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L’uomo non è un isola, l’Inghilterra sì…

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Francesco Mattioli [3]

Francesco Mattioli

Viterbo – Viviamo in un mondo in cui persino presidenti, pontefici e saggi opinionisti si esprimono con un tweet per catturare l’attenzione del pubblico. Così, per stimolare una riflessione, a volte possono bastare poche parole, magari prendendola apparentemente alla leggera, anche quando si affrontano temi seri, a volte tragici. Lo insegnavano, seppur in tempi diversi, poeti come Orazio e de Santeul.

L’alba di una nuova era. Dovrebbe votare solo chi è istruito. Accadeva nell’800. Ma poi, quella signora lì che lo sostiene, è istruita? Per esempio sui concetti di democrazia e di suffragio universale.

Di manica larga. L’uomo non è un isola, l’Inghilterra sì. Credo che la Brexit ci sia sempre stata, considerando la guida a destra, l’intoccabile sterlina, le parrucche dei giudici, le miglia e le once, il senso dell’Empire che hanno sempre tenuto a distanza i britannici dall’Europa… E poi, gli inglesi bevono il tè con il latte: questo sì un vero obbrobrio…

Ghostbusters. Cercano oscure presenze nel sottosuolo di Viterbo. Ma le oscure presenze sono sotto gli occhi di tutti, qui da noi: pensate alla duecentesca Domus Dei, che qualcuno – visto che è giudicata pericolante – ipotizza di demolire; e alla splendida Torre di San Biele, affogata tra i palazzoni residenziali. E che dire dei fantasmi? Quello della Torre di Rolando, quello di Castel Firenze…

Social 1. I social sono divertenti e persino utili, ma sono anche la fogna in cui si aggirano i malvagi e i vigliacchi che, nascondendosi dietro un nickname, vomitano i peggiori insulti e le peggiori cattiverie sul mondo. Il problema non sono loro, i “cattivi” ci sono sempre stati. E’ che ogni tanto c’è qualcuno che tiene conto delle loro sciocche aberrazioni e si danna l’anima fino a togliersi la vita.

Social 2. Sarebbe ora di abolire l’anonimato nei social e di perseguire chi li usa a sproposito. Ma chi è che decide quando un social è usato a sproposito? Questo è il dilemma di ogni democrazia, che spesso non è in grado di discernere tra libertà e licenza, finendo per spalancare le porte all’anarchia o di consegnarsi a un dittatore.

Bianco e italiano. Le parole del signor (signor?) Beschin hanno generato perplessità in circa 25 milioni di italiani di origine meridionale, notoriamente di carnagione colorita e diversa dal pallore tipico delle popolazioni nordiche. Allarme in particolare per Carlo Conti. Ma forti dubbi nascono anche sul barolo e sul chianti.

Ma che libertà d’Egitto! E’ evidente che al regime di Al Sisi i giovanotti curiosi e di lingua lunga non piacciono. Che la famiglia Regeni se ne faccia una ragione.

Tutto fa spettacolo. Bugo e Morgan litigano in diretta al Festival di Sanremo. E’ notte fonda, ma sono attimi di grande suspense per un episodio che potrebbe sconvolgere i sentimenti degli italiani e l’idea che si sono fatti di Bugo e, soprattutto, di Morgan.

Mettete i fiori nei vostri cannoni. A primavera i tombini di Viterbo, grazie alla terra ferace di cui sono ricchi, si colorano di erbe, erbette e fiori di campo.

Contagion. Da molti anni coloro che si occupano di rischi globali hanno asserito che il vero pericolo del XXI secolo non è né quello nucleare, né il terrorismo internazionale, né le guerre regionali. Il vero rischio sono le epidemie, causate da un diverso regime igienico nei vari paesi del mondo e dalla enorme, rapida e spesso incontrollabile circolazione delle persone.

Chi di spada ferisce… Se usi per anni i palcoscenici istituzionali a tuo uso e consumo, quando cambia il vento prima o poi accade che te la facciano pagare. Selavì (C’est la vie)…

Vacanze. “Ehi, è un po’ che ti dovevo incontrare…” – Eh, sai, ho fatto un viaggetto… “Ah, sì, e dove sei stato?” – Nel deserto – “Bello, pittoresco… e dove, esattamente?” – A corso Italia -.

Ma che freddo fa. Nei giorni della merla, con lei volavano mosche e zanzare. La merla dice che ha fatto delle scorpacciate di insetti che neanche d’estate…

Francesco Mattioli


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