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Viterbo - Giuseppe Cerasa ha presentato, oggi pomeriggio alla Camera di commercio, "Le ricette di casa Tuscia", volume inserito nella collana Guide di Repubblica

“Un libro per raccontare il territorio attraverso i suoi sapori”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Giuseppe Cerasa

Viterbo – Giuseppe Cerasa

Viterbo - Presentazione di "Le ricette di casa Tuscia"

Viterbo – Presentazione di “Le ricette di casa Tuscia”

Viterbo - Domenico Merlani

Viterbo – Domenico Merlani

Viterbo - Ludovica Salcini

Viterbo – Ludovica Salcini

Viterbo - Enrica Cotarella

Viterbo – Enrica Cotarella

Viterbo - Presentazione di "Le ricette di casa Tuscia"

Viterbo – Presentazione di “Le ricette di casa Tuscia”

Viterbo - Iside De Cesare

Viterbo – Iside De Cesare

Viterbo – “Un libro per raccontare la Tuscia attraverso i suoi sapori”. Il giornalista di Repubblica Giuseppe Cerasa ha presentato così, oggi pomeriggio alla Camera di commercio, “Le ricette di casa Tuscia”, volume inserito nella collana Guide di Repubblica.

E’ ormai la terza edizione riguardante la Tuscia e il territorio non è scelto per un semplice caso. “Noi siamo un po’ innamorati della Tuscia. Per la sua accoglienza, per i suoi prodotti. Sentiamo questo territorio un po’ nostro – ha spiegato Giuseppe Cerasa –. La Tuscia ha tante carte per portare un turismo diverso da quello mordi e fuggi. E nel libro ne viene approfondito un aspetto. Abbiamo voluto raccontare la Tuscia attraverso le sue ricette”.

Il volume uscirà in edicola dopodomani. Al suo interno un mix di tradizione e innovazione. Un passaggio di testimone tra il passato e il futuro. “È una guida – ha aggiunto Cerasa – dove viene raccontata e spiegata una ricetta della tradizione e poi un cuoco ne mostra anche una sua reinterpretazione”.

Il ringraziamento poi a quanti hanno contribuito alla scrittura del testo. A tutti coloro che hanno condiviso una ricetta. “In sala ci sono alcuni ideatori di ricette – ha concluso Cerasa –. Molti di loro hanno condiviso anche ricette nascoste, magari in un libro di famiglia. Per questo vanno ringraziati, perché hanno condiviso e trasmesso la loro storia”.

A fare gli onori di casa il presidente della Camera di commercio Viterbo Domenico Merlani. “Questo volume premia i sapori. E il settore enogastronomico è un mezzo di promozione del territorio – ha detto Merlani -. Spesso la tradizione culinaria dei posti è anche un motivo per spostarsi e visitare determinati luoghi. Nella nostra provincia abbiamo gente che si prodiga giorno e notte per le sue attività che poi sono il fiore all’occhiello del nostro territorio. La Tuscia ha una grande prospettiva di crescita. Dobbiamo ricordarci che più mettiamo offerta in questo campo, più possiamo diventare attrattivi. Ben venga quindi far conoscere al mondo la Tuscia, una terra compresa tra una cultura Toscana, che è ormai un brand mondiale, e Roma. Noi siamo dentro un cono d’ombra che dobbiamo cercare di illuminare il più possibile“.

A intervenire anche l’assessore all’Agricoltura Ludovica Salcini. “La promozione dei prodotti Tuscia e dei prodotti tipici – ha spiegato Salcini – è legata alla promozione del territorio stesso e al suo sviluppo. Il prodotto è un mezzo per far conoscere le caratteristiche ambientali, culturali e storiche di un territorio. E quindi favorisce il turismo nelle sue più ampie declinazioni”. 

Nel corso del pomeriggio anche i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura Marco De Carolis e poi gli interventi di Iside De Cesare, chef stellata e titolare del ristorante La Parolina a Trevinano, e Erica Cotarella, responsabile relazioni esterne e attività di campus di “Intrecci”. 

Oggi è stata presentata una guida che racchiude il lavoro che facciamo tutti i giorni – ha raccontato Iside De Cesare –. Il territorio della Tuscia è un territorio in cui crediamo tantissimo, in cui vogliamo continuare a investire. Mi auguro che sempre più realtà diano vita a una sinergia per valorizzarlo”.

Il presidente Merlani ha poi parlato dell’acquacotta come esempio tipico della tradizione culinaria viterbese. “Fino a qualche anno fa – ha concluso Merlani – si credeva che la buona cucina fosse solo quella ricca. In realtà molto persone che vengono nella Tuscia apprezzano soprattutto prodotti poveri, ma gustosi. Tra i più amati c’è l’acquacotta, uno dei piatti più poveri che possa esistere. Ma è la qualità che la rende buona. In questo piatto c’è la qualità degli ingredienti e la tradizione di ricette che hanno centinaia di anni“.


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5 febbraio, 2020

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