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Il giornale di mezzanotte - Giove - Danilo Guazzaroni dell’associazione Corteo storico: “Anche se fossero possibili gli spostamenti, preferiamo dedicarci a chi è stato colpito dal Coronavirus”

“Il Festival internazionale del folklore cancellato per aiutare la popolazione”

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Danilo Guazzaroni

Danilo Guazzaroni

Giove – (a.c.) – Cancellata la tredicesima edizione del Festival internazionale del folklore di Giove. Gli organizzatori dell’associazione Corteo storico hanno scelto di rinunciare all’evento, che tutti gli anni accoglie in Umbria gruppi provenienti da varie parti del mondo, per dedicarsi al volontariato a favore della cittadinanza colpita dall’emergenza economico-sanitaria del Covid e della zona rossa.

“A prescindere dalle limitazioni dovute ai divieti di assembramento, quest’anno non è proprio il caso di pensare al festival – dice Danilo Guazzaroni, presidente onorario del Corteo storico -. Preferiamo stare vicini alla popolazione in questo momento difficile, invece che impiegare risorse altrove”.

“Appena è iniziata l’emergenza Covid a Giove, circa 10 persone della nostra associazione hanno deciso spontaneamente d’iscriversi ai volontari che fornivano assistenza domiciliare ai cittadini – racconta Guazzaroni -. Ho dovuto addirittura bloccare due giovani che volevano anche loro dare una mano, ma non potevano perché minorenni”.

“Oltre che singolarmente con i vari membri del gruppo – continua Guazzaroni – abbiamo deciso di contribuire anche come associazione, devolvendo una somma di denaro in favore delle famiglie più in difficoltà”.

E poi la decisione di rinunciare al Festival del folklore, che il presidente del Corteo storico motiva con due ragioni: “Non solo perché sarebbe impossibile organizzare un evento internazionale con i decreti vigenti, ma anche perché ci sembrava eticamente scorretto andare a chiedere sponsor alle attività che stanno faticosamente cercando di rialzarsi dopo il lockdown”.

Guazzaroni ha provato anche direttamente l’esperienza del Coronavirus, che ha colpito due delle sue tre figlie. “Tutte e due erano totalmente asintomatiche, sono state sempre benissimo – racconta – per cui abbiamo vissuto con l’ansia che la situazione potesse aggravarsi o che qualcun altro di noi potesse essere contagiato, ma anche con lo spirito di affrontare l’isolamento come dei giorni di vacanza da goderci tutti insieme a casa. Chiaramente, però, io posso raccontarla con leggerezza solo perché noi siamo stati sempre bene”.


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24 maggio, 2020

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