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Viterbo - L'Uspp Lazio si chiede su che basi si parla di tamponi negativi se ancora non è stato fatto il secondo test di conferma

“Mammagialla e Coronavirus, come si può dire che va tutto bene?”

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Carcere di Mammagialla

Carcere di Mammagialla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo appreso in queste ore sugli organi di stampa che alla casa circondariale di Viterbo le cose stanno andando bene, che il personale sarebbe negativo ecc.

Al di là che le comunicazioni a molti non sono pervenute dalla asl competente ai diretti interessati, quindi non sappiamo da dove sono trapelate queste notizie.

Al di là del fatto che un tampone negativo dopo 14 giorni di isolamento dovrebbe essere ripetuto al soggetto stesso, addirittura esistono racconti giornalistici che parlano di persone che dopo il terzo successivo sono risultati positivi, qui la quarantena attivata non è stata ancora supportata dalla prova successiva alla prima negatività e quindi come si può dire tutto a posto?

Il personale di polizia penitenziaria è in grossa difficoltà e anche preoccupato per la mancanza di adeguati dispositivi di protezione individuali (mascherine, disinfettanti e guanti). Quelli che sono pervenuti sono semplici “pezzette” o in qualche caso per donazione di un sindacato ai propri iscritti. Che qualcuno si arroghi il diritto di esporre dati sensibili di cui, per ragione del suo incarico, è a conoscenza, ancora in attesa di essere comunicati ai diretti interessati, è grave e vergognoso e chiediamo l’intervento da parte del provveditore regionale del Lazio.

Purtroppo non va bene nulla, tranne il lavoro svolto da tutto il personale che fino a oggi è stato eccellente e professionale oltre ogni limite, rimanendo sempre disponibile nei confronti dei detenuti.

Quanto accaduto dopo l’accertata positività di un agente, dove il personale ha dovuto reclamare per effettuare i tamponi mentre ad altri non è stato proprio fatto è una cosa vergognosa, non nutriamo più fiducia nei confronti di un’amministrazione locale che permette che fatti simili accadano senza batter ciglio.

Addirittura la rilevazione della temperatura febbrile avviene in spazi ristretti dove passa altro personale, invece di utilizzare la tenda triage all’ingresso, così da evitare situazioni spiacevoli successivi.

Proprio ieri abbiamo pianto il secondo decesso a Milano avuto tra i nostri colleghi, intere sezioni messe in quarantena a Parma e tanti altri casi di positività tra la polizia penitenziaria, dirigenti, medici e infermieri nei penitenziari. Qui non si gioca sulla vita dei lavoratori, delle loro famiglie e anche sulla vita di chi è detenuto e questo fatto che va tutto bene non lo possiamo far passare come un atto normale.

Dire che alla casa circondariale di Viterbo va tutto bene… All’interno siamo d’accordo, ma nei confronti del personale di polizia penitenziaria non va bene nulla.

Uspp Lazio


– Uspp: “Mammagialla, negativi i tamponi sui poliziotti penitenziari”


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29 marzo, 2020

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