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Vetralla - Cassazione - Condanna definitiva per un 29enne - La difesa: "Erano in cinque, non c'è prova che sapesse della droga"

Sull’auto con un chilo di hashish, un anno e 8 mesi

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Vetralla

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Vetralla – Confermata in via definitiva la condanna a un anno e otto mesi e 4mila euro di multa a un 29enne sorpreso con 24 panetti di hashish mentre era in auto con altre quattro persone una delle quali scappata alla vista delle divise.

Era stato arrestato quattro anni fa dai carabinieri di Vetralla, che lo hanno fermato mentre viaggiava in macchina con quasi un chilo di droga, il 4 febbraio 2016, nella frazione di Cura.

Il ricorso in cassazione è stato dichiarato inammissibile dai giudici di terzo grado che hanno confermato la sentenza d’appello del 18 luglio 2018.

Il 29enne, d’origine marocchina, è stato condannato a un anno e otto mesi, con lo sconto di un terzo del rito abbreviato, per la detenzione a fine di cessione di grammi 987,60 di sostanza stupefacente del tipo hashish contenente un quantitativo di principio attivo pari al 20,6% dal quale potevano essere estratte 8.151 singole dosi.

La difesa ha sottolineato, chiedendo l’annullamento della sentenza, l’incensuratezza dell’imputato: “Regolarmente soggiornante in Italia e che si guadagna onestamente i mezzi per vivere, semplice passeggero dell’auto (non di sua proprietà) nella quale era stata trasportata, a sua insaputa, la sostanza stupefacente, condannato senza la prova che fosse proprio lui l’autore del gesto con il quale uno degli occupanti l’autovettura si era disfatto della sostanza lanciandola dal finestrino”.

“La corte di appello – si legge nelle motivazioni – indica con estrema precisione gli elementi di prova dai quali risulta che fu proprio l’imputato a disfarsi dell’involucro contenente la sostanza”.

E ancora: “Il ricorrente non deduce il travisamento delle prove in base alle quali egli è stato identificato quale detentore della sostanza e autore del lancio dal finestrino, né allega i relativi verbali. Manca, dunque, qualsiasi correlazione tra i vizi genericamente denunciati e le ragioni poste a fondamento dell’atto impugnato”.


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3 giugno, 2020

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