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Civita Castellana - Interviene il comitato sezione Anpi Carla Capponi

“Solidarietà a Yuri Cavalieri: vanno rispettate le idee di tutti”

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Yuri Cavalieri

Yuri Cavalieri

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Solidarietà a Yuri Cavalieri consigliere comunale di Rifondazione comunista di Civita Castellana.

Come ogni anno il Giorno del ricordo (10 febbraio), anziché ricostruire, dal punto di vista storico l’orrore delle foibe e della tragedia dell’esodo, si esprimono solo preconcetti ideologici. Troppe volte in questi anni le ragioni della ricerca storica sono state sopraffatte da quelle della strumentalità politica.

La stessa legge istitutiva del giorno del ricordo considera il dramma delle foibe “la più complessa vicenda del confine orientale”. La storia recente del confine italo sloveno fa parte della storia nazionale ma con caratteristiche specifiche e peculiari; essa costituisce un insieme complesso e per alcuni aspetti controverso, che va analizzato con rigore e serietà sempre.

Riteniamo che ciò debba essere fatto sempre da storici e ricercatori qualificati. Le vittime della tragedia del fronte orientale vanno ricordate ma troppo spesso assistiamo a banalizzazioni, rimozioni ed enfasi, a polemiche, a faziosità che sono dannose che non rendono a loro l’onore che meritano.

Riteniamo che occorre essere rispettosi della storia e dei principi della legge che ha istituito la giornata del ricordo. Non possiamo accettare che partiti della attuale maggioranza nel consiglio comunale di Civita Castellana, chiedano le dimissioni di un consigliere comunale di opposizione, Yuri Cavalieri eletto nella lista di rifondazione comunista, perché ha sostenuto la sua lettura storica del dramma delle foibe.

Nelle istituzioni democratiche, qual è il consiglio comunale, deve prevalere la tolleranza e il rispetto delle idee e delle opinioni di tutti, soprattutto di chi è stato eletto a rappresentare la comunità.

Non può essere messo in discussione il giudizio relativo al dramma delle foibe, che riguarda l’uccisione di un ancora imprecisato numero di persone senza processo o con un processo sommario. Ma proprio questo giudizio deve sollecitare tutti sulla necessità di approfondire la ricerca storica su chi, perché, quanti e quando sono stati vittime, e chi, perché, quanti e quando sono stati carnefici. Questo è compito appunto della ricerca storica e non della politica; viceversa, la politica, in questa misura, distorce la verità storica e la presenta a vantaggio di questa o quella parte.

L’Anpi continuerà a fare la propria parte perché si promuova una seria capacità di lettura storica condivisa da tutte le parti dell’orrore delle foibe.

Il comitato sezione Anpi Carla Capponi di Civita Castellana


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13 febbraio, 2020

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