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Ronciglione - Il lungo viaggio a lieto fine di Napoleone, partito vagabondo e ora con una padrona che lo ama tanto

Cagnolino fa 40 chilometri per tornare a casa

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Ronciglione - Cristiana Spiriticchio e Napoleone

Ronciglione – Cristiana Spiriticchio e Napoleone

Ronciglione - Cristiana Spiriticchio e Napoleone

Ronciglione – Cristiana Spiriticchio e Napoleone

Ronciglione - Cristiana Spiriticchio e Napoleone

Ronciglione – Cristiana Spiriticchio e Napoleone

Ronciglione – Un vecchio adagio dice che l’amore azzera le distanze e non conosce ostacoli. Napoleone ne è la prova.

Questo piccolo meticcio color miele dagli occhi scuri ha percorso quaranta chilometri per tornare da quella che sentiva come la sua padrona. Cristiana Spiriticchio, 48 anni, autista Atac, formalmente, non lo era: Napoleone non viveva con lei, ma si vedevano tutti i giorni. È stata lei a dargli il nome dell’imperatore dei francesi e re d’Italia. Napoleone e Giuseppina, come la moglie del generale, Giuseppina di Beauharnais. I due “bastardini”, in realtà, sono madre e figlio, ma comunque inseparabili. 

Il destino gli ha fatto incontrare Cristiana. “Da un paio d’anni si aggiravano a Ronciglione, nei quartieri San Paolo e San Giovanni, dove abito io – racconta Cristiana -. Non si facevano avvicinare da nessuno per diffidenza, ma si vedeva che erano buoni. Gli davo da mangiare. Spesso io, ma anche altre persone del quartiere. Allora hanno iniziato pian piano a fidarsi e a lasciarsi accarezzare”. 

Forse non è un caso che abbiano visto “una mamma” in Cristiana: “Io ho tre cani – spiega -. Anche per questo è probabile che si sia creato un legame speciale: devono aver sentito l’odore dei miei e capito che non avrei mai potuto fargli del male”.

Sei mesi di amore gratuito e reciproco. Poi, il 19 marzo, succede qualcosa. “Napoleone è stato accalappiato e portato via, al canile di Grotte Santo Stefano – racconta Cristiana -. Ho avviato le pratiche per adottarlo”. Ma lui non ha voluto aspettare.

“Mi hanno telefonato dal canile giorni fa per dirmi che era scappato. La gente mi chiamava: qualcuno lo aveva visto a Bagnaia, qualcun altro nei pressi della discoteca Due Cigni, a Ronciglione. Il 28 marzo me lo sono ritrovato fuori casa mentre rientravo dal lavoro. L’emozione è stata enorme. Sua e mia: lui si è fatto la pipì addosso, per la gioia di rivedermi. Io ero senza parole, più orgogliosa che mai. È tornato da me facendo tutta quella strada, orientandosi chissà come e dimostrandomi un amore infinito, di cui non so se un altro essere umano sarebbe stato capace”. 

Una settimana di cammino e poi l’abbraccio di questa foto. Uno dei pochi ancora possibili, in tempo di Coronavirus. 

Adesso Napoleone e Giuseppina vivono con Cristiana e i suoi tre cani. “La famiglia si è allargata – dice la loro nuova padrona – Un signore ci ha regalato una cuccia in legno di castagno per due”. Mamma e figlio dormono lì e non più all’addiaccio. Come Biagio, di “Lilli e il vagabondo”, che alla fine trova l’amore e si sistema. Cristiana, se possibile, gli vuole ancora più bene di prima: “Dal giorno in cui è tornato non ci siamo più lasciati. E non ci lasceremo mai più”. 


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5 aprile, 2020

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