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Tribunale - Assolto dall'accusa più grave un quarantenne denunciato dalla ex - E' stato condannato a una multa di 300 euro per le frasi intimidatorie

“Sei una madre schifosa, ti faccio levare le figlie”, furono minacce non maltrattamenti

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Violenza sulle donne - foto di repertorio

Violenza sulle donne (foto di repertorio)

Samuele De Santis

Il difensore Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – “Sei una madre schifosa che vale meno di zero, ti faccio levare le bambine”. Furono minacce ma non maltrattamenti in famiglia per il giudice di primo grado. “Maltrattamenti e stalking spesso vivono di una presunzione di colpevolezza”, commenta la difesa.

E’ stato assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa più grave, quella di maltrattamenti in famiglia, e condannato a una multa di 300 euro per il solo reato di minacce l’ex compagno di una 35enne che lo ha denunciato l’anno scorso al termine di una burrascosa convivenza.

La coppia, residente in un centro dell’Alta Tuscia, è stata insieme tre anni, dal 2016 al 2019, durante i quali sono nate tre bambine, la primogenita nel 2017 e poi due gemelline, che erano ancora nella pancia della mamma quando la donna ha sporto le prime due denunce, poi ritirate.

Il giudice Giacomo Autizi, chiudendo giovedì il processo disposto col giudizio immediato, non ha ravvisato gli estremi per condannare l’ex compagno della donna per maltrattamenti, un quarantenne, infliggendogli una pena lieve per le minacce. La donna si era costituita parte civile al processo. 

“Con tanta fatica e coraggio stiamo piano piano aprendo una strada di giustizia per i reati di maltrattamenti e stalking che sono all’ordine del giorno e spesso vivono di una presunzione di colpevolezza”, sottolinea il difensore Samuele De Santis, che assiste l’imputato. 

Il giudice ha anche revocato la misura del divieto di avvicinamento dell’uomo alla ex, in concomitanza con il quale era stata disposta anche la frequentazione in modalità protetta delle figlie, per venti minuti a volta alla presenza di un’assistente sociale. 

Subito dopo Pasqua dell’anno scorso, e dopo avere trascorso un periodo a casa della madre, la presunta vittima ha gettato la spugna, chiedendo la separazione, per la quale il giudice civile ha disposto una perizia su entrambi i genitori, per l’affidamento delle bambine, disponendo che entrambi seguissero un percorso psicologico. Ma a giugno 2019 la situazione sarebbe precipitata e la ex ha denunciato l’imputato per due episodi avvenuti nel giro di pochi giorni, il 15 e il 26 del mese.

Il 15 giugno 2019, una domenica, riportandole la primogenita, l’ex compagno le avrebbe tirato dentro il portone i pannolini che aveva comprato lui per la piccola, insultandola con le solite frasi intimidatorie, ovvero “ti ammazzo, bastarda”, “tu sei una pazza”, “sei una madre schifosa”, “ti faccio levare le bambine”, e rompendo la serratura a spallate, mentre lei era barricata dentro con la bimba addormentata in braccio che si sarebbe svegliata di soprassalto, scoppiando in un pianto dirotto per la paura.  

Il 26 giugno, vedendo sotto casa della ex delle biciclette, una del compagno di mia madre, l’avrebbe minacciata: “Vedo che hai ospiti, dì ai tuoi amici che li prenderà tutti sotto con la macchina, io non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra”. Minacce, non maltrattamenti, sia per la difesa che per il giudice di primo grado. 


Articoli: “Sei una madre schifosa che vale meno di zero, ti faccio levare le bambine” –  “Io non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra”

 


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27 giugno, 2020

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