--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Lotta alla droga - L'accorato appello di don Alberto Canuzzi (Ceis) alla presentazione del manifesto contro l'uso di stupefacenti voluto da FdI

“Non diteci solo bravi, aiutateci…”

di Giuseppe Ferlicca

Condividi la notizia:

La conferenza stampa di FdI

La conferenza stampa di FdI

La conferenza stampa di FdI

La conferenza stampa di FdI

Don Alberto Canuzzi

Don Alberto Canuzzi

La deputata Bellucci con Mauro Rotelli

La deputata Bellucci con Mauro Rotelli

Viterbo – “Non diteci solo bravi, aiutateci”. È al tempo stesso un’accorata richiesta d’aiuto e una denuncia quella lanciata da don Alberto Canuzzi, presidente del Ceis.

Lo fa a nome di 63 comunità di recupero, di fronte a Mauro Rotelli e Maria Teresa Bellucci, deputati FdI. “A voi – spiega don Alberto – in quanto rappresentanti del parlamento”.

L’incontro è in un luogo dal forte significato. Dove oltre 40 anni fa la comunità Ceis è nata, in pieno centro a Viterbo.

I due esponenti FdI arrivano da Mondonuovo, a Tarquinia e poi, alla comunità di don Alberto alla Quercia. Rotelli e Bellucci portano nella Tuscia il manifesto “Liberi dalla droga, schiavi mai” promosso da FdI.

“Una campagna nazionale – spiega Maria Teresa Bellucci – per dire mai schiavi della droga. Un manifesto costruito con tutti i soggetti che lottano contro l’uso di sostanze stupefacenti, tutte le comunità”.

I dati dell’Italia sono preoccupanti. “Siamo terzi per consumo in Europa di cannabis e quarti per cocaina. Sono numeri dell’osservatorio europeo, con l’età d’assunzione dell’eroina sempre più bassa”.

La risposta non è legalizzare. “È una frottola che la mafia si sconfigge legalizzando – insiste Bellucci – la mafia metterà sul mercato droghe sempre più a basso costo e potenti. Ci viene detto che la droga non fa male. Da realtà che hanno così tanto spazio per biechi interessi economici. Se si legalizza, il volume d’affari aumenta”.

C’è il manifesto e ci sono gli intenti. E poi c’è la realtà di chi il fenomeno lo combatte ogni giorno. Da anni. È dura.

“Non bisogna parlare di droga solo quando accadono fatti eclatanti – spiega don Alberto – ogni giorno ci sono famiglie nella disperazione, un giro di denaro illecito e migliaia di giovani assorbiti in questo vortice.

Lo stato un tempo investiva nella prevenzione, adesso non più”. Problema accantonato. “Le dipendenze patologiche vecchie e nuove devono essere al centro dell’attenzione, alcol compreso, invece continuano a mietere vittime.

L’ultima conferenza nazionale sulle droghe c’è stata a Trieste 11 anni fa. Per legge dovrebbe essere tre. Nel frattempo, i giovani sono esposti alle lusinghe delle droghe. Non basta sanzionare, occorre mettere al centro la persona, i valori umani e stili di vita sani”.

Chiede per le comunità accreditate, pari dignità rispetto ad altri servizi. “Vogliamo essere presi in considerazione, non diteci solo bravi ma aiutateci”.

Rotelli e Bellucci ascoltano con attenzione. E conoscono le difficoltà. “Non si tengono conferenze – spiega Bellucci – ma non c’è nemmeno un sottosegretario ed è stato azzerato il fondo per la lotta alla droga. Oggi arrivano solo spiccioli.

Lo stato, dal 2011 i governi di centrosinistra, il Pd hanno smantellato strutture di lotta alla droga. Lo dico come parlamentare e operatore”.

Alla conferenza arriva anche l’assessora ai Servizi sociali del comune Antonella Sberna. L’amministrazione prova a fare la sua parte. “Siamo nella sede dello sportello aperto dal Ceis con fondi regionali, abbiamo voluto dare continuità contribuendo, seppure non con una grande cifra”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
21 febbraio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR