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Coronavirus - Tarquinia - L'ultima volta che la manifestazione non si è tenuta è stato nel 1944

Dopo 76 anni salta la processione del Cristo Risorto

di Daniele Aiello Belardinelli

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Tarquinia - La processione del Cristo risorto

Tarquinia – La processione del Cristo risorto

Tarquinia - La processione del Cristo risorto

Tarquinia – La processione del Cristo risorto

Tarquinia - La processione del Cristo risorto

Tarquinia – La processione del Cristo risorto

Tarquinia – Per la prima volta dopo 76 anni i tarquiniesi non potranno vedere a Pasqua il “Cristo che corre”.

Il Coronavirus ferma la processione del Cristo Risorto. Anche la manifestazione religiosa più sentita nella città etrusca deve fare i conti con l’emergenza sanitaria e le restrizioni imposte per limitare la diffusione del Covid-19.

La grande statua lignea non correrà nelle vie del centro storico sulla “marcetta” della banda Giacomo Setaccioli.

Secondo quanto riporta Lorenzo Balduini, pittore e decoratore, nel libro “La statua della Resurrezione di Tarquinia: storia di una ricerca”, l’ultima mancata uscita risale alla seconda guerra mondiale, nel 1944.

Balduini cita la rivista “Il Temporale”, che nel 1971 riporta come la statua non sia uscita per due anni consecutivi, nel 1943 e 1944.

Le cronache delle Benedettine parlano invece di un intervallo dal 1942 al 1944. Di certo è ritornata a uscire il 31 marzo del 1945.

Ci sono altre curiosità che forse in molti non conoscono. Fino al 1951, si svolgeva di sabato. Dal 1952 la processione è stata spostata la domenica. Il 17 aprile del 1960, per la pioggia, non si è tenuta di domenica ed è stata recuperata il lunedì di Pasquetta. La consuetudine di portare la statua all’ospedale per salutare i malati risale al 1958.

Quest’anno “Il Cristo che molleggia, portato a spalla sopra un mare di teste come nave in mezzo alla burrasca, si volta, e col braccio alzato posa un momento a benedire il popolo genuflesso”, come lo descrive il poeta Vincenzo Cardarelli nel libro Sole a picco, non uscirà dal portone della chiesa di San Giuseppe. 

Daniele Aiello Belardinelli


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4 aprile, 2020

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