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Emergenza Coronavirus - Miranda Perinelli (Spi-Cgil di Civitavecchia-RomaNord-Viterbo) lancia un appello a regione e Asl

“Tamponi e dispositivi di protezione in tutte le Rsa e case di riposo”

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Viterbo - Miranda Perinelli

Viterbo – Miranda Perinelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Torniamo a parlare di Rsa e case di riposo poiché riteniamo che il totale abbandono dei primi momenti di emergenza da Coronavirus si sia superato, ma solo in parte.

Le ispezioni che la Regione Lazio ha chiesto venissero fatte a tappeto da parte della Asl si stanno eseguendo, ma rimane il problema che le strutture non vengono rifornite di strumenti di protezione antivirus, né di tamponi da effettuare su personale e pazienti.  Quello che manca sono forniture di  mascherine,  guanti, camici, ovvero il minimo che deve indossare il personale sanitario interno per operare in sicurezza. E mancano anche i tamponi.

Direttori sanitari delle diverse strutture denunciano di averne fatto richiesta sia alla Regione Lazio sia alla Asl,  ma di non avere avuto alcuna risposta.

Faccio un esempio: il direttore sanitario di Villa Santa Margherita a Montefiascone, struttura dove  ci sono 244 ospiti di cui 115 in Rsa,  denuncia di averne fatto richiesta alla direttrice generale della Asl, al prefetto, al presidente del consiglio regionale, all’assessore alla sanità regionale ed al sindaco Arena in qualità di presidente della conferenza dei sindaci,  senza essere ascoltato da nessuno.

Una di queste strutture, dopo ripetute richieste,  ha provveduto in proprio  sia all’acquisto di strumenti protettivi, sia ad accertamenti con test sierologici Eigm (pre) e Igg (post)  fatti ai ricoverati ed agli operatori, risultati tutti negativi.

Non si sa invece cosa accade nelle case di riposo private. Sappiamo che sono iniziati i controlli ma non si conoscono quanti sono stati  effettuati,  né gli esiti.

Chiediamo come Spi-Cgil che la Regione Lazio, la Asl e la direttrice generale si facciano carico urgentemente del problema, e anche se diverse, ma non tutte, le strutture hanno chiuso al pubblico già da febbraio, rimane in fatto che gli operatori sanitari, gli addetti alle pulizie, gli addetti alla cucina e manutenzione eccetera entrano ed escono, essendo quindi possibili veicoli del virus, loro malgrado, con pericolo per sé e per gli altri. Riteniamo sia necessario provvedere con urgenza.  

Non vorremmo che ciò che si è verificato in molte residenze sanitarie assistenziali del Lazio possa ripetersi ancora. E’ necessario dare priorità a queste strutture vista anche l’alta incidenza di pericolosità che il contagio rappresenta per gli anziani.

Miranda Perinelli
Segretaria dello Spi-Cgil di Civitavecchia-RomaNord-Viterbo


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10 aprile, 2020

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