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Civitavecchia - Ottimizzata la presenza dei volontari per garantire il benessere dei detenuti

“Asl Roma 4, revisionata l’organizzazione dell’Oss e ausiliario per la medicina penitenziaria”

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Carcere, una cella

Carcere, una cella

Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – Dal 30 marzo nella medicina penitenziaria casa circondariale, è stato assegnato un nuovo ausiliario per un totale di 20 ore settimanali. 

Successivamente la protezione civile ha istituito una unità socio sanitaria nazionale per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid 19 presso gli istituti penitenziari.

Gli Oss sono stati assegnati a ciascun istituto penitenziario del Lazio su indicazione del ministero Grazia e Giustizia.

Sono stati assegnati 8 Oss (4 per ogni sede penitenziaria) dal 4 maggio fino al 31 luglio per il contenimento e contrasto dell’emergenza Covid.

Degli 8 Oss reclutati hanno aderito 5 persone. 

Da questa mattina 20 maggio nei due istituti penitenziari afferenti alla Asl Roma 4, hanno preso servizio 5 Oss degli 8 assegnati a seguito della Ordinanza della Protezione Civile n. 665 del 22/04/2020.

Il Dapss (Dipartimento delle professioni sanitarie e sociali) in collaborazione con la direzione del distretto 1 e il direttore degli istituiti penitenziari, ha individuato specifiche attività di supporto per ottimizzare la presenza dei volontari che si sono dimostrati da subito entusiasti di sostenere e collaborare con la nostra Asl per il benessere della popolazione detenuta.

Il setting della medicina penitenziaria è particolarmente complesso poiché  è necessario  individuare i diversi approcci alla salute, decodificarli ed offrire contestualmente una chiara chiave di lettura per l’assistenza al detenuto.

L’orientamento è sicuramente quello di porre maggiore attenzione per i bisogni espressi dai detenuti rispetto a quelli della popolazione libera, visto che il detenuto, privato della libertà, si trova in una oggettiva posizione di svantaggio rispetto al cittadino comune.

L’Oss sotto la guida dell’infermiere, garantisce l’attuazione della  pianificazione individualizzata dei bisogni.

Altro aspetto da considerare è rivolto al fatto che la popolazione detenuta è multietnica e multiculturale, di conseguenza spesso è difficile condividere con qualcuno di altra cultura/etnia la nostra concezione di salute/malattia.

In questo scenario la presenza dell’Oss facilita il percorso assistenziale soprattutto in questa Fase 2 dell’emergenza, coadiuvando tutte le attività infermieristiche e finalizzate al raggiungimento del benessere psico fisico della persona in detenzione.

Asl Roma 4


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21 maggio, 2020

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