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Viterbo - Un'ondata di gelo invernale fa dimenticare che oggi è il 25 marzo - Per la prima volta sarebbe mancata nonna Pasqualina coi suoi cedri in piazza del Comune

Temperature polari il giorno della Fiera dell’Annunziata annullata per Coronavirus

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Viterbo - Il banco di Pasqualina

Il banco di Pasqualina

Viterbo - La fiera dell'Annunziata

Folla alla fiera dell’Annunziata

Viterbo - La fiera dell'Annunziata

Anche le suore fanno acquisti alla fiera dell’Annunziata

Viterbo - La fiera dell'Annunziata

Piazza della Rocca per la fiera dell’Annunziata

Viterbo - La fiera dell'Annunziata

In fila per la porchetta alla fiera dell’Annunziata

Viterbo - La fiera dell'Annunziata

Gente a spasso per la fiera dell’Annunziata

Pulcinella

Pulcinella alla fiera dell’Annunziata 2012 – Oggi fa pensare all’emergenza Coronavirus

Viterbo – (sil.co.) – Temperature polari il giorno della Fiera dell’Annunziata annullata per il Coronavirus. 

Chissà se i viterbesi se lo sono ricordati questa mattina che il 25 marzo, in tempi normali, sarebbe stato il giorno della tradizionale Fiera dell’Annunziata, un giorno di festa molto sentito nel capoluogo.

Per la prima volta non ci sarebbe stata nonna Pasqualina, scomparsa a 92 anni lo scorso mese di settembre. Col banco numero uno vendeva i cedri in piazza del Comune. Da porta Romana a porta Fiorentina, passando per Sacrario, piazza del Teatro, fino a San Faustino, ogni anno, tempo permettendo, non c’era che l’imbarazzo della scelta.

Quest’anno avrebbe fatto freddo, un’ondata di gelo eccezionale, nei primi giorni di primavera, in cui la neve, dopo un inverno mite, è tornata a fare capolino. Magari i viterbesi avrebbero disertato l’appuntamento, in questo mercoledì fuori stagione, in cui la massima non supererà i 10 gradi e la massima percepita sarà di soli 7 gradi.

Tusciaweb ripropone per l’occasione un articolo firmato da Francesca Buzzi del 26 marzo 2012. Sono passati sette anni, ma sembra essere trascorso un secolo.


 Un tripudio di colori e sapori che fanno primavera

La fiera dei colori e dei sapori. La fiera della primavera. La fiera delle piante e dei frutti della bella stagione.

Così nasce la tradizionale fiera dell’Annunziata che ogni 25 marzo, che sia domenica o un altro giorno feriale, invade il centro di bancarelle e venditori ambulanti dall’alba al tramonto.

E così è stato anche ieri. Da porta Romana a porta Fiorentina passando per le maggiori piazze di Viterbo era un tripudio di colori e odori.

Anche il tempo, diversamente da quanto i viterbesi di solito si aspettano, è stato abbastanza clemente. Una mattinata soleggiata e quasi calda e un pomeriggio un po’ nuvoloso con qualche goccia di pioggia appena che non hanno però infastidito minimamente la fiera.

La gente c’era. Complice il fatto che la ricorrenza dell’Annunziata coincideva con la domenica e la giornata primaverile, tante persone hanno approfittato per fare un giro tra le bancarelle all’interno della cinta muraria della città.

Vestiti, oggetti di vimini, accessori per la casa, piccoli attrezzi per il bricolage. Di tutto di più. Come ogni anno alla fiera si poteva trovare davvero di tutto. Il fulcro, come sempre, a piazza del Comune. Qui, infatti, c’è il vero cuore della fiera. O meglio, ci sono gli ambulanti che vendono ciò per cui la fiera è nata. Piantine per l’orto, frutti stagionali come il cedro e i carciofi. Insomma tutto quello che, davvero, fa primavera e che, quarant’anni fa, si aspettava di poter acquistare in questa giornata che apriva le danze alla bella stagione e ai suoi frutti pià profumati e colorati.

Ma la fiera per i viterbesi non è solo questo. Anzi. Ciò che di più tipico cercano tra le bancarelle per la gioia di grandi e piccini sono noccioline, lupini, frutta secca e fichi essiccati. La fiera appunto, visto che proprio così chiamano in gergo questo tipo di prodotti.

E poi porchetta, panini di ogni tipo, pannocchie arrostite, zucchero a velo per i bambini e la “divina” anguilla. L’anguilla che da decenni, tra gli altri, vende Innocenzo Ottavianelli, un arzillo ed espertissimo 83enne di Vallerano.

Al “reparto” cibo si aggiungono poi le cose più disparate. Dall’artigiano che confeziona in diretta scritte con il fil di ferro al venditore di padelle o sistemi all’avanguardia per la pulizia della casa.

E per allietare l’atmosfera anche gli artisti di strada nel ruolo di Pulcinella e gli immancabili palloncini colorati e i fischietti.

Unica nota dolente, anche questa però sempre presente ogni anno, il sequestro di qualche oggetto venduto senza permesso che gli agenti della polizia locale e delle altre forze dell’ordine hanno sequestrato a chi veniva colto in flagranza.

Molti buchi, infine, tra i banchi ambulanti, in particolare nella zona di via Garibaldi. Questioni logistiche o mancanza di venditori? Non si sa, ma quel vuoto sembrava davvero troppo esteso per essere motivato dall’organizzazione delle bancarelle nelle strade.


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25 marzo, 2020

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