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Viterbo - Il 27 giugno l’Altro circolo-Centro culturale di iniziativa omosessuale dedica il flash mob per il Pride 2020 alla giovane morta suicida il 14 giugno in Canada dove aveva chiesto asilo per il suo orientamento sessuale

“Alzeremo le bandiere arcobaleno in memoria di Sarah Hijazi”

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Sarah Hijazi

Sarah Hijazi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Altro circolo-Centro culturale di iniziativa omosessuale dedica il Flash Mob per il Pride 2020 alla giovane Sarah Hijazi, morta suicida il 14 giugno in Canada dove abveva chiesto asilo per il suo orientamento sessuale.

Nell’ottobre del 2017 Sarah e un suo amico avevano sventolato una bandiera arcobaleno in occasione del concerto dei Mashrou Leila, un famoso gruppo libanese, il cui cantante è dichiaratamente gay. Per questo gesto vengono entrambi arrestati.

Durante i mesi in prigione Sarah ha subìto violenze fisiche e psicologiche.
Una volta rilasciata, Sarah continua a ricevere disprezzo perché lesbica e perché atea.

Decide dunque di andar via dalla sua terra e fare domanda di protezione internazionale in Canada, dove continua a fare attivismo e a richiedere la scarcerazione delle altre persone LGBTI nel suo paese.

Dopo aver lottato con tutte le sue forze Sarah Hijazi si è suicidata. Nella lettera lasciato una lettera prima di morire ha scritto: “Ai miei fratelli, ho provato a sopravvivere ma ho fallito. Ai miei amici, l’esperienza è stata dura e io ero troppo debole per lottare. Al mondo, sei stato davvero crudele, ma io ti perdono”.

Nella sua ultima foto pubblicata sui social, distesa su un prato in una giornata di sole, Sarah scriveva: “Il cielo è più bello della terra! E io voglio il cielo e non la terra”.

In Egitto, pur non essendoci una legge che criminalizzi esplicitamente i comportamenti omosessuali o le identità trans, le persone LGBTI vengono arrestate e torturate.

Il 27 giugno dalle 17.30 nella sede de L’Altro circolo –Centro culturale di iniziativa Omosessuale –Via Igino Garbini 51/2 Viterbo alzeremo le bandiere arcobaleno in memoria di Sarah e tutte le attiviste e gli attivisti arrestati, torturati e uccisi dalla lesbo-omo-bi-transnegatività e a tutte le persone richiedenti asilo e rifugiate LGBTI, affinché possano ricevere accoglienza nelle nostre comunità, nel rispetto della complessità delle loro identità intersezionali.

L’Altro circolo –Centro culturale di iniziativa Omosessuale


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25 giugno, 2020

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