--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Il giornale di mezzanotte - Coronavirus - Intervista a Valerio Scialacqua e Francesco Annicchiarico, volontari della Misericordia originari di Vetralla e Foggia, appena tornati da una delle zone di maggior emergenza in Italia

“A Brescia per vincere una guerra, turni da 12 o 24 ore ma non chiamateci eroi”

di Samuele Sansonetti
Condividi la notizia:

Brescia - I due volontari della Misericordia

Brescia – I due volontari della Misericordia

Brescia - I due volontari della Misericordia

Brescia – I volontari della Misericordia

Brescia – In Lombardia i numeri del Coronavirus sono altissimi e la provincia di Brescia e tra le più colpite in assoluto.

Valerio Scialacqua e Francesco Annicchiarico hanno prestato servizio lì, in una delle zone di maggior emergenza in Italia.

Originari di Vetralla e Foggia, sono partiti come volontari della Misericordia. Hanno lavorato in coppia su turni massacranti ma senza perdere il sorriso.

La loro testimonianza arriva di sera, a ridosso del ritorno a casa.

Com’è la situazione a Brescia?
Annicchiarico: “Quando siamo arrivati era tragica. Ora per fortuna sta migliorando. Viverlo di persona è stato tutta un’altra cosa rispetto a vederlo in televisione”.

I turni dei volontari sono pesanti?
Scialacqua: “Sì, ma nessuno si tira indietro. Solitamente sono da 12 ore, dalle 8 alle 20 o viceversa con una media di cinque o sei interventi. In certi casi diventano da 24 ore. I pazienti sono tutti Covid-19”.

Le persone hanno paura?
Annicchiarico: “Più che paura sono rassegnate. Si sta combattendo una guerra contro un nemico invisibile. Anche noi siamo provati ma dobbiamo avere la forza di andare avanti”.

Voi avete avuto paura?
Scialacqua: “Siamo esseri umani ed è impossibile dire di no. Siamo andati avanti pensando positivo e sperando che la situazione migliorasse giorno dopo giorno”.

Cosa vi ha spinto a partire?
Annicchiarico: “Semplicemente la voglia di aiutare il prossimo. Siamo volontari e le persone lo capiscono. Anche in questa missione si sono dimostrati tutti gentili nei nostri confronti e ci hanno spinto a fare ancora meglio”.

Siete riusciti a gestire bene tutte le chiamate?
Scialacqua: “Negli ultimi giorni sì. Prima era più difficile ma la situazione ora sembra migliorare. Anche gli ospedali ultimamente riescono a lavorare meglio. Il personale sanitario, nel suo complesso, è fenomenale”.

Cosa rispondete a chi vi chiama eroi?
Annicchiarico: “Che gli eroi non esistono. Non chiamateci eroi. Noi facciamo il nostro dovere e proviamo a farlo al meglio ma senza cercare fama o riconoscenza”.

La vostra forza è doppia: per voi e per chi soccorrete.
Scialacqua: “Oltre all’aiuto materiale portiamo anche quello morale. Lo facciamo col cuore. L’importante è che le persone si rendano conto che le cose stanno migliorando. Bisogna continuare a rispettare le regole”.

Un episodio che vi è rimasto impresso?
Annicchiarico: “Un giornalaio una mattina ci ha regalato l’Eco di Bergamo e ci ha detto che non avrebbe mai pensato che persone del centro o del sud si sarebbero spinte a tanto. Noi gli abbiamo risposto che siamo tutti fratelli e lui si è messo a piangere. Un’altra persona ci ha chiesto se piangiamo mai. Gli abbiamo risposto che lo facciamo solo in privato”.

Se dovreste esprimere un desiderio, cosa chiedereste?
Scialacqua: “Che tutto si sistemi definitivamente. Anche se più che un desiderio è una certezza: alla fine andrà tutto bene”.

Ripartirete?
Scialacqua: “Dopo un po’ di riposo ci penseremo. Io sto bene, non sono soggetto a quarantena ma ho deciso di trascorrere un periodo in isolamento volontario per evitare qualsiasi rischio. Ho già avvertito anche la Asl. Ci tengo a ringraziare il sindaco di Blera, Elena Tolomei, che mi ha aiutato a trovare un appartamento per evitare i contatti con i miei famigliari”.

Samuele Sansonetti


Condividi la notizia:
1 aprile, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR