordo. Un solo sindaco può fare davvero poco.

Non ho sentito propositi che vanno in questa direzione. Perciò, cari Viterbesi, rassegnatevi: gli aumenti ci saranno, non sappiamo sotto quale forma ma pagheremo noi. Attenzione.

Non importa a nessuno individuare le responsabilità e se noi cittadini siamo molto indignati perché dobbiamo pagare debiti non contratti da noi.Siamo vittime di decisioni prese da persone che dovrebbero rappresentare gli interessi dei cittadini! Ho il sospetto che di noi non importi a nessuno o quasi.

Noi paghiamo la bolletta, (cosa giusta per tanti motivi) in cambio vorremmo aprire il rubinetto e bere acqua potabile. Invece no, non possiamo; l’acqua ha arsenico e altre sostanze nocive, in quantità permesse da una legge ipocrita e ingiusta che, sono sicura, nessuno cambierà.

Quindi, noi, oltre alla bolletta, dobbiamo spendere altri soldi per comprare l’acqua minerale. Altra spesa e la fatica di trasportare dentro casa le confezioni piuttosto pesanti. Confesso che, in quei momenti, qualche parola e qualche augurio poco gentile mi scappa, anche se quel tipo di linguaggio non mi appartiene.

Perché in altre zone problemi analoghi sono stati risolti e da noi non si cava un ragno dal buco? Ci sarà nell’aria qualche virus che rallenta e blocca le azioni? Ci sono cure o vaccini efficaci? Io, inguaribile ottimista,credo di sì e spero sempre che le cose possano cambiare. Restiamo in fiduciosa attesa.

Maria Immordino
Solidarietà Cittadina


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15 febbraio, 2020

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