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Lettere - Ronciglione - Scrive Gianni Ginnasi

“Chemical city, perché non interpellare i cittadini sul futuro utilizzo dell’area?”

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Ronciglione - Chemical city

Ronciglione – Chemical city

Ronciglione - Chemical city

Ronciglione – Chemical city

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Il recente avvio di lavori di risistemazione dell’area definita Chemical City (Centro Chimico) alle porte di Ronciglione e vicinissima al Lago di Vico, sta già facendo sorgere nella popolazione legittimi quesiti che spesso non ricevono una risposta soddisfacente.

Specialmente se diamo credito a tante notizie che si trovano in rete e non hanno alcun riscontro ufficiale. Prova ne è che la ripetuta diffusione di informazioni e immagini che non rispondono appieno alla realtà, danneggia gravemente il territorio nel suo insieme.

Già tempo fa una bonifica nella stessa area era stata effettuata e – considerata la collocazione presso il lago di Vico – non potrei che ringraziare il sindaco Mengoni che aveva posto nel suo programma elettorale la valorizzazione del lago se, in questa occasione, si interesserà della questione nel più trasparente dei modi, considerando che l’intera area, a bonifica completata, può passare in carico al comune.

Vale la pena ricordare che stiamo parlando di un sito all’interno della Riserva Naturalistica del lago vulcanico più alto d’Europa – ormai unico territorio d’Italia dove tutti i proprietari hanno firmato un piano di utilizzo agrario – con cui si impegnano a somministrare concimi o antiparassitari solo su indicazioni di uno studio universitario.

A volere essere minimamente lungimiranti e considerando che la Chemical City si trova proprio all’interno di un parco, la vocazione di quell’area – una volta passata al comune – non potrà che essere di infrastruttura turistica rimodulata, ovviamente, secondo le esigenze ambientali: spazi, alberghi, piste ciclabili assolutamente riconvertite in modo compatibile con il parco.

Già il Cai ha disegnato all’interno del parco, tutti i percorsi per un turismo naturale così che i capannoni della vecchia Chemical City potrebbero essere utilizzati in questo senso con un adeguato restyling.

Non andrebbe inoltre dimenticato che un’operazione di questo tipo non può competere solo all’amministrazione, ma dovrebbe avere l’apporto di ogni cittadino; d’altra parte, come avviene per la presentazione di un nuovo Piano Regolatore cittadino – che prevede la redazione e l’adozione di un progetto da parte del consiglio comunale con la sua pubblicazione in modo che i cittadini e gli altri interessati possano prenderne visione e presentare le loro osservazioni – così anche in questo caso gli interventi dovrebbero essere ispirati al pubblico interesse; dopo la comunicazione ai cittadini il comune potrebbe prendere atto delle osservazioni, delle proposte ed eventualmente modificare le scelte originarie.

E vengo, così, ad un mio modesto suggerimento: proprio in questa fase, perché non interpellare i cittadini e invitarli a proporre le loro idee sul futuro utilizzo dell’area?

Ci sarebbe di che sorprendersi nello scoprire quante potenzialità professionali la stessa città di Ronciglione potrebbe offrire. Un coinvolgimento da vera democrazia partecipata, che di sicuro sarebbe altamente apprezzato dai cittadini che non si vedrebbero scavalcati o interpellati “a cose fatte”…

Personalmente, mi rendo disponibile per poter allestire in città, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, una mostra che presenti dunque tutti i progetti proposti dai cittadini ronciglionesi, attivando in questo modo uno scambio di idee costruttive, ma anche di collaborazioni professionali locali certamente preziosissime. E il tutto nella trasparenza più completa e rispettosa.

Gianni Ginnasi


L’inchiesta di Tusciaweb

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3 marzo, 2020

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