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Cultura - La tradizionale processione è in programma domani ma prevede solamente il trasporto dell'immagine su un mezzo

Viterbo celebra la Madonna Liberatrice

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Viterbo - La festività della Madonna Liberatrice

Viterbo – La festività della Madonna Liberatrice

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 31 maggio Viterbo tributerà solenni onoranze a Maria Santissima Liberatrice, Protettrice della Città.

La tradizionale processione con la sacra Effige, a motivo della pandemia, si terrà solamente con l’accompagnamento su automezzi delle autorità religiose e civili e da una rappresentanza della delegazione della Tuscia e Sabina del sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio.

Alle 18, dopo l’indirizzo di saluto tenuto dal sindaco Giovanni Arena e la rievocazione storica da parte del priore della comunità agostiniana, P. Juraj Pigula in piazza del Plebiscito, il corteo, con il consueto itinerario, raggiungerà il Santuario mariano cittadino della Santissima Trinità.

Subito dopo, nel chiostro rinascimentale dello storico complesso conventuale, Lino Fumagalli, vescovo diocesano, presiederà una solenne concelebrazione con il clero regolare e secolare. Al termine, il presule consacrerà la città dei Papi alla Madre di Dio, ricorrendo il VII centenario del culto pubblico del popolo viterbese alla Liberatrice.

Il culto verso la Liberatrice rappresenta la più antica devozione mariana dei viterbesi, poiché è da sette secoli che essi invocano sotto questo titolo la Madre di Dio nella Chiesa della Santissima Trinità.

Essa cominciò ad essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Madre di Dio alla città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da gravi discordie civili : come riferito dalle cronache del tempo, i viterbesi ritrovarono la tranquillità e la pace ai piedi della Madonna, da quel momento proclamata loro Liberatrice.

Per solennizzare tale consacrazione, la magistratura, postasi a capo del movimento popolare, fece dono al santuario di una riproduzione in argento della città. L’interesse costante del comune di Viterbo per la sua Liberatrice è confermato dagli antichi statuti, e quello del 1344 stabiliva che la sua festa si celebrasse ogni anno , con tutte le modalità che si osservavano nelle più grandi solennità, il lunedì di Pentecoste.

Con la caduta del potere temporale dei Papi, a motivo dell’opposizione della giunta liberal-massonica la processione venne interrotta dopo cinque secoli e mezzo.

Nel 1945, su iniziativa del vescovo Adelchi Albanesi, venne ripreso il tradizionale corteo religioso con l’intervento delle autorità municipali.

Nel 1984 il Pontefice Giovanni Paolo II, recentemente canonizzato, sostò in preghiera dinanzi all’altare della Madonna e confortò gli ammalati riuniti nell’attiguo chiostro rinascimentale.

Roberto Saccarello


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30 maggio, 2020

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