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Tribunale per i minorenni - Bagnoregio - Il giovane è imputato di omicidio preterintenzionale - Da sette mesi è agli arresti domiciliari in comunità

Rinviato il processo al 17enne accusato di avere ucciso con un pugno il vicino di casa 76enne

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Bagnoregio - Antonio D'Orazi,

Bagnoregio – Antonio D’Orazi,

Bagnoregio - Anziano morto per un pugno durante una lite condominiale - Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso

 Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso

Bagnoregio - Anziano morto per un pugno durante una lite condominiale - Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso

 Il caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso

Bagnoregio – (sil.co.) – Tribunale per i minorenni di Roma, rinviato a data da destinarsi il processo al diciassettenne di Bagnoregio ai domiciliari da sette mesi con la pesante accusa di omicidio preterintenzionale.

E’ il giovanissimo di Bagnoregio, all’epoca appena sedicenne, che avrebbe ucciso con un pugno sferrato in piena faccia un vicino di casa 76enne, Antonio D’Orazi, morto a Belcolle lo scorso agosto senza mai riprendersi dopo tre settimane di agonia. 

La furibonda lite condominiale tra l’anziano e l’adolescente sarebbe esplosa al culmine di una giornata di tensione, la sera del 25 luglio 2019. Il 76enne, ricoverato in condizioni apparse fin dal primo momento disperate, è poi morto il 17 agosto 2019 all’ospedale di Viterbo. Dieci giorni dopo, il 27 agosto 2019, l’allora sedicenne è stato arrestato per omicidio preterintenzionale, allontanato dalla casa familiare e condotto ai domiciliari presso una comunità in provincia di Frosinone, su richiesta della pm Maria Teresa Leacche della procura minorile di Roma.

Ieri sarebbe dovuto essere il giorno del processo, nel primo giorno di Italia blindata per contrastare il rapidissimo diffondersi dell’epidemia da Coronavirus sul territorio nazionale. L’udienza invece, nonostante il minorenne sia sottoposto tuttora a misura di custodia cautelare, è saltato a data da destinarsi, come fa sapere il difensore, l’avvocato orvietano Giacomo Tafuro. 

“Stiamo vivendo un momento storico particolare, in cui è come se fossimo in stato di guerra – dice il legale – tutti abbiamo sentito delle rivolte nelle carceri, non solo per la sospensione dei colloqui visivi coi familiari, ma anche perché i detenuti, per via del lockdown su tutto il territorio nazionale, temono di vedersi sospendere la concessione dei permessi premio e del regime di semilibertà. Al momento non è ancora pervenuta la data del rinvio, ma in un momento come questo direi che non c’è da stupirsi e che, come in tutti i settori, bisogna avere pazienza, a fronte di apparenti disservizi che in realtà sono frutto dell’emergenza Coronavirus”.

Non così peregrino il paragone con lo stato di guerra. La sospensione del campionato di calcio ha un solo precedente in Italia, lo stop al campionato di calcio 1914-15, indetto il 22 maggio di 105 anni fa, che poi non fu mai finito per colpa della Prima guerra mondiale. 

Tornando alla morte di Antonio D’Orazio, nessuna possibilità di costituirsi parte civile per la vedova e gli altri familiari del 76enne, che sono assistiti fin dall’inizio dall’avvocato Franco Taurchini, avendo l’imputato commesso il presunto delitto da minorenne.

“Ma la minore età non esaurisce il diritto a chiedere un risarcimento dei danni – ricorda il legale – in caso di condanna è possibile agire in sede civile anche nei confronti dei genitori esercenti la potestà genitoriale. Ed è quello che faremo”. 


Il caso a Pomeriggio Cinque

Lo scorso 19 settembre il caso è finito a Pomeriggio Cinque. In diretta da Barbara D’Urso la testimonianza della moglie della vittima e del figlio Marco, che ha parlato anche per la madre Teresa (“La tragedia dopo la provocazione con la musica a tutto volume della sorella dell’aggressore”).

In trasmissione è stata mandata in onda un’intervista alla sorella del minorenne arrestato e trasferito in una comunità, cui è stato chiesto il perchè dell’aggressione da parte del fratello.

“C’erano delle incomprensioni da parte dei D’Orazi. Noi siamo brave persone, ci conosce tutta Bagnoregio. Non abbiamo mai avuto screzi con nessuno. La cosa mi dispiace molto, però purtroppo ci sono cose abbastanza gravi dietro questa vicenda, che purtroppo è andata così. La dinamica però è diversa da come è stata descritta”, ha detto la giovane.


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11 marzo, 2020

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