Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Il giornale di mezzanotte - Cultura - Il documentario di Giuseppe Sansonna su Rai 3 e Rai 5 visita le bellezze della provincia, tra aneddoti e storie popolari

“Di là dal fiume e tra gli alberi” alla scoperta della Tuscia

Condividi la notizia:

Rai - Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai – Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai - Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai – Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai - Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai – Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai - Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Rai – Lo speciale sulla Tuscia di Di là dal fiume e tra gli alberi

Viterbo – La Tuscia protagonista della puntata di domenica scorsa di “Di là dal fiume e tra gli alberi”, la rassegna di documentari che presenta le bellezze d’Italia su Rai 3 e Rai 5.

“Tuscia, sogni e favole” è il titolo del lavoro di Giuseppe Sansonna alla scoperta delle bellezze e delle storie più mitiche della provincia di Viterbo, raccontate da esperti e testimoni diretti.

Si parte dall’isola Martana, sul lago di Bolsena, che apre a un’esplorazione più ampia su tutto il bacino lacuale, tra i suoi capolavori artistici e le sue leggende, come quella delle streghe del lago.

Le telecamere si spostano poi nel capoluogo, ricostruendo le invenzioni di Annio da Viterbo, tra cui l’origine dell’antica Faul, raccontate da Antonello Ricci. Il documentario parla di Viterbo come una città che “accarezzò a lungo il sogno di competere con Roma, prima di diventarne un satellite” e cita la nascita del conclave, prima di rivedere gli scorci tipici del centro storico prestarsi alla cinepresa di Federico Fellini per il racconto dei Vitelloni.

Da un film all’altro, si passa per la Vitorchiano ritratta dall’Armata Brancaleone, prima di arrivare all’immancabile Civita di Bagnoregio, ricordata anche per l’ambientazione del film I due colonnelli con protagonista Totò.

Altro luogo immancabile della visita alla Tuscia è il Sacro bosco di Bomarzo, col Parco dei mostri. E un altro “sacro bosco”: il giardino della Serpara, realizzato dallo scultore svizzero Paul Wiedmer a Civitella d’Agliano.

All’interno della Serpara, sul Rio Chiaro, vengono mostrati anche gli originali “autovelox per la terra, l’aria e l’acqua” dell’artista Samuele Vesuvio.

La visita si conclude con una passeggiata nel bosco della piramide etrusca di Bomarzo e la torre di Chia, tanto amata da Pasolini.


Condividi la notizia:
28 luglio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR