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Mafia - Lo rivela giornalista Saverio Lodato intervistato durante la trasmissione Atlantide parlando delle famose "menti intelligentissime e raffinatissime" - VIDEO

“Giovanni Falcone mi fece il nome di Bruno Contrada”

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Bruno Contrada

Bruno Contrada

Il giornalista Saverio LodatoIl giornalista Saverio Lodato

Il giornalista Saverio Lodato

Bruno Contrada

Bruno Contrada

Roma – “Giovanni Falcone mi fece il nome di Bruno Contrada”. Lo rivela il giornalista Saverio Lodato durante l’intervista nella trasmissione Atlantide condotto da Andrea Purgatori.

Il giornalista Saverio Lodato incalzato dalle domande di Purgatori ha parlato di un colloquio con Falcone con cui era in confidenza tanto da dargli del tu.

Un colloquio nel quale Falcone fece riferimento alle “menti intelligentissime e raffinatissime” di cui aveva parlato dopo l’attentato all’Addaura, la villa al mare in cui si recava.

Purgatori incalza il giornalista dicendo: “Certamente tu avrai chiesto i nomi”.

“Certo – replica Lodato -. Gli chiesi chi fossero le ‘menti intelligentissime e raffinatissime’ che avevano guidato la mafia e a cui lui aveva fatto riferimento dopo il fallito attentato dell’Addaura. Fui molto insistente. Il nome era quello del dottor Bruno Contrada (ex capo della polizia di stato, già capo della mobile di Palermo, ndr). Ma mi diffidò dallo scriverlo. E mi disse “se tu scrivi il nome di Bruno Contrada attribuendemelo e dicendo che io ti ho detto che è un personaggio del quale non ho grande stima e grande fiducia tu con me non avrai nessun tipo di rapporto””. Purgatori dopo aver ripercorso per grandi linee la vicenda giudiziaria di Contrada chiosa: “Questo nome che tu stai facendo apre uno squarcio per la prima volta su queste “menti raffinatissime e intelligentissime””.

“Di fronte ad uno stato d’animo, di fronte a un uomo che era consapevole di un conto alla rovescia per lui – ricorda Lodato -, io lo incalzai su quel nome e quei nomi visto che lui parlava al plurale. Lui vedeva una mano di pezzi dello stato e delle istituzioni. Lui già non credeva più da tempo che la mafia avesse decapitato un classe dirigente da sola senza che lo stato italiano fosse in grado di opporsi”

“Falcone aveva capito che si trovava in un gioco più ampio, quella che successivamente sarebbe emersa come trattativa Stato-Mafia – ha detto Lodato -. Oggi, 28 anni dopo, sollecito l’apertura degli archivi italiani e americani sulla trattativa Stato-Mafia, per onorare la memoria di Falcone. È per questo ho raccontato questo fatto che Falcone mi disse bonariamente”.

Durante la trasmissione ha telefonato in diretta l’avvocato di Contrada, Stefano Giordano, rivendicando l’innocenza del suo assistito e accusando Purgatori di faziosità e di non essere in grado di fare del giornalismo e in particolare del giornalismo giudiziario. 


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21 maggio, 2020

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