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Tribunale - Il giudice del lavoro di Viterbo dopo la causa intentata dall'ex direttore generale dell'ente

“Licenziamento illegittimo, l’Ater dia 300mila euro a Ugo Gigli”

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Ugo Gigli

Ugo Gigli

Viterbo - La sede dell'Ater

Viterbo – La sede dell’Ater

Viterbo – “Licenziamento illegittimo, l’Ater dia 300mila euro a Ugo Gigli”. Lo scrive il giudice del lavoro del tribunale di Viterbo, Mauro Ianigro, nella sentenza sul “contenzioso lavoro e previdenza per l’anno 2015” tra l’ex direttore generale dell’Ater Ugo Gigli, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, l’ex commissario straordinario dell’ente Pierluigi Bianchi e la regione Lazio. Quest’ultima “chiamata in causa”.

Secondo Gigli, nel “dicembre 2011 il cda dell’Ater di Viterbo gli aveva conferito l’incarico di direttore generale”. Ma, “a seguito dell’insediamento della nuova giunta regionale del Lazio” che aveva “disposto il commissariamento di tutte le Ater”, il governatore aveva “nominato Pierluigi Bianchi commissario straordinario dell’Ater di Viterbo, in sostituzione del presidente e del cda”. L’esito, come riepilogato da Gigli, è stato che il “29 gennaio 2015 ha appreso di essere stato rimosso dall’incarico di direttore generale”.

Un atto di “natura discriminatoria” per Gigli, che chiede il reintegro. “In subordine, il risarcimento del danno patrimoniale”. Ma “in ogni caso il risarcimento del danno morale e all’immagine professionale”.

Secondo il giudice Ianigro, il licenziamento dell’ex direttore generale dell’Ater è illegittimo. Ma dichiara inammissibile il reintegro. “È da escludere – spiega nella sentenza del 6 febbraio – che il lavoratore possa agire invocando la reintegrazione nel proprio originario posto di lavoro, spettando allo stesso solo il diritto al risarcimento del danno”. Risarcimento del danno “da quantificare – continua il magistrato – in misura corrispondente alle retribuzioni cui avrebbe avuto diritto fino alla preventivata cessazione di efficacia del contratto individuale”. Un danno patrimoniale, insomma. Il giudice, infatti, respinge “le ulteriori richieste risarcitorie aventi a oggetto l’indennità supplementare e i danni non patrimoniali”. Ovvero, da lesione dell’immagine e della dignità, da danno esistenziale, da lesione dell’integrità psicofisica e da danno da perdita di chance.

“Dei danni cagionati – afferma Ianigro – non può che essere chiamata a rispondere l’azienda datrice di lavoro”. Ossia, l’Ater di Viterbo. “Una responsabilità personale del commissario straordinario (Bianchi, ndr) va esclusa, avendo egli agito nell’ambito di un rapporto di immedesimazione organica con l’ente e non potendosi al medesimo imputare ulteriori condotte produttive di danno”, conclude il giudice.

Per questo, l’Ater è stata condannata a risarcire Gigli per 319mila 307 euro. “Oltre – è scritto nella sentenza – interessi legali e rivalutazione monetaria”. L’ente, inoltre, deve all’ex direttore generale le “spese di lite, liquidate in 13mila 250 euro”.

Ovviamente l’Ater può fare ricorso. Ed essendo la cifra elevata, è molto probabile che lo faccia. Soprattuto a tutela dei cittadini, perché quelli sono soldi pubblici.


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21 febbraio, 2020

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