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Roma - L'ex ministro dell'Interno rilascia il documento alla giunta del Senato - Il 27 il voto sulla richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal tribunale dei ministri di Palermo

Open arms, la memoria di Salvini: “Non toccava all’Italia concedere il porto”

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Matteo Salvini

Matteo Salvini

Roma – Open arms, la memoria di Salvini: “Non toccava all’Italia concedere il porto”.

L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha depositato la sua memoria alla giunta del Senato che tra dieci giorni dovrà votare sulla nuova richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal tribunale dei ministri di Palermo. La decisione in merito al caso Open arms. La nave dell’ong venne tenuta ferma al largo di Lampedusa con 164 persone a bordo nell’agosto scorso. Salvini, in merito alla vicenda, deve rispondere di sequestro di persona e abuso o omissione di atti d’ufficio.

“L’indicazione del Pos (Place of safety, approdo sicuro) spettava alla Spagna o a Malta (e non certo all’Italia) e il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il Pos indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia come già aveva fatto nel marzo 2018 ricavandone un processo per violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. 

Questi, secondo quanto riporta Adnkronos, alcuni dei passaggi della memoria che Matteo Salvini ha depositato alla giunta per le immunità a proposito del caso Open arms. 

Salvini ha ricostruito la vicenda ricordando che “i primi paesi contattati e informati da Open arms dopo le operazioni di salvataggio erano stati la Spagna (paese di bandiera della nave) e Malta (zona più vicina al punto dei salvataggi)”.

“L’Italia – secondo Salvini – non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open arms in quanto avvenuti del tutto al di fuori di aree di sua pertinenza. A dimostrarlo lo scambio di corrispondenza tra La Valletta e Madrid nei primi giorni dell’agosto 2019 a proposito del Pos. C’è un reciproco palleggio di responsabilità ma non viene mai citata Roma”.

Contrariamente a quanto sostenuto dal tribunale di Palermo, per Salvini “è sicuramente lo stato di bandiera della nave che ha provveduto al salvataggio che deve indicare il Pos nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi ong”.

“Infatti – continua la memoria – il comandante ha rifiutato il Pos concesso dalla Spagna il 18 agosto e addirittura rifiutato l’assistenza offerta dalla capitaneria di porto italiana che si era detta disponibile ad accompagnare la nave verso la Spagna, prendendo a bordo alcuni immigrati. In più, la stessa Spagna aveva inviato verso Lampedusa l’unità Audaz per dare assistenza alla Open arms (18 agosto). È quindi paradossale affermare che, per il solo fatto di essere entrata in acque italiane senza aver ottenuto il Pos, possa configurarsi il reato di sequestro di persona. Gli eventi dell’agosto 2019 sono simili a quelli del 16 marzo 2018 che avevano coinvolto Open arms e lo stesso comandante e rispetto ai quali la procura di ragusa aveva già chiesto il rinvio a giudizio con le accuse di violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il Viminale è parte lesa”.

Domani il presidente della giunta del Senato Maurizio Gasparri farà la sua proposta e poi avvierà il dibattito in merito alla vicenda. Il 27 il voto sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno avanzata dal tribunale dei ministri di Palermo.


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17 febbraio, 2020

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