--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Consiglio comunale - L'assessore all'urbanistica Claudio Ubertini ritira la delibera che avrebbe dovuto incentivare il rilancio del patrimonio edilizio esistente - Se fosse stata approvata, sarebbe stata bocciata dalla Regione

Rigenerazione urbana, va rifatto tutto da capo…

Condividi la notizia:

Viterbo - Giulio Marini e Claudio Ubertini

Viterbo – Giulio Marini e Claudio Ubertini

Viterbo - La seduta del consiglio comunale

Viterbo – La seduta del consiglio comunale

Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Viterbo - Il centro storico

Viterbo – Il centro storico

Viterbo - Consiglio comunale - I banchi della giunta

Viterbo – Consiglio comunale – I banchi della giunta

Viterbo – Rigenerazione urbana, l’assessore all’urbanistica Claudio Ubertini ritira la delibera che, dopo un iter che va avanti da marzo dell’anno scorso, avrebbe dovuto essere approvata in consiglio comunale. Ieri mattina, durante la seduta dell’aula di palazzo dei Priori.

Fumata nera, dunque. E non per una incomprensione. “Ma perché – come ha spiegato il consigliere Alvaro Ricci (Pd) – la maggioranza, con una forzatura alla norma, non ha voluto stabilire gli ambiti. Ed era logico che la Regione Lazio, cui spetta l’ultima parola, visto che la legge è sua, l’avrebbe sicuramente bocciata”.

Un’iniziativa su cui la Regione del governatore Nicola Zingaretti ha investito molto. Un provvedimento che gli imprenditori aspettano da tempo. Quantomeno per capire cosa fare e come muoversi. Anche perché non è proprio di loro gradimento. Non tanto per la rigenerazione in sé, ma in quanto i prezzi al metro quadro degli immobili a Viterbo non permettono grandi margini di guadagno. Poco più di 1300 euro al metro. Niente di che, rispetto ad altre realtà urbane dove la crisi del mattone s’è comunque fatta sentire. Di certo, non come nella città dei Papi.

Quale è stato l’errore commesso dalla giunta del sindaco Giovanni Arena? “Innanzitutto – spiega Ricci – averla voluta approvare in commissione a colpi di maggioranza. Senza dare retta a nessuno”.

Tutti a parte l’assessore Ubertini che, invece, pare proprio che a un certo punto si sia rivolto a Ricci, il quale, in via informale, sembra gli abbia fatto notare che così come la normativa comunale era stata pensata sarebbe andata incontro al “no” dell’amministrazione regionale di via Cristoforo Colombo a  Roma.

“La legge regionale – sottolinea infatti Ricci – chiede di individuare degli ambiti di intervento. Cioè di delimitare delle aree dove poi gli imprenditori sono chiamati ad intervenire. Zone che possono corrispondere a uno o più quartieri cittadini su cui le aziende possono sistemare palazzi, case, edifici. Anche a fini turistici. Per farlo, però, serve avere in testa un’idea di città, una visione d’insieme della stessa. Cosa che l’amministrazione Arena non ha”.

E l’errore più grave è proprio questo. “Non aver individuato gli ambiti – dice Ricci -. Anzi, aver detto che la città in quanto tale è un ambito soltanto. E questo la Regione non lo avrebbe permesso”.

Cosa che fecero sia la giunta dell’ex sindaco Giulio Marini, centrodestra, e dell’ex primo cittadino Leonardo Michelini, centrosinistra. “Ne individuammo – sottolinea Ricci – quattro. Valle Faul e tutta la zona sottostante il colle del duomo, le Fortezze fino alla stazione di Porta Romana, il quartiere Pilastro e la zona attorno a Porta Fiorentina. Non mi si può dire che l’ambito è la città. Sennò uno può dire che l’ambito è pure la provincia. Non solo, ma sono stati inoltre presentati 8 progetti. E che fai, ricostruisci un ambito sulla base delle proposte dei privati? Con nome e cognome? Diventa pure imbarazzante”.

Come dire. Gli ambiti non possono essere individuati dai privati, ma dalle istituzioni. Poi i privati intervengono seguendo le linee dettate da Palazzo Priori. 

La legge di rigenerazione urbana, approvata nel luglio 2017, “detta disposizioni ordinarie – sta scritto sul sito internet della Regione Lazio – finalizzate ad incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, promuovere la riqualificazione di aree urbane degradate e di tessuti edilizi disorganici o incompiuti e riqualificare edifici a destinazione residenziale e non residenziale mediante interventi di demolizione e ricostruzione, adeguamento sismico e efficientamento energetico. Le norme proposte riconsegnano ai Comuni un ruolo centrale nel governo e nella progettazione della rigenerazione urbana e della riqualificazione del tessuto edilizio esistente”.

“Vi rendete conto – ha dichiarato in consiglio Giacomo Barelli (Forza civica) – degli errori solo a cose fatte. E perdete tempo per incapacità tecnica. Da marzo, quando la delibera è passata in commissione, è trascorso un anno. E siamo di nuovo da capo a dodici”.

“Questa delibera – ha aggiunto Luisa Ciambella (Pd) – serviva a far partire l’economia dei piccoli interventi. C’è stata una gestione della pratica non lineare”.

A rispondere all’opposizione e Gianmaria Santucci (Fondazione). “Stiamo facendo un percorso – ha detto – E in questo percorso la regione continua a definire i paletti in merito alla rigenerazione. In tutti i comuni hanno le stesse difficoltà”.

La pratica tornerà adesso in commissione urbanistica, la terza, quella presieduta da Paolo Muroni (Forza Italia). “Non abbiamo perso un anno. La maggioranza – ha poi concluso l’assessore Ubertini – intende condividere il nuovo provvedimento. E tutto verrà messo in discussione in un dibattito che verrà fatto anche in consiglio comunale”.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
12 febbraio, 2020

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR