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Ronciglione - Il consigliere di minoranza Giuseppe Duranti durante la seduta d'aula in cui s'è discusso della zona militare del lago di Vico - Proseguono intanto i lavori dell'Esercito - FOTO

“Chemical city, saremo al fianco di chi vorrà riconsegnare la zona senza polveri e senza ombre”

di Daniele Camilli

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Ronciglione - Il consiglio comunale sulla Chemical city

Ronciglione – Il consiglio comunale sulla Chemical city

Ronciglione - Mario Mengoni

Ronciglione – Mario Mengoni

Ronciglione - Alessandro Giovagnoli

Ronciglione – Alessandro Giovagnoli

Ronciglione - I lavori di sistemazione della Chemical city

Ronciglione – I lavori di sistemazione della Chemical city

Ronciglione - Giuseppe Duranti

Ronciglione – Giuseppe Duranti

Ronciglione - I lavori di sistemazione della Chemical city

Ronciglione – I lavori di sistemazione della Chemical city

Ronciglione - Il consiglio comunale sulla Chemical city

Ronciglione – Il consiglio comunale sulla Chemical city

Ronciglione - I lavori di sistemazione della Chemical city

Ronciglione – I lavori di sistemazione della Chemical city

Ronciglione – Chemical city lago di Vico, a Ronciglione pari e patta tra maggioranza e opposizione. Il consiglio comunale chiesto dalla minoranza alla fine s’è fatto, ma la delibera proposta da Alessandro Giovagnoli (Pd) non è passata. Al momento del voto, risultato di parità. Nonostante i consiglieri d’opposizione fossero in 4 e quelli di maggioranza uno soltanto. Bocciato anche un emendamento del sindaco Mario Mengoni, con cui rivendicava, all’interno della proposta di delibera, il ruolo avuto in queste settimane.

Il consiglio s’è svolto regolarmente. Mengoni ha spiegato perché, secondo lui, non andava fatto. “Non sono state rispettate le procedure – ha detto – perché sindaco e presidente del consiglio non hanno concordato la data del consiglio”. “Il segretario comunale ha dato il nulla osta – ha risposto Giovagnoli – quindi il consiglio è legittimo”.

“Saremo al fianco di chi vorrà riconsegnare quella zona – ha affermato invece Giuseppe Duranti della minoranza – senza polveri e senza ombre”.

Con la proposta di delibera, l’opposizione puntava a impegnare il sindaco “ad accertare presso tutti gli organi preposti la reale situazione dell’ex deposito Nbc, a informare la popolazione e tutta l’opinione pubblica della reale situazione, a eseguire con estrema urgenza le operazioni sopra descritte in modo da far cessare questa situazione di incertezza che crea un danno all’immagine del nostro territorio, di procedere con celerità, nel caso la situazione non desti alcuna preoccupazione, come speriamo tutti e siamo anche certi che sia, e ad adempiere tutti gli atti necessari alla cessione gratuita di tutti i beni presenti nel deposito al patrimonio del comune di Ronciglione”.

Il primo a prendere la parola è il sindaco. Comunica quello che sta avvenendo alla Chemical city in questi giorni. La sistemazione dell’area dopo l’inchiesta di Tusciaweb. “Alla Chemical – ha spiegato Mengoni – stanno sistemando la recinzione e ripulendo tutta quanta l’area. Nel frattempo, come dichiarato alla stampa, è stato trovato e fatto brillare anche un ordigno bellico. A metà aprile ci sarà invece una conferenza dei servizi dove Arpa renderà note le ultime analisi della zona militare. Solo allora potremo sapere che tipo di interventi vanno fatti e la durata di un’eventuale bonifica ambientale del terreno. Comunque sia, convocheremo un altro consiglio, chiedendo anche la partecipazione dell’Esercito, per informare i cittadini. Come abbiamo fatto per l’ospedale. Non utilizziamo il consiglio comunale per scaricare le colpe. Non serve a nessuno. Il consiglio deve informare la cittadinanza e trovare una soluzione. Dopodiché, ad oggi, non sappiamo in che condizioni è il terreno”.

Intanto l’Esercito sta proseguendo con i lavori di sistemazione della recinzione attorno alla zona militare, danneggiata in più punti. Tre chilometri in tutto. Militari provenienti da Roma che in questi giorni si stanno impegnando ora dopo ora per rimettere in sesto le cose. Ripulito anche l’ingresso a ridosso del comando a monte della Chemical. A pattugliare la zona, i carabinieri di Ronciglione. 

“Il tema della Chemical  – ha dichiarato Duranti – riguarda lo sviluppo del turismo e dell’economia, del lago di Vico soprattutto. In questi anni sono successe tante cose. Tutte queste comunicazioni attraverso la stampa non fanno bene al nostro territorio. Per questo il bene generale è primario. E in questo anche la minoranza può essere d’aiuto. Saremo al fianco di chi vorrà riconsegnare quella zona senza polveri e senza ombre.”.

La Chemical city è una zona militare che fino alla seconda guerra mondiale ha prodotto armi chimiche per la distruzione di massa. Armi rimaste in deposito al magazzino di materiali Nbc, nucleare, batteriologico, chimico, del lago di Vico anche nei decenni successivi. Fino alla prima bonifica, nel 1996, quando venne tutto alla luce perché una nuvoletta tossica sfuggì al controllo e prese in pieno un ciclista di passaggio. La bonifica della zona è durata anni ed è stata data per conclusa nel luglio 2015. L’inchiesta di Tusciaweb ha messo invece in evidenza la condizione critica degli edifici, la presenza di materiali e liquidi, carotaggi abbandonati e documenti militari bruciati oppure sparsi per tutto il terreno.

“Il sindaco – ha precisato Giovagnoli – si è cominciato a preoccupare solo dopo l’uscita degli articoli. Uno studio dell’Arpa già c’è. Su 87 prelievi fatti qualche anno fa solo due presentavano valori al di sopra della norma. Valori paragonabili a quelli di un sito industriale. Sarebbe opportuno tranquillizzare le persone”.

In sala, pochissima gente. Ci sono Raimondo Chiricozzi, presidente del coordinamento nazionale bonifica armi chimiche, il segretario del consorzio Poggio Cavaliere, che si trova nei pressi della Chemical, Giuseppe Lavista, e qualche proprietario degli stabilimenti che si trovano sulla riva del lago di Vico a pochi metri di distanza dalla zona militare.

Seduti ai tavoli del consiglio ci sono invece Alessandro Giovagnoli, Giuseppe Duranti, Marco Marcucci e Mauro Scialanca, l’opposizione. Seduti a quelli della giunta, il segretario comunale Antonio Fazio, Il presidente del consiglio Emanuele Satriani, anche lui legato all’opposizione, il sindaco Mario Mengoni e il consigliere di maggioranza Massimo Chiodi, ex assessore alla cultura. 

“I dati dell’Arpa – risponde Mengoni a Giovagnoli – coprono solo il 40 per cento del terreno della Chemical. Mancano ancora le analisi del restante 60 per cento. Per poter dire e progettare, dobbiamo sapere in che condizioni è il terreno. Dobbiamo conoscere prima la situazione con tutti i dati”.

Daniele Camilli


L’inchiesta di Tusciaweb

Multimedia – Fotogallery: Proseguono i lavori dell’Esercito – Il comando e la discarica fuori dalla Chemical – Documenti militari bruciati e altri abbandonati – La condizione degli edifici della Chemical cityLe tubature che perdono liquido neroI carotaggi abbandonatiLe scritte sui muriLa zona sterrata – Video: La situazione disastrosa della Chemical city, parte ILa situazione disastrosa della Chemical city, parte II – Una discarica fuori dalla Chemical city

Articoli: “Chemical city, trovato ordigno bellico nell’area militare del lago di Vico” – Chemical city del lago di Vico, ecco come era ridotta prima che l’Esercito iniziasse a sistemarla… – Chemical city, centinaia di documenti militari bruciati e altri buttati in giro per tutta l’area – Chemical city, tubature da cui esce liquido nero e carotaggi lasciati sul terreno – Chemical city: edifici fatiscenti, immondizia, recinzione colabrodo e… un barile da cui esce roba nera


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5 marzo, 2020

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