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Sedicenne deceduta in casa a Montefiascone - La sottosegretaria alla Salute rispondendo a un'interrogazione parlamentare: "Al vaglio eventuali criticità cliniche e organizzative dell'ospedale"

Morte di Aurora, il ministero valuta possibili responsabilità di Belcolle

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Viterbo - Daniele Angelini, primario pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Daniele Angelini, primario pronto soccorso di Belcolle

Ragazza trovata morta a Montefiascone - Il 118 sul posto

Ragazza trovata morta a Montefiascone – Il 118 sul posto

Aurora Grazini

Aurora Grazini

Montefiascone – Morte di Aurora Grazini, la sottosegretaria alla Salute: “Verifiche su eventuali criticità cliniche e organizzative nell’assistenza alla paziente”.

Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ha risposto all’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata Fabiola Bologna (M5s) sulla morte di Aurora Grazini, la 16enne di Montefiascone morta sabato 15 febbraio dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Belcolle.

“Dagli organi d’informazione – riepiloga nell’interrogazione Bologna, che è anche dirigente medico – emerge che la ragazza si era recata al pronto soccorso perché negli ultimi tempi accusava malori e aveva perso molto peso. Sembra che i medici, dopo alcuni accertamenti generali e non diagnostici/strumentali, abbiano deciso di dimetterla prescrivendole l’En, cioè una benziodiazepina con funzioni ansiolitiche, poiché avevano ritenuto che il malessere della ragazza fosse riconducibile a un disagio di natura psicologica”.

Per la morte di Aurora la pm Eliana Dolce ha indagato per omicidio colposo Daniele Angelini, primario del pronto soccorso di Belcolle. Venerdì 14 febbraio è stato lui ad aver visitato la 16enne, arrivata in ospedale in ambulanza lamentando problemi respiratori e dolore al cuore. La Asl di Viterbo, però, sostiene che avesse solo ansia e crisi di pianto. Il medico, oltre all’ansiolitico, le avrebbe fissato un appuntamento dal neuropsichiatra infantile per il lunedì successivo per poi dimetterla. Ma a casa Aurora avrebbe continuato ad avere crisi respiratorie e ad avvertire una certa debolezza. La mattina di sabato 15 febbraio il decesso, nella sua casa a Montefiascone.

“Risulterebbe – continua Bologna – che la procura di Viterbo abbia aperto un’inchiesta per accertare i fatti accaduti e che il ministro abbia inviato una task force di ispettori all’ospedale di Belcolle per far luce sull’accaduto. L’assessore alla sanità e l’integrazione sociosanitaria della regione Lazio, Alessio D’Amato, ha dichiarato che “è stato immediatamente disposto dal sistema sanitario regionale l’audit clinico sul decesso della giovane Aurora Grazini per verificare le procedure cliniche eseguite presso l’ospedale prima delle dimissioni. L’azienda sanitaria di Viterbo è a completa disposizione dell’autorità giudiziaria per stabilire le cause del decesso””.

La deputata Bologna conclude: “I fatti hanno profondamente colpito l’opinione pubblica, come sempre accade quando si tratta di giovani vite, rinforzando altresì l’idea che si sia trattato di una terribile caso di malasanità. Appare pertanto doveroso risalire alle cause del decesso, sia per dare una risposta al dolore della famiglia sia per individuare eventuali responsabilità. In riferimento ai fatti accaduti e descritti – chiede Bologna nell’interrogazione -, quali sono, per quanto di competenza, le prime risultanze degli accertamenti condotti fino a ora?”.

All’interrogazione, rivolta al ministro della Salute Roberto Speranza, risponde la sottosegretaria al dicastero Sandra Zampa. Il tutto è avvenuto giovedì in commissione Affari sociali. “Il ministero della Salute – afferma Zampa – ha disposto l’espletamento di una visita ispettiva presso l’ospedale Belcolle di Viterbo. L’ispezione ministeriale è stata effettuata il 17 febbraio dalle 15 alle 20,30 ed è stata avviata per verificare la sussistenza di eventuali criticità, cliniche e organizzative, nell’assistenza prestata alla paziente al momento dell’accesso in pronto soccorso, che possano aver condizionato la drammatica evoluzione verso l’exitus”.

La sottosegretaria spiega: “All’ispezione hanno partecipato esperti del ministero della Salute, rappresentanti dell’Agenas e dell’istituto superiore di sanità, nonché personale dei carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità di Viterbo. Durante la visita ispettiva sono stati ascoltati tutti i vertici dell’azienda sanitaria locale di Viterbo, tutti i medici, gli infermieri e gli operatori professionali coinvolti nell’evento avverso. Compreso il personale dell’Ares 118, sia quello che ha condotto in ambulanza la paziente al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle il 14 febbraio, sia il personale dell’ambulanza e dell’elisoccorso intervenuti al domiciliò della paziente il 15 febbraio, i quali, nonostante tutti gli sforzi prodigati, hanno dovuto constatare il decesso della giovane. Nel corso dell’audit ispettivo è stata acquisita la documentazione utile ad avere un quadro esaustivo dei livelli clinici e organizzativi del pronto soccorso ospedaliero, che effettua circa 48mila accessi ogni anno”.

Zampa conclude: “La commissione ispettiva sta predisponendo una relazione sull’evento e sui fatti, focalizzando l’attenzione su criticità organizzative che possano aver avuto potenziali ricadute sulla corretta presa in carico e sulla gestione della paziente dal punto di vista clinico. All’esito di tali approfondimenti il ministero della Salute, continuando il monitoraggio dell’evento avverso, provvederà a formalizzare alla regione Lazio l’esigenza dell’espletamento di eventuali iniziative di miglioramento da implementare presso l’ospedale Belcolle di Viterbo”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 febbraio, 2020

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