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Viterbo - Testimone dei maggiori eventi storici della Tuscia dal secondo dopoguerra oggi festeggia il suo compleanno

Enio Peverini, 90 anni di storie

di Antonello Ricci

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Enio Peverini

Enio Peverini

Enio Peverini

Enio Peverini

Enio Peverini

Enio Peverini

Viterbo – Oggi, a Viterbo e nella Tuscia tutta, i 90 anni di Enio Peverini non sono una data da lasciar passare sotto silenzio.

Per due motivi. Il primo: nato nel 1930 a poche decine di metri da Villa Adriana nella bella campagna tiburtina; cresciuto a Borgo Montello in un podere dell’Agro Pontino bonificato; sfollato in Calabria durante i bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale; poi ufficiale di complemento nell’arma di Cavalleria a Pinerolo; approdato infine a Viterbo come dipendente Inps nel 1965; Enio ha attraversato tutto d’un fiato gran parte degli eventi epocali che hanno segnato il ‘900, rappresentando oggi un vero e proprio archivio vivente di storie.

Il secondo. Per diritto d’anagrafe e non solo, egli s’impone oggi come testimone lucido e appassionato delle più significative vicende accadute a Viterbo e nella Tuscia negli ultimi sessant’anni: dalla difesa e tutela della dignità del lavoro alla promozione dello sport, dalla cultura all’attività sindacale.

In realtà, nelle vene di Enio deve scorrere sangue di paladino dei diritti dei più umili, visto che al nonno paterno Agostino, deputato popolare per le Marche nel primo dopoguerra, il Comune di Ostravetere ha prima intitolato una via, dedicandogli poi, più di recente, un mezzobusto in sala consiliare.

Straordinario per umanità e pietas cristiana, nella sua pluridecennale attività di dipendente e poi dirigente Inps, nonché nella sua lunga militanza per Cisl e Confartigianato (quest’ultima fino a pochi mesi fa), Enio è venuto a contatto con centinaia e centinaia di famiglie della Tuscia più popolare. Un’esperienza da cui in molti casi sono fiorite sincere e durature amicizie.

Non andrà trascurato inoltre il suo contributo al progresso dello sport locale: egli infatti è stato, ed è ancora oggi, infaticabile animatore e organizzatore per la promozione della pratica dell’atletica leggera in città e in provincia; ma anche amato allenatore dei settori giovanili della Viterbese Calcio. Inoltre l’esperienza, tardiva quanto intensa, e puntualmente accompagnata da significativi piazzamenti, in qualità di maratoneta “Over 60” in gare di livello internazionale: New York, Atene, Londra, solo per citare alcune delle più note.

Sensibile da sempre anche verso temi di forte impatto sociale, Enio è, praticamente dalla sua fondazione, vicepresidente del Ceis “San Crispino” di Viterbo, fianco a fianco con il tenace, inossidabile don Alberto Canuzzi.

Sempre presente, infine, come “Cavaliere del Santo Sepolcro”, nella varie iniziative per le più rilevanti feste religiose di Viterbo e del suo territorio. In tale ruolo si è anche recato anni or sono in pellegrinaggio in Terra Santa.

In questo felicissimo giorno, tutti gli amici più cari e i familiari, dalla moglie Enrica alle tre figlie, dai nipoti ai generi tutti, lo festeggiano con amore infinito.

Antonello Ricci


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16 febbraio, 2020

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