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Cronaca - Uspp denuncia l'episodio avvenuto a Regina Coeli e attacca: "Nulla pare scalfire ministero e dipartimento dell'amministrazione penitenziaria"

Detenuto dà in escandescenza dopo aver saputo di essere stato trasferito e aggredisce agente

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Roma - Il carcere di Regina Coeli

Roma – Il carcere di Regina Coeli

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – L’Uspp continua a denunciare le continue aggressioni che avvengono ogni giorno in danno degli agenti di polizia penitenziaria.

Oggi al carcere di Regina Coeli di Roma, un agente è stato aggredito per aver cercato di placare un detenuto che aveva dato in escandescenza dopo aver saputo di essere stato trasferito in un altro istituto penitenziario.

Il detenuto, che si era già reso protagonista di episodi rilevanti sotto il profilo disciplinare e che probabilmente ne avevano determinato il motivo del suo trasferimento in un’altra struttura, si è scagliato contro il nostro collega che ora si trova al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito per ricevere le prime cure a seguito delle ferite riportate durante la colluttazione.

Questo è l’ennesimo episodio di violenza che subisce un agente di polizia penitenziaria e, malgrado le continue segnalazioni di fatti analoghi, che il sindacato Uspp denuncia quotidianamente, nulla pare scalfire il freddo travertino che riveste il ministero della Giustizia di Via Arenula e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che ci appaiono avvolti in un alone di mistero rispetto al ritardo nell’intraprendere idonee iniziative finalizzate a cercare di ridimensionare un fenomeno, quello delle aggressioni al personale di polizia penitenziaria, che è diventato il più grande problema da governare.

Gli agenti combattono la violenza in carcere a mani nude, per mancanza di dotazioni strumentali come il taser, e spesso in solitudine, per mancanza di personale di supporto all’interno delle sezioni detentive.

Al nostro collega rivolgiamo il nostro saluto e gli auguri di una pronta guarigione.

 

Uspp


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17 febbraio, 2020

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