Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Fase 3 - Fondazione Symbola e Ifel Anci presentano 44 itinerari per rilanciare il turismo dei 5mila piccoli comuni - Il territorio viterbese è presente con la Via Francigena, la Via Romea Germanica e la Via Amerina - Il ministro Dario Franceschini alla presentazione: "In Italia si deve puntare sul turismo sostenibile"

La Tuscia inserita nel rapporto “Piccoli comuni e cammini d’Italia”

Condividi la notizia:

Roma – (s.s.) – Un’autostrada naturale che collega i piccoli comuni d’Italia lungo 15mila chilometri.

E’ il rapporto “Piccoli comuni e cammini d’Italia” redatto da Fondazione Symbola e Fondazione Ifel Anci, illustrato ieri in video conferenza stampa dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, dal presidente del consiglio nazionale dell’Anci Enzo Bianco e dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

“In Italia si deve puntare sul turismo sostenibile – ha spiegato Dario Franceschini durante la presentazione -. Non su quello ‘mordi e fuggi’. E’ già da tempo che si lavora al progetto di decongestionare le grandi città a favore dei piccoli centri. C’è un reticolo di cammini fantastico che tocca quasi tutte le regioni italiane. Rilanciarlo è un grande progetto culturale, ma anche economico. E’ una grande opportunità”.



“Piccoli comuni e cammini d’Italia” è un viaggio composto da 44 itinerari lungo 15.400 chilometri che si snodano tra la penisola e le isole. Attraversa 1.435 comuni di cui 944 piccoli e incontra oltre 2mila beni culturali e 179 produzioni dop/igp. In Italia i piccoli comuni (con popolazione pari o inferiore ai 5mila abitanti) sono 5.498 su un totale di 7.914. Rappresentano dunque il 69,5% del totale.

Gli scenari sono variegati come il territorio italiano. Attraversano parchi, fiumi e boschi, costeggiano laghi e zone umide, raggiungono borghi, abbazie, santuari, monasteri, fortezze e castelli. Sono presenti itinerari regionali come il sentiero Liguria e il viaggio nella storia d’Abruzzo ma anche cammini interregionali come la Via Francigena.



Proprio la Via Francigena è una delle tre protagoniste che attraversano la Tuscia lungo i territori di Acquapendente, Bagnoregio, Bolsena, Capranica, Grotte di Castro, Montefiascone, Monterosi, Nepi, San Lorenzo nuovo, Sutri, Vetralla e Viterbo.

“Cammino per eccellenza – si legge nel rapporto -, ha rappresentato per secoli la principale direttrice tra il nord e il sud Europa, consentendo ai pellegrini di recarsi a Roma per visitare la tomba di Pietro e ai crociati di attraversare l’Italia per raggiungere il porto di Brindisi, da cui si partiva per la Terra Santa. Il percorso prevedeva alcune varianti, ma per il tratto che dall’Inghilterra arriva fino a Roma è stato possibile stabilire con precisione le tappe del cammino lungo 2312 chilometri grazie all’itinerario di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che nel 990, dopo essersi recato dal Papa, descrisse le tappe del suo viaggio di ritorno in un diario. Dal valico del San Bernardo a Roma, la Via Francigena misura 1044 chilometri e attraversa sette regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Dei 145 interessati dal cammino, ben 81 sono piccoli comuni”. 



Gli altri due cammini che passano per la provincia di Viterbo sono la Via Romea Germanica (Bagnoregio, Capranica, Lubriano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Sutri, Vetralla e Viterbo) e la Via Amerina (Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Gallese, Nepi, Orte e Vasanello).

“Nota anche come Via di Alemagna o Via Teutonica, la Via Romea Germanica è lunga 2271 chilometri e congiunge Stade a Roma – si legge nel rapporto -. Percorre lo stesso tracciato descritto dall’abate Alberto e prima di giungere in Italia passa per la Germania e l’Austria. Nel nostro paese, in 1020 chilometri dal Brennero a Roma, la Via Romea Germanica attraversa sei regioni, incrociando 117 comuni, di cui la metà piccoli”.



“La Via Amerina, che prende il nome dall’antica città di Ameria, l’attuale Amelia, venne costruita dai Romani nel 240 avanti Cristo su precedenti tracciati usati dai Falisci e dagli Umbri, che arrivavano fino all’Adriatico – conclude il rapporto -. Oggi è possibile percorrere una parte dell’antica strada romana grazie al cammino della Luce, 220 chilometri da Perugia a Roma che attraversano l’Umbria e il Lazio. I comuni toccati dal cammino sono 23, di cui otto piccoli”.

Samuele Sansonetti


Condividi la notizia:
19 giugno, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR