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Mafia viterbese, chiesta l’assoluzione e l’immediata scacerazione del boss Ismail Rebeshi

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Ismail Rebeshi [3]

Ismail Rebeshi

Roberto Afeltra [4]

Roberto Afeltra

Il pm Fabrizio Tucci [5]

Il pm Fabrizio Tucci

L'avvocato Giuseppe Di Renzo [6]

L’avvocato Giuseppe Di Renzo

Viterbo – Mafia viterbese, chiede l’immediata scarcerazione per decorrenza dei termini per la contestazione a catena con l’arresto di novembre 2018 per droga la difesa del presunto boss Ismail Rebeshi. Non solo. Anche l’assoluzione da tutti reati che gli vengono contestati in seguito alla maxinchiesta della Dda di Roma.

“Il mio assistito è incensurato, non ha precedenti, non ha recidive, niente a che fare con associazioni di stampo mafioso e va assolto da tutti i reati che gli vengono contestati”, ha concluso dopo circa due ore di discussione l’avvocato Roberto Afeltra del foro di Roma, che assiste l’imprenditore 37enne d’origine albanese Ismail Rebeshi, tra i tredici arrestati dell’operazione Erostrato del 25 gennaio 2019. 

Erano circa le 17 quando si è chiusa l’udienza di ieri del processo ai dieci imputati di associazione di stampo mafioso che hanno scelto il rito abbreviato. Sono state nel frattempo rinviate a giovedì 11 giugno, dopo le repliche del pm Fabrizio Tucci, previste per le 9,30, le spontanee dichiarazioni di Rebeshi, dopo i che, salvo imprevisti, il gup Emanuela Attura si chiuderà in camera di consiglio per la sentenza.

Tucci replicherà solo sulla questione della utilizzabilità delle intercettazioni, sollevata dal difensore di Giuseppe Trovato, avvocato Giuseppe Di Renzo. Di Renzo, che con la collega Tiziana D’Agosto difende anche la compagna di Trovato, ha chiesto l’assoluzione di Fouzia Oufir: “Legata peraltro da un vincolo affettivo con l’imputato – sottolinea – motivo per cui tutte le condotte sono scriminate dalla convivenza more uxorio”. 


“Rebeshi voleva l’esclusiva delle serate danzanti per romeni”

Rebeshi,  titolare di fatto della discoteca Range Club di via della Palazzina a Viterbo e collaboratore nella gestione del night club Ninfea di Vetralla, secondo l’accusa, voleva il controllo dei locali da ballo per stranieri. In particolare, secondo il pm Fabrizio Tucci, avrebbe puntato a ottenere l’esclusiva dell’organizzazione, nel capoluogo, delle serate danzanti per cittadini romeni. Motivo per cui avrebbe preso di mira due imprenditori di nazionalità romena, che avevano stipulato un contratto di affitto dei locali della discoteca Theatrò, sulla Cassia Nord, concordando con Trovato le azioni da porre in essere e la manovalanza da impiegare per l’esecuzione degli atti intimidatori. 


Una testa di maiale e quattro d’agnello appese sull’ingresso del Theatrò

La banda, la notte tra il 30 settembre e il primo ottobre 2017, avrebbe mandato in frantumi con un sasso il parabrezza ed il vetro anteriore sinistro, nonché ammaccato in più parti la carrozzeria del furgone Volkswagen Crafter di una delle due vittime romene. La sera del 2 ottobre 2017 avrebbero percosso una ragazza, rimasta ignota, fuori dai locali della discoteca Theatrò dopo che gli era stato negato l’accesso da uno degli addetti alla sicurezza della discoteca, dando fuoco alla Porsche Cayenne dell’addetto alla sicurezza. Il 10 ottobre 2017 avrebbero collocato una testa di suino e quattro teste di agnello sgozzate sulla porta di ingresso della discoteca Theatrò. Il 22 ottobre 2017 avrebbero circondato una delle due vittime romene, intimandogli di non riaprire la discoteca, costringendo il rappresentante legale della società proprietaria della discoteca Theatrò, ad interrompere il rapporto di collaborazione per l’affitto dei locali per serate danzanti romene, così procurandosi un ingiusto profitto rappresentato dalla possibilità di indirizzare la clientela verso le discoteche di Vetralla e Viterbo gestite da Rebeshi. 


“Io vi rompo il culo, me la prendo anche con un bambino di un anno”

Secondo l’accusa, Rebeshi avrebbe minacciato le vittime con telefonate e messaggi di morte e di ritorsioni fisiche, se avessero aperto la discoteca e, successivamente, se non avessero immediatamente interrotto le serate danzanti rumene presso la discoteca Theatrò.

Tra i tanti messaggi “Ascolta a me, ascolta bene questo messaggio, te e chi c ‘hai vicino e chi c ‘hai intorno a te, e chi ti e chi ti fa montà la testa a te, io rompa il culo a più bello, chi voglio io hai capito, ricorda bene queste parole da un albanese, capito, io vi rompo il culo, questo messaggio te lo mando come testimonianza quando andrai dai carabinieri, ti rompo i! culo, uno . …. , vi rompo il culo, qualsiasi danno che combino, e vi strappo il culo, figli madri, pompini nati, cornuti infami che avete voi, vi strappo il culo, un giorno di galera non lo faccio, capito? Ricordati bene queste parole, ti rompo il culo a te tua madre tuo padre tutti quanti, stasera tu esci di casa e non entri più, ricordati bene queste parole o cornuto infame … “.

E ancora: “Comincia bello mio comincia, buon lavoro e buona fortuna, non c’è problema, capito?”. “Guarda, senti bene questa cosa che ti dico io, la prima vista dove ti vedo, con chi sta con la moglie con il figlio, con chi stai tu, io ti sbudello, ricordati bene queste parole, tu pensi che giochi con Erman?”. “Ti troverò io a te, a te non ti lascio in pace capito, che prima di tutto, prima di tutto devi chiedere permesso capito? “. “Aspetta, c ‘ho un fratello in galera, la mia galera ho fatto già cinque anni e mezzo capito? Ho perso tanti soldi sia dalla discoteca, altre attività, c’ho una madre di 70 anni che sta da sola, però quando vedrò quelli morti io non vi lascio in pace, non vi lascio in pace! Non solo con la discoteca, ma io me la prendo anche con un bambino di  un anno giuro! Perché mi avete rovinato tutto”. 

Silvana Cortignani


 – Mafia viterbese, la difesa del boss Giuseppe Trovato: “Inutilizzabili le dichiarazioni del pentito Dervishi” [7]


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