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Economia - Il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello in un'intervista ad Agenzia nova

“Il nome rilancio per questo decreto è improprio”

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Filippo Tortoriello

Filippo Tortoriello

Roma – “Il nome rilancio per questo decreto è improprio”. Così il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello in un’intervista ad Agenzia nova a pochi giorni dall’avvio della Fase 2 dell’emergenza.

“Questo decreto viene impropriamente chiamato rilancio – continua il presidente degli industriali -, se uno è in una difficoltà economica e non sta in un’associazione come la nostra, che ti guida, si trova in una selva di articoli assolutamente incomprensibili.

Se uno si fermasse alle dichiarazioni del premier penserebbe che sono state messe in campo tante risorse, ma nessuna di queste risorse è finalizzata al rilancio, sono risorse finalizzate a dare una mano nell’emergenza.

Il decreto rilancio dentro non ha nessuna iniziativa che vede il rilancio, mi sarei aspettato l’avvio di tutti i cantieri con la nomina di commissari. Gli eco bonus e i sisma bonus sono limitati ai condomini e alle prime case, invece rilancio significa riempire le citta’ di gru e non mettere limiti di tempo”.

Sulla cassa integrazione: “non è arrivata, le imprese dove hanno potuto sono intervenute ad anticipare, ma l’obiettivo di dare liquidità alle aziende non è stato raggiunto”.

Per Tortoriello, continua l’articolo,  da parte del governo c’è “buona volontà ma ci sono grandi difficoltà nel concreto, c’à una grande dispersione di risorse”.

Infine, “Dalle dichiarazioni del presidente Nicola Zingaretti comprendiamo che finalmente siamo di fronte a uno sblocco ma attendiamo i fatti. La Regione Lazio nonostante abbia sulle spalle una situazione economica drammatica, perché ha un debito sulla sanità per il quale paga 1,1 miliardi l’anno, sta facendo sforzi incredibili per mettere in piedi percorsi per stare accanto alle imprese” e “il tema infrastrutturale è assolutamente sentito e si stanno creando i presupposti per il rilancio”.


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22 maggio, 2020

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