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Roma - Il segretario Cisl medici Lazio Luciano Cifaldi chiede chiarimenti in una lettera al direttore regionale Renato Botti e al dirigente Giuseppe Spiga

“Come sarà gestito il pool di anestesisti per emergenza Covid-19?”

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Ambulanza del 118

Ambulanza del 118

Roma – “Come sarà gestito il pool di anestesisti per emergenza Covid-19?”.

Il segretario Cisl medici Lazio Luciano Cifaldi in una lettera al direttore regionale salute ed integrazione socio sanitaria Renato Botti e al dirigente dell’area rete ospedaliera e specialistica Giuseppe Spiga chiede chiarimenti sull’istituzione di un pool di medici anestesisti nell’emergenza coronavirus coordinato da Ares 118.

“Possiamo evincere – si legge nella lettera – che le prestazioni saranno svolte come attività aggiuntiva rispetto ai compiti istituzionali che ogni anestesista è chiamato a svolgere nei presidi ospedalieri. Questo significa che nelle giornate immediatamente precedenti e successive al turno presso Ares 118 gli anestesisti saranno nelle sale parto, nelle sale operatorie, nei pronto soccorso e in quei servizi dove si rende necessaria la loro presenza. Ciò potrebbe favorire una diffusione del contagio anche in ambienti dove è operativa altra tipologia di personale sanitario esclusa da assistenza diretta a pazienti Covid-19, nonché la trasmissione a pazienti ricoverati in ospedale per patologie diverse da quella determinata da Covid-19”.

La Cisl chiede chiarimenti in merito soprattutto alle ambulanze usate per l’emergenza.

“Le ambulanze ad oggi dedicate al trasporto – si chiede nella lettera – di soggetti sintomatici e Covid-19 positivi sono tutte dotate di biocontenitore? Sono centri mobili di rianimazione oppure semplice ambulanze non dotata dei presidi necessari per una rianimazione, intubazione, assistenza ventilatoria manuale?”.

Il segretario Luciano Cifaldi  chiede se sulle ambulanze ci siano “monitor per Ecg di tipologia non vetusta, stazione di monitoraggio per la pressione non invasiva e saturimetro”.

La preoccupoazione per la Federazione medici della Cisl è il rischio di ulteriori contagi.

“C’è attuale garanzia – si legge nella lettera – che per il trasporto dei pazienti con infezione da covid-19 non vengono utilizzate ambulanze di Ares 118 dedicate anche al soccorso di pazienti affetti da altre patologie che, laddove si verificasse tale tipologia di intervento, potrebbero incorrere in concreti rischi di contagio in caso di non perfetta disinfezione della vettura?”.

L’attenzione è rivolta anche ai pazienti.

“Sono stati definiti ottimali e vincolanti percorsi di sicurezza intra ed interospedalieri? Il percorso che il paziente compie consta di tre tratti: un primo tratto dalla stanza di isolamento del ps all’ambulanza, un secondo tratto che rappresenta il trasporto all’interno del mezzo ed infine un terzo tratto dall’ambulanza alla rianimazione covid di afferenza”.

“In questa tipologia di trasporto – conclude la lettera – ci si avvale di un pool di personale dedicato ed esperto nelle procedure di biocontenimento?. Tali pazienti necessitano di una assistenza peculiare durante il trasporto per svariate ragioni: somministrazione di farmaci ipnotici e miorilassanti, monitoraggio emodinamico preciso ed accurato, monitoraggio della saturimetria periferica, fissaggio dei presidi indispensabili alla ventilazione per evitarne un drammatico dislocamento, evenienza questa che qualora si verificasse potrebbe avere esiti infausti”.

 


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24 marzo, 2020

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