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Bagnoregio - Oggi davanti al tribunale dei minori per omicidio preterintenzionale

Diciassettenne accusato di avere ucciso vicino durante una lite, al via il processo

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Il tribunale dei minori di Roma

Il tribunale dei minori di Roma

Bagnoregio - Antonio D'Orazi, l'anziano ucciso in una lite di condominio

Bagnoregio – Antonio D’Orazi, l’anziano ucciso in una lite di condominio

Bagnoregio - Anziano morto per un pugno durante una lite condominiale - Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso

Bagnoregio – Anziano morto per un pugno durante una lite condominiale – Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso

Bagnoregio - Anziano morto per un pugno durante una lite condominiale - Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso

Bagnoregio – Anziano morto per un pugno durante una lite condominiale – Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso

Bagnoregio – (sil.co.) – Anziano ucciso con un pugno durante una lite da un vicino di casa minorenne, al via il processo per omicidio preterintenzionale.

Comparirà oggi davanti al tribunale per i minori di Roma il 17enne di Bagnoregio arrestato e condotto presso una comunità in provincia di Frosinone, martedì 27 agosto, su richiesta della pm Maria Teresa Leacche della procura minorile di Roma in seguito alla morte, il 17 agosto, di Antonio D’Orazi, il 76enne deceduto a Belcolle dopo tre settimane di agonia, a causa di una gravissima emorragia cerebrale provocata, secondo l’accusa, da un pugno sferratogli dal ragazzo durante una lite condominiale avvenuta la sera del 25 luglio. 

Il pugno, sferrato in piena faccia, avrebbe procurato all’anziano sia la frattura dello zigomo, sia la gravissima emorragia cerebrale che si è palesata all’arrivo in ospedale, contro la quale nulla hanno potuto fare, nonostante il tempestivo intervento chirurgico, i sanitari di Belcolle. Dopo 23 giorni tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione, il 76enne si è spento nella tarda serata di sabato 17 agosto. 

Saranno presenti al processo solo come parti offese, con l’avvocato Franco Taurchini, la vedova e gli altri familiari della vittima. Ma il fatto che le parti offese non possono costituirsi parte civile in un procedimento penale contro un minore, non esaurisce il diritto a chiedere un risarcimento dei danni.

“In caso di condanna è possibile agire in sede civile anche nei confronti dei genitori esercenti la potestà genitoriale. Ed è quello che faremo”, dice l’avvocato Taurchini.


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10 marzo, 2020

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