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Morte di Sestina Arcuri, la scena del crimine ricostruita in 3D

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri [3]

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Daniele Fabrizi e Serena Gasperini [4]

I difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini

Ronciglione - I Ris sul luogo della tragedia [5]

Ronciglione – I Ris sul luogo della tragedia

Ronciglione - I Ris sul luogo della tragedia [6]

Ronciglione – I Ris sul luogo della tragedia

Ronciglione – (sil.co.) – Morte di Maria Sestina Arcuri, oggi sfileranno per l’accusa gli specialisti del Ris di Roma che hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto, contribuendo, assieme ai medici legali che hanno eseguito l’autopsia sul corpo della presunta vittima, a portare in carcere e poi a processo davanti alla corte d’assise con l’accusa di omicidio volontario e omissione di soccorso il fidanzato Andrea Landolfi.

Il giovane è accusato anche di lesioni aggravate nei confronti della nonna Mirella Iezzi, parte civile con l’avvocato Gianluca Fontana, mentre i genitori e i due fratelli di Sestina sono assistiti dal legale Vincenzo Luccisano. 

Il pugile e operatore sociosanitario 31enne, difeso dagli avvocati Serena Gasperini e Fabrizio Nobili, è recluso a Rebibbia dal 25 settembre, arrestato a distanza di oltre sette mesi dalla notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, quando la parrucchiera 26enne originaria di un piccolo centro in provincia di Cosenza è precipitata dalle scale di casa della nonna di lui a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il weekend con il figlioletto dell’imputato.

Un incidente per la difesa, gettata dalla balaustra durante una lite secondo il pm Franco Pacifici, titolare del fascicolo col procuratore capo Paolo Auriemma. Landolfi avrebbe anche colpito la nonna ottantenne, giunta in soccorso della ragazza, rompendole tre costole. Dopo di che l’anziana, anche lei indagata per omissione di soccorso e abbandono di incapace, si sarebbe allontanata a piedi andando al pronto soccorso del Sant’Anna e poi facendosi accompagnare dal genero presso un ospedale romano, mentre Sestina sarebbe stata a casa agonizzante. Nell’abitazione anche il bimbo di appena cinque anni di Landolfi.

Si preannuncia un’udienza fiume, nel corso della quale è prevista la testimonianza del tenente colonnello Paolo Fratini del Ris di Roma, rinviata lo scorso 21 maggio quando è stata sollevata la questione se ammetterne o meno la relazione. La corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone ha deciso di non far entrare la relazione che secondo la difesa di Landolfi conterrebbe delle valutazioni, delle ipotesi alternative, decidendo di sentire comunque, ma rinviando la testimonianza all’udienza del 25 giugno, l’ufficiale dei carabinieri, anche se solo sui dati obiettivi, ovvero sulle rilevazioni del laser scanner, usato per ricostruire in 3D a 360 gradi la presunta scena del crimine. 

“Il colonnello potrà riportare solo lo stato dei luoghi – ricorda il difensore Gasperini – in quanto, essendo non un consulente ma un ufficiale di polizia giudiziaria, non può fare valutazioni. Deve descriverci una ‘foto’, senza alcuna valutazione. Lui ha ritenuto di fare i rilievi con la modalità del laser scanner, ci deve indicare le misure, come le ha prese, se, quando e quante sono”.

Sempre per il Ris di Roma, salvo imprevisti, oltre al tenente colonnello Paolo Fratini, saranno sentiti il  maggiore Luca Gasparollo, il maggiore Cesare Rapone e il luogotenente Vittorio Della Guardia, gli ultimi due consulenti del pm.

L’ultimo testimone in programma è invece un altro dei consulenti della procura, l’ingegnere pugliese Sergio Civino, considerato uno dei maggiori specialisti italiani nel settore della Digital Forensics, ovvero l’indagine di tutti i dispositivi in grado di memorizzare i dati digitali, già incaricato nel 2019 a Viterbo di passare al setaccio i cellulari ei filmati delle telecamere della videosorveglianza nel caso dello stupro di gruppo al pub di Casapound. 


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