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“Il test per il Coronavirus toglie ai pazienti ogni tipo di dubbio”

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Il centro polispecialistico Giovanni Paolo I [3]

Il centro polispecialistico Giovanni Paolo I

Viterbosponsorizzato – I vantaggi del test per il Coronavirus sono molteplici e partono dall’alta affidabilità dei risultati.

Le strutture che possono effettuarlo sono poche e tra queste, nella Tuscia, c’è il centro polispecialistico Giovanni Paolo I Srl [4], attivo da 11 anni e in continua espansione.

“A breve, infatti, è prevista l’inaugurazione del reparto di diagnostica per immagini completa di Rx digitale, OPT Cone beam, Tac cone e senza mezzo di contrasto, mammografia e risonanza magnetica total body aperta ” spiegano i dottori Gianpaolo Zarletti e Massimo Tiberi, titolari del centro in via Garbini.

Le prenotazioni per il test per il Coronavirus sono aperte dal 23 aprile e i clienti stanno rispondendo ampiamente sia per i prelievi in laboratorio che per il servizio a domicilio. Dall’11 maggio il centro è inoltre tornato agli orari normali: dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30, il sabato dalle 8 alle 11. Il tutto per garantire ai clienti tempi di attesa minori e massima flessibilità.

Ci spiegate cosa sono i test sierologici e cosa significa sieroprevalenza?
“A differenza del tampone, che rileva la presenza dell’RNA virale nel cavo naso/orofaringeo, il test sierologico valuta la presenza di anticorpi IgG e IgM circolanti nel sangue. Quindi con un semplice prelievo si può capire se si è venuti in contatto con il Coronavirus. Quando si presenta un’infezione, come quella da Coronavirus, interviene dapprima il sistema immunitario innato, che è formato da molecole quali le citochine ed il complemento, il quale ha la funzione di lisare (ossia disgregare) il patogeno che la ha causata e stimolare il sistema immunitario adattativo o cellulo-mediato, in poche parole i leucociti (globuli bianchi). Tutto ciò porta alla comparsa dei processi infiammatori tipici quali: innalzamento della temperatura corporea, infiammazione ecc.  e, attivando tutto il sistema immunitario, stimola i linfociti B a reagire all’infezione e produrre anticorpi. Questi ultimi in particolar modo riconoscono il virus come un estraneo e innescano una reazione intracelluare che porta alla produzione di anticorpi IgM. Le IgM circondano il virus (processo detto opsonizzazione) e richiamano il sistema del complemento che stimolando i macrofagi a fagocitare il patogeno e presentarlo ai linfociti fanno sì che questi inizino a produrre anticorpi specifici detti IgG. In poche parole fanno in modo che il virus venga sconfitto. Mentre le IgM compaiono in 4-5 giorni, le IgG compaiono dopo 10-15 giorni. Il test misura entrambi gli anticorpi”. Per sieroprevalenza si intende l’indagine delle IgG per valutare i livelli di eventuale immunizzazione tra la popolazione italiana.

Che differenza c’è tra il test rapido e test sierologico?
“Il test rapido ha il vantaggio di essere più economico e veloce nella sua esecuzione rispetto al test ELISA. Dà un risultato qualitativo (positivo o negativo, ndr) ma non dà nessuna informazione sulla quantità di anticorpi IgG e IgM presenti nel circolo sanguigno. Il test sierologico ELISA ha il grande vantaggio di essere enormemente accurato e sensibile. Il risultato è quantitativo quindi restituisce valori precisi di anticorpi IgG ed IgM. Precisiamo che il  test ELISA da noi utilizzato è approvato dal ministero e dalla regione Lazio”.

Cosa ha stabilito la regione Lazio con il decreto e cosa significa essere parte dell’elenco?
“Che il cittadino può partecipare ad un’indagine di sieroprevalenza in forma volontaria per valutare i pazienti che hanno avuto contatto con il virus e l’hanno superato. Il protocollo regionale prevede la stesura mensile della lista laboratori che possono effettuare questo test. Nella provincia di Viterbo siamo in pochi, specialmente per il test ELISA che ha un’affidabilità del 99,9%. Noi siamo pronti, appena uscirà, anche a effettuare il test in chemiluminescenza (CLIA)” La Regione ha stabilito di effettuare il dosaggio delle IgG e in caso di positività il paziente deve contattare il proprio medico di medicina generale che provvederà ad informare il centro anti-covid della ASL che effettuerà il tampone al paziente. In caso di esito negativo del tampone, il paziente è da considerarsi un paziente guarito e presumibilmente protetto da altro contagio. Ad oggi però non esistono dati sulla durata nel tempo dell’immunizzazione” 

E’ importante fare insieme i test IgG e IgM?
“Assolutamente sì. E’ consigliato effettuarli entrambi perché la combinazione dei dati può fornire con più certezza il quadro della situazione. Per fare alcuni esempi pratici: se un paziente risulta IgG e IgM positivo ha un’infezione virale in corso ma sta sviluppando immunità specifica, se è IgM positivo e IgG negativo significa che è in fase acuta e in caso di assenza di sintomi è fondamentale per scovare tutti i pazienti appunto positivi asintomatici che potrebbero essere fonte inconsapevole di contagio, se è IgG positivo e IgM negativo è presumibilmente guarito  ed è molto più resistente a un eventuale nuovo incontro con il virus. Il test toglie ogni tipo di dubbio”.

Le aziende possono eseguire il test ai propri dipendenti?
“Certo. Per loro è molto importante perché fornisce un quadro preciso della situazione interna. Accertare la presenza di dipendenti asintomatici positivi può evitare lo sviluppo di un focolaio mentre la presenza di dipendenti IgG positivi ed IgM negativo è una sorta di rassicurazione per l’azienda, anche perché non esiste una carta d’immunità vera e propria. Anche in questo senso il test aiuta a fornire tutte le rassicurazioni del caso. Abbiamo inoltre previsto un servizio domiciliare anche presso le sedi delle aziende effettuato da personale qualificato, che attuando una procedura assolutamente controllata, garantisce il rispetto di tutte le norme in materia di sicurezza e privacy, abbiamo anche deciso di applicare tariffe dedicate alle aziende in base al numero di dipendenti, per andare incontro alle esigenze di tutti senza speculazioni rispettando sempre i nostri principi morali ed etici che ispirano costantemente il nostro operato”.

Come è stata la risposta delle persone fino ad ora?
“Ottima. In tanti hanno prenotato ed effettuato il test sia in laboratorio che a casa. Stiamo riuscendo ad accontentare tutti grazie all’organizzazione quotidiana. Nella nostra sede evitiamo gli affollamenti e il feedback dei clienti, che hanno risposto con grande educazione e sensibilità, è più che positivo.

Come avete organizzato gli accessi alla vostra struttura?
“In parte eravamo già attrezzati grazie al sistema di ricambio dell’aria con filtrazione Hepa. L’ingresso del pubblico è scaglionato sia per i test che per tutte le altre attività. Abbiamo previsto anche un sistema di monitoraggio automatico che rileva la temperatura e la presenza della mascherina. L’obiettivo è tutelare la salute dei pazienti e degli operatori”.


FAQ – domande frequenti

Posso farlo a casa?
Si. E’ possibile effettuare il prelievo a domicilio, pagando un piccolo sovrapprezzo.

Come si esegue?
Il test si effettua con un semplice prelievo di sangue, non necessita di digiuno a meno che non si vogliano effettuare anche altre analisi.

Quanto costa?
Il costo è di 30 euro per il test rapido e 60 euro per il test sierologico ELISA IgG + IgM e 25 euro per il test sierologico ELISA per le sole IgG (detraibile dalle tasse). Tutte le tariffe sono comprensive di prelievo presso il nostro centro.

Tempi di refertazione?
Per il test rapido la refertazione è in giornata. Per il test sierologico 4 – 6 giorni lavorativi.

Chi dovrebbe fare il test?
Il test è indirizzato a tutti in particolare anziani, bambini e persone con fattori di rischio quali ipertensione, patologie cardiovascolari, obesità, diabete, patologie a carico del sistema respiratorio, nonchè gli immunodepressi.

Ci sono priorità?
Anziani, bambini e persone con fattori di rischio quali ipertensione, patologie cardiovascolari, obesità, diabete, patologie a carico del sistema respiratorio, nonchè gli immunodepressi.

Cosa scopro con il test?
Il dosaggio delle immunoglobuline IgG/IgM fa capire se il paziente ha già avuto il contatto con il virus e quindi immunizzato (IgG positivo) oppure se è in fase acuta (IgM positivo). Ovviamente sapere che una persona risulta essere IgG positivo e IgM negativo (ancor più se asintomatico) la rende un soggetto più resistente ad un nuovo eventuale incontro con il virus e quindi più tranquillo a circolare o a tornare a lavorare quando sarà consentito.

Potrebbe essere necessario ripetere il test?
In caso di IgM positive è consigliato ripetere il test a distanza di 30 giorni.

Come è possibile pagare il test?
In sede è possibile pagare tramite carte e contanti, a domicilio tramite bonifico anticipato o contanti, direttamente all’infermiere che avrà con se la fattura.

Affidabilità?
L’affidabilità è del  96% per il test rapido e del 99,9% per il test ELISA.

Falsi negativi?
La possibilità di un falso negativo è remota e può avvenire nel caso in cui il test venga eseguito appena dopo un contatto con il virus, prima che si possano essere formate le prime immunoglobuline IgM (che di norma compaiono dopo 3/4 giorni dal contatto con il virus).


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