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Cronaca - Lo dice Stefano Fiaschini, titolare di un'agenzia immobiliare in paese: "A sorpresa, dal 4 maggio le richieste di appuntamenti sono aumentate del 25%"

“Dopo la zona rossa, è boom di gente che vuole comprare casa a Giove”

di Alessandro Castellani
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Stefano Fiaschini

Stefano Fiaschini

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Stefano Fiaschini

Giove – Alla faccia della zona rossa. Dopo la riapertura del 4 maggio, coincisa anche con la fine dell’isolamento totale del comune, a Giove c’è stato “un aumento del 25% della richiesta di appuntamenti per acquistare case”. Lo racconta, sorpreso lui stesso, Stefano Fiaschini, titolare dell’omonima agenzia immobiliare sulla via centrale del paese.

“Io temevo che i 24 giorni di zona rossa, che hanno portato Giove al centro delle cronache, potessero aver allontanato i possibili clienti – dice Fiaschini -. Invece, fin dal primo giorno della riapertura, sono arrivate in agenzia telefonate di persone che cercano casa proprio qui, ancora più che nei paesi vicini come Attigliano, Lugnano o Penna in Teverina. Un boom che non ci aspettavamo”.

“Il fatto che questo comune sia stato zona rossa non sembra essere un fattore – continua l’agente immobiliare -. C’è stato qualcuno che ha chiesto informazioni a riguardo, ma va anche detto che l’intera popolazione di Giove è stata sottoposta a test sierologico, per cui oggi questa città è da considerarsi più sicura di altre dove non sono stati fatti gli stessi controlli”.

Fiaschini spiega che “l’80% delle richieste arriva da persone che vivono nella zona di Roma e che, nella maggior parte dei casi, cercano case di prezzo medio-alto, tra 100mila e 180mila euro. Investimenti che di solito si fanno per un’abitazione dove si vuole andare a vivere stabilmente, non per una seconda casa”.

Fino alla riapertura degli spostamenti tra regioni, Fiaschini non può organizzare appuntamenti e approfondire la conoscenza della clientela, ma intanto prova a studiare il fenomeno. “Credo che sia una conseguenza del lockdown – dice – perché tutti quelli che vengono da Roma ci chiedono una casa che abbia pertinenze esterne, come un terrazzo o un giardino. Chi ha vissuto la quarantena dentro un appartamento in città ha sicuramente sofferto molto più di chi ha avuto la possibilità di un piccolo sfogo all’aperto, quindi immagino che adesso si stia cercando un nuovo modo di abitare”.

Alessandro Castellani


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23 maggio, 2020

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