--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Il direttore di Coldiretti Viterbo Alberto Frau a margine del convegno "Lavoro stagionale, dignità e legalità"

“Non è tollerabile che ci sia chi si approfitta della debolezza di alcune categorie sociali”

Condividi la notizia:

Alberto Frau, direttore Coldiretti

Alberto Frau, direttore Coldiretti

Roma – Si è svolto ieri il convegno “Lavoro stagionale, dignità e legalità” promosso dalla fondazione “Osservatorio sulla criminalità nella agricoltura e sul sistema agroalimentare”, Coldiretti e Anci (associazione nazionale comuni italiani) alla confederazione nazionale Coldiretti sita in palazzo Rospigliosi.

L’apertura dei lavori è stata affidata al segretario nazionale, Vincenzo Gesmundo, che ha presentato i relatori della giornata e dichiarato l’intento dell’incontro: migliorare la disciplina e gestione del lavoro stagionale, al fine di assicurare condizioni di lavoro dignitose e legali, e, al tempo stesso, di consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale.

Sono intervenuti: Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, Luciana Lamborghese, ministro dell’Interno, Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole, Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e Pasquale Tridico, presidente dell’Inps.

La fondazione “Osservatorio Agromafie”, il cui comitato scientifico è presieduto da Gian Carlo Caselli, ha avviato una riflessione congiunta, coordinata da Giovanni Salvi (procuratore generale della Cassazione), finalizzata ad elaborare un progetto di legge per contrastare il caporalato nel lavoro. La proposta punta a realizzare un’ azione strutturale tra il ministero del Lavoro, delle Politiche Agricole e quello della Giustizia dove Coldiretti, in qualità di associazione di categoria, possa agire attivamente nella registrazione dei lavoratori irregolari.

La realizzazione della proposta porterebbe a rafforzare il sistema già in atto, utilizzando gli strumenti di programmazione e definizione delle quote di ingresso per lavoro stagionale, contribuendo ad una definizione puntuale del fabbisogno di lavoro stagionale, prevedendo un collegamento ad altre richieste di lavoro stagionale, nella stessa area o in aree vicine, in maniera da assicurare una continuità del rapporto lavorativo.

Inoltre sarebbe una grande spinta all’emersione di situazioni di marginalità (irregolarità) e lavoro nero che sono il terreno fertile per l’infiltrazione dei caporali; infatti, chi perché in condizioni di irregolarità amministrativa, chi perché anche se presente da anni ed attivo nel nostro Paese in qualità di richiedente asilo, si ritrova in situazioni di strutturale precarietà che conduce alla ricattabilità.

In questo caso si tratterebbe di prevedere strumenti di emersione su base individuale, diversi dai provvedimenti straordinari di regolarizzazione generalizzata (cd. sanatorie), che comporterebbero una regolarizzazione ad personam temporanea che consenta di avviare al lavoro il migrante irregolare,  individuato attraverso l’intermediazione delle associazioni di categoria per il lavoro stagionale e che accetti la condizione di ritorno al paese di origine al termine del periodo massimo di lavoro (9 mesi) ma con la possibilità di ottenere il visto di ingresso per successivi periodi analoghi e anche per più annualità come la normativa attuale prevede.

Per attivare gli interventi atti a contrastare la presenza del caporalato e volti a sostenere i lavoratori stagionali bisognerà, da qui la partecipazione Anci, rappresentata dal presidente del consiglio nazionale Enzo Bianco, puntare sull’ incremento dei trasporti pubblici e dell’ housing.

Il direttore Coldiretti Viterbo Alberto Frau sottolinea l’importanza della proposta di legge: “Le nostre aziende agricole devono poter essere competitive sul mercato nazionale e internazionale. Non è tollerabile che vi sia chi si approfitta della debolezza di alcune categorie scoiali, andando a lederne i diritti umani e del lavoro. Inoltre quelle stesse aziende sottopagano i lavoratori, macchiando il made in Italy e il settore agricolo, uno dei comparti con più alto grado di integrazione nel mondo lavorativo italiano. A Viterbo le aziende fortunatamente sono virtuose e agiscono nella piena legalità”.

Coldiretti


Condividi la notizia:
19 febbraio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR