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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Umberto Ciucciarelli del movimento Mascherine tricolore a piazza della Repubblica - Ervin Di Maulo: "Non abbiamo nulla a che fare con i gilet arancioni, abbiamo tutta un'altra idea di risposta politica alla crisi"

“Non staremo a guardare mentre fanno a pezzi l’Italia”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Viterbo – Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Viterbo - Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Viterbo – Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Ervin Di Maulo

Ervin Di Maulo

 

Umberto Ciucciarelli

Umberto Ciucciarelli

Viterbo - Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Viterbo – Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Cristina Valletta

Cristina Valletta

 

Valentina Rinaldi

Valentina Rinaldi

Viterbo - Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Viterbo – Le Mascherine Tricolori a piazza della Repubblica

Viterbo – “Non staremo a guardare mentre fanno a pezzi l’Italia”. Sesto sabato di protesta per le mascherine tricolori. L’appuntamento è nazionale e il movimento di Viterbo si è ritrovato a piazza della Repubblica. A distanza di sicurezza e con il tricolore in mano per manifestare il proprio dissenso nei confronti del governo Conte e delle sue politiche messe in campo per affrontare la crisi economica causata dal Covid-19.

A parlare per primo al megafono Umberto Ciucciarelli . “Siamo qui – ha spiegato – in rappresentanza di lavoratori, imprenditori, disoccupati, commercianti, genitori. Siamo qui con tutti quelli che non si arrendono e non accettano la dittatura sanitaria. Siamo qui per compiere un atto di libertà”. 

Una protesta che punta il dito contro un governo che, per il movimento, non sta aiutando adeguatamente gli italiani in questa crisi. “A quasi 3 mesi dall’inizio della quarantena, gli italiani non hanno visto aiuti – ha aggiunto Umberto Ciucciarelli -. Chi aspetta la cassa integrazione, chi è disoccupato, ci sono poi i lavoratori autonomi che aspettano ancora di ricevere il bonus, le famiglie che aspettano il reddito di emergenza, i commercianti che non aprono. Puntare il dito contro gli italiani e contro la movida è solo un modo per nascondere che questo è un governo di incapaci”.

Ciucciarelli ha poi spiegato alcune delle richieste delle mascherine tricolori. “Vogliamo – ha detto – una sanatoria per tutte le multe fatte in questo periodo di emergenza, lo stop alle tasse per tutto il 2020, la liquidità immediata per le famiglie, un piano di intervento straordinario per il turismo, aiuti massicci per bar e ristoranti, un piano per far ripartire la scuola e non con la supercazzola di quella a distanza. Non vogliamo un’emergenza prorogata per altri 6 mesi. Questo governo deve andare a casa. Non staremo a guardare mentre fanno a pezzi l’Italia. Ribellarsi oggi è un dovere”.

La parola è poi passata a Cristina Valletta, docente di scuola primaria. “La scuola era già problematica prima del Coronavirus. Avevamo le classi pollaio e corsi di aggiornamento non adeguati – ha detto -. Poi è arrivato il Covid-19 e siamo arrivati impreparatissimi alla didattica a distanza. Non per scarsa volontà ma perché non c’erano le basi per dare una risposta adeguata ai ragazzi. La ministra ci dice che a scuola ora si daranno i giudizi e non i voti. E cosa cambia? Nulla. Ci dicono che a settembre dovremo avere classi adeguate, ma l’edilizia scolastica è penosa e per fare adeguati interventi ci vuole tempo. E noi come li accogliamo i ragazzi? Azzolina ci dice che li facciamo entrare scaglionati e magari li mettiamo pure sottovuoto con il plexiglass. Queste non sono risposte adeguate. Non sono interventi che danno il senso di cambiamento della scuola. Noi a settembre non sappiamo come iniziare”.   

Valentina Rinaldi, che gestisce una pasticceria a Tuscania, ha poi parlato a nome delle partite Iva presenti in piazza. “Ci hanno fatto chiudere di corsa – ha detto -. Con la merce ancora nei negozi e senza nessuna garanzia. In questo periodo ci siamo sentiti umiliati. Quando il governo ti dà 600 euro e tu hai chiuso l’attività, bisognerebbe capire che con quei 600 euro ci mangi e basta. Siamo stati abbandonati. E il governo cosa fa? Regolarizza gli immigrati e abbandona noi. Questo non è il governo che rappresenta gli italiani e le partite Iva. Noi siamo l’apparato scheletrico dell’Italia, ma non ce la facciamo più. Chiediamo risposte dallo stato. Chiediamo di lavorare perché il lavoro è libertà”. 

In piazza della Repubblica un’ottantina di manifestanti. Presenti polizia, polizia locale e carabinieri.

Per uscire dalla crisi l’unica soluzione è la sovranità monetaria – ha detto di Ervin Di Maulo -. Noi non siamo più sovrani della nostra moneta. Si batte sempre il tasto sul prestito, sul debito e l’indebitamento delle future generazioni. Noi saremo sempre più poveri. L’euro è un mezzo per tenere a bacchetta i popoli e indebitarli. Verranno a fare le manovre correttive perché poi quando il debito salirà e non sarà sanabile, già non lo è, ci diranno di svendere i nostri beni. Il loro obiettivo è togliere la ricchezza all’Italia, privatizzarla e darla ai loro amici delle multinazionali. La crisi è dovuta da questo. Negli anni 80, anche se c’era più evasione fiscale e corruzione, eravamo la quarta economia del mondo perché avevamo l’Iri e avevamo gioielli come industrie italiane che producevano indotto nazionale di miliardi e miliardi di lire”. 

Poi la precisazione. “Noi non abbiamo nulla a che fare con i gilet arancioni e il generale Antonio Pappalardo – ha concluso Ervin Di Maulo –.Noi abbiamo tutta un’altra idea di risposta politica alla crisi”.

In chiusura l’anticipazione di un appuntamento nazionale, forse per la fine di giugno. E le mascherine tricolori hanno lasciato la piazza sulle note dell’Inno di Mameli. 

 

 


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7 giugno, 2020

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