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Tribunale - Il sostituto procuratore Franco Pacifici si rivolge agli studenti nella giornata commemorativa dedicata al 40esimo anniversario dell’assassinio del vicepresidente del Csm

“I terroristi hanno ucciso Bachelet, ma non il principio che lo stato è la casa comune”

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Franco Pacifici

Franco Pacifici

Studenti in tribunale per ricordare Vittorio Bachelet

Studenti in tribunale per ricordare Vittorio Bachelet

Studenti in tribunale per ricordare Vittorio Bachelet

Studenti in tribunale per ricordare Vittorio Bachelet

Viterbo – Studenti in tribunale per ricordare Vittorio Bachelet, in occasione della giornata commemorativa dedicata al 40esimo anniversario dell’assassinio del vicepresidente del Csm.

Il pubblico ministero Franco Pacifici, ricordando gli interrogatori dei terroristi, si è rivolto direttamente al pubblico di giovanissimi che affollava ieri l’aula di corte d’assise del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino. “Voi giovani siete il mantenimento della casa comune”, ha detto agli studenti delle superiori accolti dalla presidente Maria Rosaria Covelli. “I terroristi hanno ucciso Bachelet, ma non il principio che lo stato è la casa comune”, ha sottolineato.

Sono passati quarant’anni dal 12 febbraio 1980, quando Vittorio Bachelet – 54 anni, sposato, con due figli – fu ucciso all’università La Sapienza di Roma, dove insegnava Diritto alla facoltà di scienze politiche. Bachelet era vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura ed era stato presidente di Azione Cattolica dal 1964 al 1973. 

“Ai terroristi veniva chiesto se pensassero di avere il consenso della società, su quali elementi basassero le loro condotte. Di fronte alla domanda se avessero o no il consenso vacillavano, ma per loro non era importante”, ha proseguito.

“Senza contare la vigliaccheria dei terroristi. Alla domanda ‘perché avete ucciso Bachelet?’, la risposta era ‘perché faceva parte dello stato’.  Era facile ucciderlo. Spararono a freddo. Lo hanno freddato, ucciso a freddo, con otto colpi di pistola, in un’aula d’università”, ha detto il pm.

“E’ stata una ferita profonda per lo stato e per la società. Eppure i cosiddetti terroristi, in uno stato che era giovane e impreparato, hanno unito gli anziani di allora e i giovani di allora, hanno dato dimostrazione dello stato e reso sicura la casa comune. Il principio, ora come allora, è e deve essere ‘la mia casa è lo stato'”, ha sottolineato nel suo intervento il sostituto Pacifici. 

Dopo la morte di Bachelet, Sandro Pertini, capo della stato e dunque presidente del Csm, disse subito che con quell’omicidio la lotta armata in Italia aveva toccato il suo punto più alto di aggressione allo stato: “Questo di oggi è il più grave delitto che sia stato consumato in Italia perché il delitto Moro aveva un carattere politico, mentre quello di oggi è diretto contro le istituzioni; perché si è voluto colpire il vertice della magistratura, il vertice del pilastro fondamentale della democrazia”.

Nel maggio del 1980, per l’esecuzione materiale dell’omicidio di Vittorio Bachelet vennero arrestati Bruno Seghetti e Anna Laura Braghetti, entrambi coinvolti nel sequestro di Aldo Moro avvenuto due anni prima. Vennero condannati all’ergastolo e oggi si trovano entrambi in libertà condizionale. Di loro, il figlio di Vittorio, Giovanni Bachelet, in un’intervista, ha detto: “Hanno fatto il percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione, e ritengo che mio padre come Aldo Moro, due persone che hanno dato la vita per la Repubblica e lo Stato di diritto, non possano che rallegrarsi di ciò”.


 Studenti in tribunale per ricordare Vittorio Bachelet


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13 febbraio, 2020

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