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Viterbo - Il consigliere Alvaro Ricci (Pd) commenta l'ipotesi avanzata dal vicesindaco di una grande società alberghiera pronta a investire 25 milioni di euro

“Ex Terme Inps, l’annuncio di Contardo è solo una dannosa giornalata…”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Alvaro Ricci

Viterbo – Alvaro Ricci

Viterbo - Ex Terme Inps

Viterbo – Ex Terme Inps

Viterbo - Enrico Contardo

Viterbo – Enrico Contardo

Viterbo - Terme ex Inps

Viterbo – Terme ex Inps

Viterbo - La seduta del consiglio comunale

Viterbo – La seduta del consiglio comunale

Viterbo - Il saccheggio delle Terme ex Inps

Viterbo – Il saccheggio delle Terme ex Inps

Viterbo – “Una giornalata”. Il consigliere comunale del Pd Alvaro Ricci definisce così il project financing da 25 milioni di euro di “un’importante società alberghiera”, che pare sia francese, annunciato dal vicesindaco Enrico Contardo qualche giorno fa per il rilancio delle Terme ex Inps in strada Bagni a Viterbo.

Peggio ancora, “l’annuncio di Contardo – prosegue il consigliere – potrebbe creare un grande e grave imbarazzo con il consiglio comunale e la Regione Lazio”. Perché? “Perché il piano – risponde Ricci – deve prima essere esaminato dal consiglio e successivamente approvato dalla Regione. E né l’una né l’altra cosa è stata ancora fatta”.

Una bocciatura in piena regola. Argomentata da Ricci ieri mattina nel corso del consiglio comunale a Palazzo dei Priori. Sollevando la questione con un’interrogazione consiliare.

“L’assessore Enrico Contardo – ha poi spiegato Ricci a margine del consiglio – dice che sta arrivando un project finanzino di 25 milioni di euro da parte di una grossa società per il rilancio delle Terme ex Inps. Possiamo essere solo che felici che qualcuno si interessi a questo tema”.

Ma c’è un però. Ed è Ricci stesso a spiegarlo. “L’amministrazione dell’ex sindaco Leonardo Michelini – dice Ricci – fece un avviso pubblico per individuare un advisor per il rilancio dell’intero complesso. Questo perché il piano di rilancio, che è una legge regionale del 2001, prevede tutta una serie di cose. Si tratta tuttavia di un piano che non è più in linea con la società di oggi”.

Tant’è vero che l’amministrazione di centrosinistra precedente a quella attuale del sindaco Giovanni Arena, nel 2014 fece un avviso per individuare un advisor che preparasse un nuovo piano adeguato ai tempi e alle esigenze sociali e turistiche del momento. 

“Federterme, incaricato da Michelini per mezzo di un avviso pubblico – prosegue Ricci – ha presentato il suo piano. Ma questo deve prima essere esaminato dal consiglio comunale e infine mandato alla Regione Lazio che lo deve approvare. Noi ci dimentichiamo che le Terme ex Inps sono al 50% del comune e al 50% della Regione. Una volta che la Regione ha condiviso il tutto, allora il piano del 2001 può essere modificato con nuovi interventi”.

Le Terme ex Inps hanno smesso di funzionare nel 1992, quando sono state chiuse. Inaugurate nel 1956, davano lavoro a 105 dipendenti a tempo indeterminato e a 80 stagionali. I posti letto disponibili erano 185. La gente ci andava per curarsi, in nome e per conto di un diritto. Il servizio sanitario nazionale. Un impianto di 133mila metri quadrati di superficie e un valore di mercato che supera gli 8 milioni e mezzo di euro. Una struttura che oggi versa in uno stato di totale abbandono e notevole degrado.

“Mi stupisco – aggiunge Ricci – che sia arrivato un project financing senza un piano. A meno che non sia un piano conforme alla legge del 2001, ormai superata”. 

I project financing possono essere di due tipi. Uno privato, che presenta la sua proposta, e uno pubblico, con il comune che fa un bando. Il privato può presentare il suo progetto sulla base di un piano e di linee guida esistenti. Qualora l’amministrazione comunale e il consiglio lo ritengano di pubblico interesse, a quel punto viene fatto un bando pubblico al quale tutti possono partecipare. A parità di condizioni viene dato a chi l’ha proposto. Oppure, se un altro soggetto offre condizioni migliori, il proponente può decide di adeguarsi. 

“Il privato giustamente stabilisce i contatti con l’amministrazione. Ma il piano proposto da Federterme – conclude Alvaro Ricci – non è stato ancora approvato da nessuno. Inoltre queste cose vanno trattate con maggior discrezione. Senza giornalate. Stiamo infatti parlando di investimenti importanti. Essere frettolosi può pregiudicare gli interventi. Come fa Contardo a dire che il project presentato è conforme a un piano che non è stato approvato? Non solo, ma c’è anche il rischio che la proposta di Federterme vada in giro passando di mano in mano come se nulla fosse. Con grande e grave imbarazzo da parte del consiglio comunale e della Regione. E’ una cosa normale o no? Secondo me no”.

Daniele Camilli


Articoli: Ex Terme Inps, gigante alberghiero pronto a mettere 25 milioni


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12 febbraio, 2020

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