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Venerdì di passione per la Tuscia: 33 contagi, due morti e Celleno isolata

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Viterbo - Il reparto malattie infettive dell'ospedale di Belcolle [3]

Viterbo – Il reparto malattie infettive dell’ospedale di Belcolle

Il comune di Celleno [4]

Il comune di Celleno

Viterbo – Coronavirus, venerdì di passione per la Tuscia: trentatré nuovi casi e due vittime. Sono morti a poche ore di distanza Arrigo Bordini e Ferdinando Di Marco. Il primo, pensionato di 78 anni, era un noto commerciante del quartiere Murialdo di Viterbo. Si è spento nella notte tra giovedì e venerdì a Belcolle. “Ricoverato a malattie infettive – spiega la Asl -, il suo quadro clinico è peggiorato repentinamente nel pomeriggio di giovedì”. Ferdinando Di Marco, che a Pianoscarano tutti conoscevano semplicemente come Nando, è invece morto ieri. Sempre all’ospedale di Viterbo e sempre nel reparto di malattie infettive, dove era stato trasferito da Villa Immacolata. L’uomo, 81 anni, era infatti tra le 14 persone risultate positive, tra pazienti e sanitari, nella casa di cura sulla Sammartinese.

Salgono a dieci le vittime da Covid-19 nella Tuscia dall’inizio dell’emergenza. E salgono a 369 i contagiati. Trentatré solo ieri, e finora un numero così alto non era mai stato registrato in 24 ore. Di questi trentatré, ben 31 fanno parte della casa di riposo Villa Noemi di Celleno. Ventisei sono ospiti, a cui vanno aggiunti i sette risultati positivi giovedì, e cinque sono operatori. Due di questi ultimi vivono a Viterbo e gli altri tre rispettivamente a Celleno, Piansano e Montefiascone. In totale sono 38 le persone, tra anziani e sanitari, di Villa Noemi che hanno contratto il virus. “Al momento nessun ospite necessita di cure ospedaliere – rassicura la Asl -. Mentre per tutti gli operatori della struttura sottoposti al tampone, anche se negativi , è stato attivato il regime di isolamento domiciliare fiduciario”. Il personale positivo è attualmente asintomatico.

Intanto sono schizzati a 41 i casi a Celleno. Troppi per un comune di soli 1300 abitanti, il che ha costretto la Regione Lazio a dichiarala zona rossa. Dalle 19 di ieri e fino al 24 aprile è vietato uscire ed entrare dal paese. Il presidente Nicola Zingaretti ha disposto pure “la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i residenti anche dove queste si svolgano fuori dal territorio comunale”. A Celleno è tutto chiuso. Chiusi i parchi e il cimitero, soppresse le fermate dei bus. Tutto è fermo, “ad esclusione dei servizi essenziali e di pubblica utilità”. Restano aperti gli alimentari, le farmacie e le parafarmacie. I fornai, i benzinai, le edicole, le tabaccherie, gli sportelli bancari e postali. Continua la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. “Siamo vicini agli abitanti di Celleno – commenta il governatore Zingaretti dopo aver firmato l’ordinanza -. Non sono certo degli ‘untori’ e dovranno sostenere questa ulteriore limitazione per la salvaguardia della salute pubblica e per il contrasto all’epidemia”. Le forze dell’ordine hanno cinturato e stanno presidiando il paese, mentre la Asl sta effettuando tamponi a tappeto anche nelle altre due case di riposo di Celleno.

Fra i trentatré contagiati di ieri, due sono di Tuscania. E non hanno nulla a che fare con Villa Noemi. “Questo maledetto virus – dice il sindaco Fabio Bartolacci – non ci dà tregua. Siamo arrivati a 43 casi. Troppi, nonostante i sacrifici. Ma troppi sono quelli che continuano a non rispettare le regole. Ogni contagio deriva da una leggerezza, e queste leggerezze non ce le possiamo più permettere. È ora di farla finita, altrimenti i contagi aumenteranno sempre”. Ma in tutto ciò non mancano le buone notizie fortunatamente. Salgono a dodici i guariti nella Tuscia. Gli ultimi due sono cittadini di Viterbo.

Nel resto dell’Alto Lazio tredici nuovi positivi nel Reatino, sei ad Anguillara e uno a Civitella San Paolo. Cinque i morti: un uomo di 68 anni di Civitavecchia, una donna di 75 anni di Rignano Flaminio, un 82enne di Santa Marinella, una donna di 89 anni di Contigliano e una di 86 anni di Rieti. Quattro i guariti: due a Cantalupo, uno a Rieti e a Cerveteri si è liberata dal Covid una 13enne.

Raffaele Strocchia


Documenti: Coronavirus, il nuovo modello per l’autocertificazione [5]


Coronavirus, i numeri della Tuscia

Tuscia: 369 casi*
Viterbo: 113 casi*
In provincia: 256 casi*

Tuscania: 43 casi
Celleno: 41 casi
Montefiascone: 25 casi
Tarquinia: 22 casi
Acquapendente: 13 casi
Bolsena: 9 casi
Marta: 9 casi
Orte: 9 casi
Oriolo Romano: 8 casi (+1)
Civita Castellana: 7 casi
Grotte di Castro: 6 casi
Piansano: 5 casi
Vignanello: 5 casi
Bassano Romano: 4 casi
Capranica: 4 casi
Vetralla: 4 casi
Vitorchiano: 4 casi
Castiglione in Teverina: 3 casi
Faleria: 3 casi
Capodimonte: 2 casi
Cellere: 2 casi
Nepi: 2 casi
Ronciglione: 2 casi
San Lorenzo Nuovo: 2 casi
Tessennano: 2 casi
Bagnoregio: 1 caso
Bassano in Teverina: 1 caso
Blera: 1 caso
Canepina: 1 caso
Fabrica di Roma: 1 caso
Gallese: 1 caso
Gradoli: 1 caso
Graffignano: 1 caso
Lubriano: 1 caso
Montalto di Castro: 1 caso
Monterosi: 1 caso
Monte Romano: 1 caso
Soriano nel Cimino: 1 caso
Sutri: 1 caso
Villa San Giovanni in Tuscia: 1 caso
Altri: 4 casi

Morti: 10

Ricoverati: 36 (31 a Belcolle – 3 al Bambino Gesù – 2 allo Spallanzani)

Terapia intensiva Covid-19: 4

Guariti: 12

Usciti dalla quarantena: 2397

*Domiciliati, residenti e ospiti


Coronavirus, i numeri della Asl Roma 4

Asl Roma 4: 456 casi

Civitavecchia: 192 casi
Cerveteri: 34 casi
Ladispoli: 28 casi
Manziana: 27 casi
Sacrofano: 27 casi
Santa Marinella: 26 casi
Bracciano: 21 casi
Anguillara: 19 casi
Allumiere: 15 casi
Campagnano: 15 casi
Fiano Romano: 10 casi
Canale Monterano: 9 casi
Formello: 9 casi
Tolfa: 8 casi
Capena: 3 casi
Riano: 3 casi
Filacciano: 2 casi
Morlupo: 2 casi
Rignano: 2 casi
Sant’Oreste: 2 casi
Civitella San Paolo: 1 caso
Mazzano Romano: 1 caso

Morti: 33

Guariti: 17

In quarantena: 3353

Usciti dalla quarantena: 1975


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