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Viterbo - Il senatore Francesco Battistoni porta sul territorio la battaglia di Forza Italia contro la riforma del ministro Bonafede - Domani al Sacrario un gazebo in piazza per spiegare le ragioni dell'opposizione

“Un Paese civile e democratico abolisce i processi lenti, non la prescrizione”

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Viterbo - La conferenza di Forza Italia contro la riforma Bonafede

Viterbo – La conferenza di Forza Italia contro la riforma Bonafede

Viterbo - Francesco Battistoni e Giuseppe Fraticelli

Viterbo – Francesco Battistoni e Giuseppe Fraticelli

Viterbo - Emilio Valenti

Viterbo – Emilio Valenti

Viterbo - Alessandro Romoli e Giovanni Arena

Viterbo – Alessandro Romoli e Giovanni Arena

Viterbo - La conferenza di Forza Italia contro la riforma Bonafede

Viterbo – La conferenza di Forza Italia contro la riforma Bonafede

Viterbo – “Un Paese civile e democratico non abolisce la prescrizione. Abolisce i processi lenti”. Il senatore Francesco Battistoni porta sul territorio viterbese la battaglia di Forza Italia contro la riforma della prescrizione del ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Domani alle 10 un gazebo del partito di Silvio Berlusconi sarà in piazza Martiri d’Ungheria (Sacrario) a Viterbo per spiegare alle persone il “no” a una normativa che, come ha spiegato oggi in conferenza stampa l’avvocato Emilio Valenti “è gravemente lesiva dei diritti dei cittadini”.

“Passare tutta la vita in attesa di giudizio – ha poi aggiunto Battistoni – non è giustizia, ma una vera e propria forma di violenza”.

La riforma della prescrizione è entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno. Proposta dal ministro Bonafede prevede lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, indipendentemente dall’esito, sia esso di condanna o di assoluzione. Un provvedimento che ha già provocato numerosi scioperi degli avvocati penalisti, così come di diversi magistrati, in capo ai quali la riforma comporta sanzioni disciplinari per chi non rispetta la “ragionevole durata del processo”.

Alla conferenza stampa, convocata da Forza Italia all’Hotel Salus lungo la Tuscanese, assieme a Battistoni c’erano anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il sindaco di Bassano sano in Teverina Alessandro Romoli e gli avvocati Giuseppe Fraticelli ed Emilio Valenti. Con loro, in sala, il consigliere comunale ed ex deputato Giulio Marini.

“Questa riforma riguarda tutti i cittadini – ha spiegato Valenti – perché riduce i diritti costituzionali dei cittadini. Ed è sbagliata sotto sotto tre punti di vista. Politico, tecnico e umano. Politico, perché ribalta sui cittadini le inefficienze dello Stato. Tecnico. Perché rappresenta una palese violazione della costituzione andando a colpire tre principi cardine della costituzione, ossia la ragionevole durata della pena, la funzione rieducativa della stessa e la presunzione d’innocenza. Umano, perché questa riforma non tiene conto del passare del tempo sulla vita delle persone. È una riforma gravemente lesiva dei diritti dei cittadini e va fermata”.

Dello stesso avviso è stato anche il presidente della Corte di Cassazione Giovanni Mammone il quale, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, ha tenuto un discorso in cui ha manifestato tutta la sua preoccupazione nei confronti della riforma.

“Siamo l’unico partito in Italia – ha commentato Arena – che sta facendo una battaglia del genere. L’abolizione della prescrizione in forma teorica va bene. Ma dobbiamo arrivare a sentenza in un tempo ragionevole. Mi meraviglia come il ministro Bonafede si ostini in maniera così irragionevole su un provvedimento che sarebbe catastrofico per la giustizia”.

“Una battaglia di civiltà – ha poi aggiunto Romoli -. Domani mattina saremo in piazza per divulgare la posizione del partito e per far capire che ci troviamo di fronte a problemi che riguardano la vita comune delle persone”.

Infine Fraticelli. “Vogliamo mantenere l’attenzione non solo dal punto di vista giuridico, ma anche in ordine a un cinismo evidente. Siamo di fronte a un provvedimento che vuole demolire la nostra costituzione. Siamo di fronte alla demolizione di un sistema giuridico. E questo non ce lo possiamo permettere. A questo punto, abbiamo tutti quanti il dovere e il diritto di reagire”.

Daniele Camilli

 


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7 febbraio, 2020

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