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Lettere al direttore - 16enne morta in casa - Lettere al direttore - Scrive Antonio Maria Lanzetti, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Viterbo

“No ai processi sommari, che espongono i medici all’attacco mediatico…”

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Antonio Maria Lanzetti

Antonio Maria Lanzetti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, il consiglio dell’ordine ed io personalmente ci associamo al grande dolore della famiglia Grazini per la improvvisa e prematura scomparsa della giovane Aurora.

Riteniamo però doveroso rappresentare che quanto appare quotidianamente sulla stampa e nei talk show espone a giudizi sommari una categoria professionale, quella dei medici, che con dedizione, professionalità e umanità svolge quotidianamente il proprio servizio, supplendo a volte anche a carenze di organico e di organizzazione.

Pur rispettando il diritto di cronaca, riteniamo che non sia proficuo per nessuno portare avanti processi sommari, basati spesso sul “sentito dire”, che espongono la categoria dei medici ad un attacco mediatico inutile per la soluzione del caso concreto, dannoso per l’immagine della sanità tutta e per la fiducia che vi ripongono i cittadini.

Aspettiamo l’esito delle indagini; lasciamo che gli inquirenti facciano come sempre il loro lavoro serenamente; evitando giudizi di condanna anticipati.

L’informazione ha sicuramente un ruolo molto importante nella gestione di notizie che riguardano casi umani e dolorosi come quello della giovane Aurora.

Occorre accertare la verità dei fatti e al tempo stesso non alimentare panico o sfiducia tra gli utenti nei confronti dei medici che lavorano nella sanità viterbese e di cui posso testimoniare l’elevata professionalità sia a livello ospedaliero che territoriale.

La ringrazio e la saluto cordialmente.

Antonio Maria Lanzetti
Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Viterbo


Egregio presidente,  Tusciaweb da sempre è una testata garantista e si attiene ai dettami della costituzione. Tanto che ogni volta che c’è un indagato, inseriamo in coda degli articoli questa spiegazione: “Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva””. Siamo l’unico giornale in Italia a farlo.

Insomma, massima chiarezza. Essere indagati non vuol dire essere colpevoli. Per stabilire la colpevolezza ci vuole una la sentenza definitiva. Questo ovviamente non ci esime dal fare cronaca e, se un medico è indagato, dobbiamo darne notizia. Il tutto con nome e cognome, senza cioè fare generalizzazioni. Quotidianamente sulla nostra testata poi escono ringraziamenti per i medici di Belcolle e non. Come dire, nessuna gogna mediatica. Nessun attacco mediatico. Nessun pre-giudizio. Ma pura cronaca basata sui fatti, come sempre. Come è nostro dovere. 

Che poi si tratti di un medico o di altro non ci fa veramente velo. E certo non ci affidiamo al “sentito dire”. Ma ci atteniamo sempre ai fatti. Nessun “giudizio sommario”, quindi. Tanto meno “giudizi sommari” per categorie. 

Forse in questa nazione sarebbe il caso che ognuno facesse il proprio mestiere. Senza dare lezione su questioni che non conosce e di cui non ha nessuna competenza. Nel rispetto del lavoro e della professionalità degli altri. 

Carlo Galeotti 


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19 febbraio, 2020

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