Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Ronciglione - A chiederlo ai ministri di ambiente e salute è Raimondo Chiricozzi, presidente del Coordinamento nazionale contro le armi chimiche

“Chemical city, quand’è che potremo dire che la bonifica è stata ultimata?”

Condividi la notizia:

 


[DTDinfo id=”adsenseinterno”]
Raimondo Chiricozzi

Raimondo Chiricozzi

Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico

Chemical City - È iniziata la sistemazione dell'area

Chemical City – È iniziata la sistemazione dell’area

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – La lettera è rivolta ai ministri della difesa e dell’ambiente – Avremmo preferito fosse stata messa la parola fine sulla vicenda Centro chimico del lago di Vico ritenendo che, le tante bonifiche fatte, fossero finalmente concluse. Ci aveva fatto ben sperare la dichiarazione del Prefetto che sarebbero stati asportati gli ultimi residuati bellici e quindi il terreno e gli edifici sarebbero stati restituiti ai cittadini.

Anche la pubblicazione nel 2018 del piano di caratterizzazione dell’Arpa del 2018, asseriva concluse le bonifiche e che l’inquinamento storico non desse più preoccupazione. Sebbene con un po’ di scetticismo, accogliemmo le conclusioni dell’Arpa e la dichiarazione del Prefetto.

La nostra incredulità, alla prova dei fatti, è risultata pienamente giustificata, perché dichiarazione di bonifica ultimata da parte dell’esercito è tardata a venire e purtroppo non è ancora stata fatta. 

Abbiamo perciò ripreso la nostra attività richiedendo in data 23 febbraio 2020 chiarimenti e l’intervento immediato del ministro della difesa e del ministro dell’Ambiente.

E’ iniziata da qualche giorno una ulteriore bonifica della Chemical city o Centro nucleare batteriologico e chimico del lago di Vico. Come coordinamento nazionale bonifica armi chimiche ne siamo lieti e osserviamo con piacere la conversione fatta da alcuni politici che se ne attribuiscono i meriti, mentre allora, forse non avendo compreso l’importanza del problema, si abbandonarono in dichiarazioni poco eleganti nei nostri confronti. 

A parte tutto ciò, vogliamo esprimere ancora una volta scetticismo, sulla nuova bonifica e che questa sia realmente definitiva soluzione.

Desideriamo quindi ripetere alcune necessarie precisazioni sul lavoro svolto nel centro e quindi formulare ancora le nostre richieste:
Il Cnbc è tristemente noto per essere stata la sede dove vennero fabbricate bombe all’iprite e al fosgene. Un centro militare, che il fascismo avrebbe voluto far divenire la città della chimica o Chemical city, come l’hanno definita i servizi segreti inglesi. Una eredità pesante. La gigantesca base occupa un’area di oltre 20 ettari con bunker che venivano utilizzati per gli esperimenti, magazzini sotterranei per lo stoccaggio delle testate a caricamento speciale, caserme, uffici e alloggi che avrebbero dovuto essere occupati da alcune centinaia di scienziati e tecnici civili. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale ha impedito il completamento del progetto originario, ma la capacità produttiva della Chemical City era comunque in grado di garantire diverse centinaia di tonnellate di armi letali per rifornire i reparti speciali dell’Esercito fascista. Il giornalista e scrittore Gianluca di Feo ha documentato il tutto nel suo libro “Veleni di Stato”.

Il Cnbc del lago di Vico è nella conca del lago di Vico che per la sua bellezza è una grande attrattiva turistica, posizionato proprio accanto alla spiaggia Arenari che è frequentatissima. E’ semi nascosto da alberi di alto fusto circondato da una recinzione che sembra presenti varchi incredibili. E’ situato all’interno di un Ambiente che sulla carta è tutelatissimo per le innumerevoli leggi finalizzate, fra cui la legge che ha istituito la Riserva naturale, la zona di protezione speciale e il sito di interesse comunitario. Leggi che in definitiva sono rimaste inapplicate poiché è inesistente la tutela delle acque del lago e dei boschi che lo contornano. Un lago che serve da approvvigionamento idrico per le popolazioni di Ronciglione e Caprarola, e che a causa delle sostanze immesse nelle sua acque, siamo ancora costretti insieme a medici e associazioni  ambientaliste a chiedere di abbandonarne la captazione.

Per la sua bonifica il coordinamento bonifica armi chimiche, si è impegnato a fondo ottenendo anche una audizione dalla commissione ambiente della Camera dei deputati e l’impegno delle istituzioni. Come noto, gli interventi di bonifica furono evidenziati dalla indagine geofisica avviata nel sito, sede di un impianto per la produzione di ordigni a caricamento speciale, che aveva evidenziato la presenza di “masse anomale interrate” e numerosi campioni di terreno con concentrazione di arsenico superiore alla soglia di contaminazione. Ne è seguito lo stanziamento di fondi pubblici, la “bonifica” e  la caratterizzazione effettuata dall’Arpa con carotaggi sul terreno e in parte del lago.

Da tutto ciò premesso. E’ possibile la bonifica di questo sito, semplicemente asportando i pochi residui bellici rimasti o si rende necessaria una bonifica veramente definitiva che preveda anche l’asportazione di tutto ciò che è nel profondo e il terreno stesso? 
Siamo pertanto a chiedere un incontro urgente per poter esporre verbalmente, con completezza le nostre proposte. In particolare chiediamo per garantire la salute dei cittadini l’abbandono  immediato della captazione dell’acqua del lago, il suo risanamento, l’effettiva bonifica del Cnbc del lago di Vico, l’eliminazione di apporti inquinanti al lago, trasformando l’agricoltura chimica in agricoltura biologica.
 
Tra poco si apre la stagione turistica e da troppo tempo perdura l’emergenza Lago di Vico dovuta a vari fattori, Centro nucleare batteriologico chimico, uso di fertilizzanti e diserbanti chimici nella monocoltura della nocciola. Tutto ciò sta accentuando la morte dell’ecosistema del lago, interessato da pesticidi, dalla crescita abnorme di alghe che rilasciano microcistine cancerogene, dacianobatteri, arsenico e metalli pesanti.

E’ molto tempo che chiediamo di imboccare la strada del risanamento e del rilancio di un territorio che sta pagando un prezzo altissimo. E’ doveroso tutelare la salute dei cittadini che sembrano rassegnati dal perdurare di questa situazione che si trascina da troppi anni.

Il presidente Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche

Raimondo Chiricozzi


L’inchiesta di Tusciaweb

Articoli: Chemical city del lago di Vico, ecco come era ridotta prima che l’Esercito iniziasse a sistemarla… – Chemical city, centinaia di documenti militari bruciati e altri buttati in giro per tutta l’area – Chemical city, tubature da cui esce liquido nero e carotaggi lasciati sul terreno – Chemical city: edifici fatiscenti, immondizia, recinzione colabrodo e… un barile da cui esce roba nera


Condividi la notizia:
3 marzo, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR