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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Gaetano Carramusa ne è certo - Nonostante le restrizioni da Coronavirus, adottando un preciso modello è possibile - L'annuncio durante la videoconferenza con la sottosegretaria al turismo Lorenza Bonaccorsi

“Il trasporto della macchina di santa Rosa si può fare”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Gaetano Carramusa

Viterbo – Gaetano Carramusa

Viterbo – “Il trasporto della macchina di santa Rosa si può fare”. Nonostante le restrizioni legate al Coronavirus, per Gaetano Carramusa, con le dovute precauzioni, il 3 settembre Viterbo non deve rinunciare al tradizionale appuntamento.

L’imprenditore e referente di Assomusica Viterbo non ha dubbi: “Con un modello prestabilito, comunque il trasporto si può fare, la gestione è fattibile”.

Facendo uno sforzo, non solo d’immaginazione, perché non sarebbe un 3 settembre come tutti gli altri. Carramusa lo ha spiegato durante la videoconferenza con la sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi. “Questo modello lo stiamo studiando ed è configurabile anche per Santa Rosa”.

Primo ostacolo, il distanziamento sociale. Realisticamente, a settembre sarà una misura ancora in vigore.

“Intanto si dovrebbe ripristinare il percorso straordinario. Con gli 800 metri in più di via Marconi, il pubblico si diluirebbe. In tutte le zone fruibili, poi, si dovrebbero posizionare sedie a una distanza di un metro. Le persone, una volta raggiunto il proprio posto a sedere possono anche togliersi la mascherina, essendoci le distanze prescritte”.

Sotto la macchina, però, ci sono i facchini. Un centinaio, gomito a gomito. “Basta ispirarsi a quanto intendono fare le squadre di calcio in serie A, seguire le loro linee guida.

Si potrebbe fare un doppio tampone a 3-7 giorni dal trasporto, ottenendo così un’idoneità sanitaria. Come per i calciatori. Poi i facchini andrebbero a una sorta di ritiro, per preservarsi da contagi eventuali, esterni.

Così, sotto la macchina possono stare senza mascherine, perché non è pensabile che la indossino in quei momenti di grande fatica”.

Per non cambiare, cambierebbe tutto nell’organizzazione. “Dobbiamo pensare positivo, guardare oltre. Se la regione emana il bando Laziocrea, per 60 giorni d’iniziative al castello di Santa Severa, vuol dire che una strada per ripartire esiste.

Gli artisti che si esibiranno sul palco adotteranno precauzioni e i facchini sono un po’ come gli artisti. Così come il pubblico. Arriva con la mascherina e una volta seduto sta a dovuta distanza dagli altri. Lo stesso, gli spettatori per il 3 settembre”.

Non è in gioco solo la rinuncia al 3 settembre, che è nella tradizione e nel dna di Viterbo.

“Il trasporto, come Caffeina o Tuscia Film Fest – osserva Carramusa – rappresentano ossigeno per bar e locali in centro. Il cinema all’aperto, sempre rispettando le distanze, è possibile.

Occorre avere una visione diversa e un po’ di ottimismo. Basta avere protocolli da seguire e criteri di contenimento e certe iniziative possono essere messe in campo. Altrimenti, i locali in centro, se non ci sono attività ricreative per chi riaprono?”.

Giuseppe Ferlicca


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23 aprile, 2020

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