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Acquapendente - Gianluca Forti, direttore del museo del Fiore, sul periodo di chiusura

“Abbiamo aperto virtualmente le porte per tenere compagnia agli utenti”

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Il museo del Fiore di Acquapendente

Il museo del Fiore di Acquapendente

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Dai giochi all’erbario, dal laboratorio al sentiero. Ogni spazio del museo del Fiore di Acquapendente (la virtuosa struttura immersa nei boschi della riserva naturale regionale Monte Rufeno che aderisce alla rete del Sistema museale del Lago di Bolsena) è dedicato alle tante chiavi di lettura con cui si può interpretare il mondo dei fiori e della rete della vita che vi è intessuta intorno. Tutto questo in un territorio ricchissimo in biodiversità, con più di mille specie di piante da fiore, e un vecchio edificio rurale, il Casale Giardino di Torre Alfina, che è testimone della locale tradizione contadina, dalla vita di tutti i giorni e nei campi alle feste floreali di primavera.

Mission dichiarata, far conoscere tanta verde bellezza. Quella di un patrimonio ambientale che tra vegetazione, fauna, habitat e processi ecologici, archivia e consente lo studio della sua biodiversità, incentivando la ricerca scientifica, la divulgazione dei risultati e l’acquisizione dei reperti ma anche la realizzazione di didattica naturalistica e percorsi di educazione alla sostenibilità, alla cultura contadina e al suo multiforme e millenario rapporto con piante e fiori. La ricerca scientifica è la base per la divulgazione dei risultati e l’acquisizione dei reperti ma anche per la realizzazione di didattica naturalistica e percorsi di educazione alla sostenibilità, alla riscoperta delle tradizioni contadine e delle proprie radici scritte nei tratti del paesaggio e al multiforme e millenario rapporto dell’uomo con piante e fiori.

Qui la conoscenza e la tradizione del fiore è di casa praticamente tutto l’anno, ruotando intorno ad uno dei momenti identitari più sentiti come la festa dei Pugnaloni. Gli stupendi mosaici di petali di fiori e foglie costituiscono, da secoli, il principale elemento folcloristico della festa della Madonna del Fiore che si celebra ad Acquapendente la terza domenica di maggio. Una ricorrenza antichissima ed unica nel suo genere che non si ferma, non si è mai fermata ma si è sempre rimodulata, anche oggi, di fronte all’emergenza.

Grazie all’iniziativa virtuale “Pugnaloni da Casa”, format che la pro loco (che coordina tutti i 15 gruppi dei Pugnaloni) ha invitato a realizzare piccoli mosaici floreali domestici e che prevede anche un’apposita categoria “Mini-Pugnaloni”, domenica 17 maggio sarà possibile conoscere quale tra i 26 manufatti selezionati e pubblicati sui canali social, Facebook e Instagram, della pro loco di Acquapendente in forma anonima saranno eletti come migliori, avendo ricevuto più reactions, svelando anche i relativi autori.

Nella settimana di Pugnaloni, tra tante iniziative virtuali, negli spazi del museo è, comunque, in funzione virtualmente con le pillole che partono direttamente dal laboratorio dei Pugnaloni presente al museo, un allestimento stabile al secondo piano del casale con vista sulla cascata dell’Acquilonaccio. Da qui si partecipa alla challenge social promossa dal consiglio comunale dei giovani e ad una simpatica catena floreale promossa da vari ragazzi dei gruppi con l’hashtag #Pugnaloni.

Per chi volesse partecipare, fosse in cerca di ispirazione o semplicemente desidera onorare la festa sfogliando tutte le opere sin qui realizzate può approfittare della pubblicazione in Pdf del quarto numero de “I quaderni del Simulabo” che copre un arco temporale dal 1894 al 2005.

Il catalogo sulla collezione del museo è destinato ad essere integrato virtualmente, proprio in questi giorni, con la pubblicazione di un database dei Pugnaloni realizzati tra gli anni 2006 e 2019, per preparare ad un’altra sorpresa, attesa per domenica 15 maggio, nel giorno stesso della ricorrenza della fioritura del ciliegio miracoloso con l’apparizione della Madonna del Fiore nel 1166. Da martedì 12 maggio, intanto, ha preso il via anche la #museumweek, festival culturale internazionale dedicato alle istituzioni presenti sui social media al quale il museo del Fiore aderisce proponendo immagini e materiali “non di arte in quarantena, ma di noi in quarantena e l’arte della natura fuori”.

Durante la chiusura – spiega il direttore, Gianluca Forti – abbiamo aperto virtualmente le porte del nostro museo per tenere compagnia ogni giorno ai nostri utenti su fiori, curiosità e piccoli laboratori. Da un laboratorio familiare che abbiamo proposto a tutti e ripeteremo il 13 giugno, abbiamo ricavato dei dati molto interessanti. Quando l’uomo lascia spazio inaspettato alla natura, per quest’ultima è veramente un attimo riappropriarsi degli spazi antropizzati e questi versi di uccelli (ma anche anfibi e insetti) registrati dalle famiglie di nostri amici e visitatori ce lo confermano”.

Simulabo


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14 maggio, 2020

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