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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Comune - Giancarlo Turchetti (Uil): "Andrebbero riaperti quanto prima, prendendo anche a modello i sindacati"

“Gli uffici pubblici chiusi sono un danno per tutti i cittadini”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Gli uffici pubblici ancora chiusi rappresentano un danno per i cittadini”. Giancarlo Turchetti è il segretario territoriale della Uil. “Basterebbe – prosegue – prendere esempio da come si sono organizzati i sindacati”.

A Viterbo alcuni pezzi della pubblica amministrazione, da quelli del comune agli altri settori della Pa, stentano a riaprire causando non pochi disagi ai cittadini. Telefonate che cadono nel vuoto e porte blindate. E a subirne le conseguenze è anche il lavoratore in smart working. “Si tratta infatti – dice Turchetti – di una condizione di lavoro che non è regolamentata da alcun contratto”.


Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti


Segretario Turchetti, a riaperto tutto, tranne gli uffici pubblici che restano ancora chiusi. E nel frattempo molti cominciano a lamentarsi perché, con la vita che ha ricominciato a scorrere, gli uffici in questione tornerebbero utili. In alcuni casi anche fondamentali. Lei come sindacalista cosa ne pensa?
“Credo sia un problema che finché dura lo stato di emergenza non si risolva”.

Ma l’emergenza durerà fino a dicembre…
“Certo, ma l’emergenza implica alcune problematiche. E una è questa. C’è la paura di aprire per evitare aggregazioni all’interno degli uffici”.

Questa però è la paura di tutti i privati che hanno riaperto. Tuttavia hanno riaperto…
“Teoricamente potrebbero riaprire con modalità ben precise. Il fatto che siano ancora chiusi rappresenta un danno tutta la cittadinanza. Non tutti sono attrezzati per fare le domande on line dal proprio computer di casa. A volte i sistemi sono anche bloccati. E sono problemi che le persone vivono quotidianamente. Bisogna trovare il giusto compromesso tra lo stare al lavoro e lo smart working”. 

E come si arriva al compromesso?
“Partendo da un presupposto. Come dice il nostro segretario nazionale Pierpaolo Bombardieri viene prima la vita e la salute di tutti i lavoratori. E questi sono i beni più preziosi che abbiamo”. 


Viterbo - L'anagrafe

Viterbo – L’anagrafe


Tenuto ovviamente conto della salute dei lavoratori che, come lei dice, viene giustamente al primo posto, i pubblici uffici non potrebbero fare come stanno già facendo i sindacati? Le faccio quest’esempio non a caso, non solo perché gli uffici sindacali, che erogano pure servizi come uno sportello della pubblica amministrazione, ma anche perché il sindacato è l’organizzazione che tutela i lavoratori e le regole che riguardano la loro salute vengono rispettate alla lettera.
“Certo, sarebbe un modo per far lavorare gli uffici pubblici nel massimo della sicurezza. Così potrebbero aprire al pubblico. Utilizzando le nostre stesse modalità”.

La Uil come sta facendo?
“All’ingresso, prima di arrivare alle scale o all’ascensore che porta ai piani, c’è una persona che ti misura la febbre, ti fa mettere la mascherina e pulire le mani. Altrimenti proprio non sali. Poi si sale uno alla volta. Le persone non stanno nemmeno sulle scale. Stanno fuori dal portone. Non solo, ma le persone vengono per appuntamento. Dopodiché tra il nostro operatore e i cittadini c’è anche un vetro di sicurezza”.

Quanti siete per stanza?
“Uno per stanza. In quella più grande siamo in due. Sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza”.

Perché secondo lei gli uffici pubblici non stanno facendo la stessa cosa?
“Bisognerebbe chiederlo a Conte e a chi gestisce gli uffici ancora chiusi. E’ giusto salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. E noi stiamo facendo questo. Proprio per questo stiamo lavorando in massima sicurezza. E la cosa si può fare”. 


Viterbo - La sede della Uil scuola

Viterbo – La sede della Uil


Lo smart working, invece, aiuta o rallenta la macchina amministrativa?
“Lo smart working agevola il lavoro. Chi sta a casa produce di più perché ha meno distrazioni”.

Ad esempio?
“Ad esempio nessuno va al bar per il caffè o al balcone per fumare una sigaretta dilatando in qualche modo i tempi di lavoro. Però ci sono tutta una serie di svantaggi. Svantaggi per i lavoratori”.

Quali?
“Diritti fondamentali che vengono violati. Innanzitutto il contatto con i colleghi. La socialità, cosa fondamentale sul posto di lavoro. Il confronto, la possibilità anche di organizzarsi sul posto di lavoro rivendicando e tutelando i propri diritti. Poi non viene erogato il buono pasto perché la persona lavora da casa”. 

Non solo, ma si tratta di una condizione di lavoro che, a parte lo starsene a casa, non è regolamentata da nessun contratto…
“Esatto, lo smartworking non è regolamento. Ed è una cosa che, se deve continuare, va fatta. Va regolamentata. Per l’Italia è nuova ed è uscita fuori con il Covid. Chi lavora da casa deve avere gli stessi diritti di chi lavora in azienda”.

Daniele Camilli


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21 luglio, 2020

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