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Covid-19 - L'assessore Orneli illustra il piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo

“Nel mese di giugno riapriremo tutto, insieme alle altre regioni

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Paolo Orneli

Paolo Orneli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “In questo mese di giugno riapriremo tutto, insieme alle altre regioni, ovviamente con linee guida validate dalla sanità, dal Cts (Comitato Tecnico Scientifico – composto da esperti e qualificati rappresentanti degli Enti e delle Amministrazioni dello Stato che supportano il Capo del Dipartimento della Protezione Civile nelle attività finalizzate al superamento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19).

Tra stasera e domani – ha detto l’assessore Paolo Orneli a margine dell’audizione in commissione regionale Attività produttive – faremo altre ordinanze”, con la “forte determinazione e volontà a lavorare con le altre regioni”.

L’assessore Paolo Orneli ha illustrato oggi in XI Commissione – Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione, presieduta da Marietta Tidei (Gruppo Misto), la Proposta di deliberazione consiliare n. 41 concernente l’approvazione con modifiche del Piano regionale di utilizzazione delle aree del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative, del Rapporto Ambientale e della Sintesi non Tecnica del Rapporto Ambientale.

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è uno strumento di programmazione e regolamentazione del bene demaniale per fini turistici, in un regime di compatibilità con gli obiettivi di tutela e salvaguardia dell’ambiente costiero.

Tutti i Comuni, ove necessario, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Pua regionale, devono adeguare il proprio Piano di Utilizzazione dell’Arenile o approvarne uno nuovo secondo le modalità indicate.

“Finalmente vediamo la luce di un adempimento che la Regione Lazio ha posto in essere sin dal 2007”, ha detto Orneli. “Il Pua regionale è un documento molto importante che dà indirizzi ai Comuni sul demanio marittimo per realizzare i Pua comunali. In realtà già nel 2015, con l’aggiornamento della legge regionale, si dava in capo ai comuni la possibilità di redigere i Pua comunali anche in assenza di Puar. Dal momento in cui questo atto verrà approvato i Comuni, entro termini stringenti, devono adeguarsi. Molti comuni lo hanno già fatto, sulla base delle indicazioni del Regolamento regionale approvato nel 2016, altri si devono aggiornare.

Si dà una certezza assoluta e in questo momento anche molto tempestiva. Siamo in un ambito in cui c’è la necessità di dover adempiere alla norma relativa al demanio marittimo contenuta nel DL Rilancio. Il Pua è un documento che entra nel merito e immagina un assetto anche trasformato del litorale del Lazio.

La Regione Lazio credo sia l’unica a prevedere l’obbligo per ciascun comune di avere almeno il 50 per cento del fronte mare destinato alla pubblica fruizione, abbiamo norme molto precise per varchi, visuali del mare, parchi. La gestazione del Pua regionale è stata molto lunga perché è stata fatta la Vas (valutazione ambientale strategica), completata qualche tempo fa, e oggi siamo a portare un elemento dotato di Vas all’approvazione definitiva del Consiglio regionale.

Altra previsione – ha proseguito Orneli – che fu decisa dal Consiglio del 2016, ogni comune deve definire degli ambiti omogeni e per ciascun ambito avere almeno il 20% di spiagge libere, quindi un doppio livello. Riguardo alle visuali del mare, il 50% deve essere garantita, quanto agli interventi di costruzione e ricostruzione le cabine, corpi accessori, devono essere tutti previsti in modo perpendicolare e non parallelo per non determinare ostruzioni alla visuale del mare. Anche le recinzioni non devono creare ostacolo alla visuale.

Laddove non sono previste spiagge libere, i Comuni devono prevedere varchi di accesso all’arenile nella misura di uno ogni 300 metri. C’è una delega ampia ai Comuni che devono disciplinare altri aspetti, come il distanziamento ombrelloni.

Altra innovazione molto importante, prevista già dal Regolamento del 2016, nel rilascio delle concessioni pluriennali agli stabilimenti balneari, alle aree con servizi, i comuni possono decidere anche la compartecipazione dei concessionari ad opere pubbliche – come la difesa della costa, i ripascimenti, la manutenzione del verde, la sistemazione del lungomare – che si considerano investimenti utili ai fini del calcolo della concessione pluriennale.

Anche qui siamo l’unica regione italiana ad avere una previsione di questo tipo che non è ancora stata pienamente attuata dal 2016 ad oggi per il fatto che siamo stati sotto Bolkestein (la discussa direttiva approvata dalla Commissione europea nel 2006 e recepita nel 2010, ndr) e quindi con l’incertezza relativa a come si rinnovano i titoli, ma una volta superato il problema della Bolkestein, è una cosa importantissima, molto apprezzata dai comuni di qualsiasi colore perché dà uno strumento di pianificazione enorme. Ci sono altre norme molto di dettaglio che possono fare i Comuni come destinare aree a colonie estive o servizi socioassistenziali, per la pratica dello sport – anche attraverso il riconoscimento di centri federali – al turismo naturista, per animali da compagnia”.

Si tratta, ha concluso Orneli, di “principi largamente condivisi dal Consiglio regionale – c’è stata un’ampia convergenza – che sono da un lato la diversificazione dei servizi, un valore nel momento in cui vogliamo rilanciare dal punto di vista economico il turismo balneare, dall’altra la destagionalizzazione, per un utilizzo degli impianti tutto l’anno.

Siamo dentro una totale continuità rispetto a quanto già approvato, approvando il Pua regionale diamo un grande segnale e ci assicuriamo che entro un certo periodo di tempo avremo finalmente regole omogenee e uniformi su tutto il litorale laziale. Ci sono ampi margini di crescita dal punto di vista economico.

Questo è il tempo giusto per arrivare all’approvazione di un atto molto atteso dalle amministrazioni, dalle associazioni di categoria su cui il Consiglio regionale può fare un grande lavoro”.

“Siamo a un grosso punto avanti con il Puar, per dare un sistema comune a tutto il Lazio”, ha detto Orlando Tripodi ricordando che “la Lega chiede da tempo un atto che preveda la proroga delle concessioni”, chiedendo di trasmettere delle linee guida alle pubbliche amministrazioni in questo senso.

“È fondamentale un piano del genere, vista anche l’importanza che riveste il demanio marittimo nella nostra regione”, ha detto Francesca De Vito (M5s) chiedendo come si  arrivati alla sua redazione.

“Sul tema delle concessioni al 2033 – ha riferito l’assessore – sono in contatto con tutte le regioni italiane, con il coordinatore sul demanio marittimo in conferenza delle regioni, Marco Scaiola, un esponente del centrodestra, e non mi risulta che ci sia un atto che le regioni hanno adottato per l’interpretazione nei confronti dei Comuni. Di questo me ne sto occupando quotidianamente. La norma nazionale però si rivolge direttamente ai Comuni.

Credo che sia necessario che i comuni abbiano un’unica modalità di attuare la norma del DL, non escludo che la Conferenza delle regioni promuova un qualche emendamento alla norma di conversione del decreto Rilancio.

Non c’è una possibilità che ci sia una divaricazione politica, vi confermo che c’è la volontà anche della Regione Lazio di essere utili a questo processo. Ci sono alcuni comuni del Lazio, come altri comuni italiani, che hanno avviato le procedure di proroga ma nessuno le ha ancora concluse.

Siamo disponibili eventualmente ad emanare una circolare interpretativa ma lo vogliamo fare in un quadro ordinato in cui la nostra circolare è la stessa che fanno in altre regioni perché riteniamo che questa sia una materia strategica, c’è la necessità di indirizzo uniforme in tutto il Paese. Dobbiamo stare nel dibattito nazionale che riguarda anche l’attuazione della norma del DL Rilancio sulle proroghe”.

Rispondendo a De Vito, Orneli ha precisato che si tratta di un Pua “largamente condiviso”. “Lo abbiamo iniziato a scrivere prima dell’approvazione del Regolamento regionale del 2016, quindi è un provvedimento blindato, direi chiuso, per modificare il quale dobbiamo tornare in consiglio regionale anche per modificare il Regolamento del 2016, cosa che ovviamente si può fare.

Tutti i comuni hanno già aderito al Regolamento. Se il Consiglio regionale vuole rivedere alcune cose non c’è nessun problema, ma dal punto di vista del consenso lo abbiamo già fatto con le audizioni del 2016. La differenza fondamentale con il Regolamento è che la legge 13 attribuisce i poteri sostitutivi in capo alla Regione nei confronti dei comuni inadempienti entro una certa data a partire dall’approvazione del Puar, ad oggi la Regione Lazio non ha poteri coercitivi.

Nessun c’è nessun comune inadempiente, o si sono già adeguati o si stanno adeguando, questo è il punto di arrivo di un percorso. E’ un Pua di trasformazione non che fotografa l’esistente, altrimenti non ci saremmo potuti occupare delle visuali, delle percentuali delle spiagge libere.

Il consiglio regionale ha la competenza e capacità di poterlo ulteriormente migliorare”, avvertendo però che se ci sono modifiche da fare sarebbe opportuno farle sul Regolamento del 2016 e non sul Puar, “altrimenti ci sarebbe bisogno di una nuova Vas, e allontanare nuovamente la scadenza dell’approvazione del Puar”.

All’audizione erano presenti anche il vice presidente della commissione Massimiliano Maselli (FdI), Silvia Blasi e Gaia Pernarella (M5s), Sara Battisti, Michela Califano, Enrico Forte e Marta Leonori (Pd).

La presidente Tidei ha quindi annunciato per martedì prossimo un’audizione sul sistema fiere in attesa della audizioni sul Pua. Mentre De Vito ha informato di aver presentato una mozione sui locali di intrattenimento “per venire incontro a questo settore lasciato un po’ ai margini, trainante per il nostro turismo”, chiedendo, come già fatto anche da Giancarlo Righini (FdI) di organizzare audizioni anche con questo settore.

“Nel prossimo fine settimana ci sarà un aggiornamento importante da parte conferenza delle regioni per linee guida che spero possano essere approvate su locali da ballo, discoteche, ecc. C’è un confronto anche con il CTS regionale”, ha detto Orneli, annunciando che sono al lavoro sulle linee guida anche nel settore degli eventi, matrimoni, congressi, fiere: “dobbiamo sbloccare anche quella partita”.

Consiglio regionale del Lazio


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3 giugno, 2020

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